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2001, Filosofia negli scacchi. Pili G..

A cura di Giangiuseppe Pili (con l’introduzione di Mario Leoncini). www.scuolafilosofica.com.

Dieci capitoli per dieci partite, diversi interessanti quesiti, più stili per più rappresentazioni molteplici ma tutte con un unico fine: illuminare gli scacchi con la luce della filosofia oppure ragionare di filosofia con una scacchiera e trentadue pezzi di colore opposto. Al lettore il compito di interpretare meglio i suoi stessi gusti giacché l’opera si presta bene a più interpretazioni tutte lecite.

Un misterioso omicidio nella grande città e due investigatori d’eccezione, l’infernale Quinlan e il sergente Mcmanus; l’intera storia degli scacchi dalla “preistoria” ai giorni nostri; discussioni tra Nimzowitsch, Capablanca e Rubinstein; un racconto introspettivo; un finale che mette in relazione gli scacchi con l’assoluto. Scritto con l’idea di divertire e di essere utile strumento 2001, Filosofia negli scacchi è un libro difficile da inserire in un genere ma che tenta di illuminare il lettore attraverso i mille volti degli scacchi e della filosofia. Tutto questo in centoquarantasette pagine? Forse molto di più!

Riportiamo qui l’introduzione di Mario Leoncini, maestro FIDE, vicepresidente vicario della FSI (Federazione Scacchistica Italiana), autore di molti libri eccellenti a tema scacchistico e di diversi lavori specialistici e più volte campione italiano di scacchi progressivi.

Si può imparare la filosofia attraverso gli scacchi? Si possono imparare gli scacchi attraverso la filosofia? In questo libro davvero originale Giangiuseppe Pili, laureato in filosofia all’Università di Siena, si e divertito a intrecciare due discipline in apparenza molto

lontane: un gioco, anzi l gioco della mente per eccellenza, e il pensiero umano sull’esistenza e sul mondo cosi come si e delineato nei secoli. Ma anche gli scacchi hanno a che vedere con il pensiero e anche il pensiero sul gioco degli scacchi ha avuto una sua storia e una sua evoluzione nel corso dei secoli. E allora, forse, i due pensieri possono riconoscersi e incontrarsi. Credo sia partito da questa intuizione il lavoro di Pili e sono convinto che, al pari del lettore, in corso d’opera sia rimasto sorpreso lui stesso dai tanti intrecci possibili.

Dunque, un libro di filosofia che si serve di un gioco antico per esemplificare concetti complicati? O piuttosto un libro di scacchi che fa uso di concetti filosofici per spiegare la sua logica interna? Entrambe le cose, certo, ma forse la verità e più semplice. Ricercare il valore didascalico del libro e, in parte, snaturarlo. Il libro si legge come un romanzo e come tale va letto. Il lettore, allora, si lascerà cullare dalle parole e se ne sarà capace, perche armato di un bagaglio minimo di conoscenze filosofiche e scacchistiche, sarà ripagato dal gioco dei richiami cui l’autore lo sottopone in continuazione.

Innanzitutto un libro che diverte, dunque. E nel divertimento istruisce o, quantomeno, fa riflettere. In fondo si può chiedere di più da un libro?[1]

PILI GIANGIUSEPPE

2001, FILOSOFIA NEGLI SCACCHI

SCACCHITALIA/LULU.COM

PAGINE 147


[1] Pili G., 2001, Filosofia negli scacchi, Scacchitalia, 2010, p.5.

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