La posizione di Nozick: “tracking theory of knowledge”

Robert Nozick’s version of reliabilism – what he calls the “tracking” theory – can be seen as a choice of local reliability, in conterfactual applications, as specified by the pure subjunctive. In first approximation his account features the following four conditions for knowledge: (1) p is true, (2) person S believes that p, (3) if p weren’t true, S wouldn’t believe that p, and (4) if p were true, S would believe that p. Nozick adds the proviso that belief in the counterfactual situation(s) must result from the same Method M, used in the actual situation. Condition (3) is obviously the critical one in this account, and introduces the local subjunctive as the linchpin of the analysis.[1]

La posizione di Nozick si sostanzia sull’idea che un soggetto S adotterebbe una credenza P solo se P è vera, cioè, l’adozione di una certa credenza P viene legata al suo valore di verità. Per estensione di questo principio, un soggetto S vorrebbe credere a P in tutti i mondi possibili “vicini” a quello del soggetto S. Ad esempio, una persona con davanti un computer vorrebbe credere alla proposizione “c’è un computer sul tavolo” se tale proposizione è vera, cioè se c’è un entità che chiamiamo computer ed essa sta nella relazione “essere sopra” con la seconda entità che chiamiamo tavolo. L’estensione ai mondi possibili “vicini” al soggetto consente di specificare a quali condizioni S non vorrebbe scegliere di credere in una proposizione: non ci vorrebbe credere in tutti quei mondi in cui tale proposizione è falsa, inclusi i mondi nei quali un genio maligno inganna sistematicamente il soggetto. Nozick, in qualche modo, lega la nozione di giustificazione alla nozione di verità in mondi possibili vicini, in modo tale che la scelta di un soggetto S per credere in una proposizione P dipende direttamente dalla verità di P, così che vengono esclusi i casi in cui S può essere giustificato a credere ad una proposizione falsa. S crede che P ed è giustificato nel credere in P solo se S vorrebbe credere in P in quanto vera e non ci vorrebbe credere se è falsa. E, in generale, la credenza di S in P è giustificata quando la credenza di S in P è assunta attraverso un metodo M tale che se S crede in P attraverso M allora ci crederebbe in tutti i mondi possibili vicini a quello di S. Dunque, un soggetto S perviene a conoscenza qualora utilizzi un metodo tale che questo lo condurrebbe ad accettare una certa credenza P in tutti i mondi possibili vicini a quello del soggetto S. Si tenga conto che Nozick non ha a disposizione una teoria della “vicinanza” di un mondo possibile rispetto ad un altro.

D’altra parte, l’obiezione scettica viene reinserita nel caso in cui il soggetto S sia immerso in un mondo possibile nel quale regni un genio maligno o S sia un cervello in una vasca. All’obiezione scettica Nozick non muove una risposta.



[1] Goldman A. (1986), Epistemology and Cognition, Harvard Press, Harvard,  1986, p. 45.

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