L’UNIVERSITA’ SARDA E ITALIANA. LA SITUAZIONE AL 15 OTTOBRE 2010.

Di Wolfgang F. Pili                                                             www.scuolafilosofica.com

All’inizio dell’anno accademico 2010/2011, non si può certo dire di navigare in acque tranquille. Io frequento il corso di lingue per la mediazione linguistica e dopo una settimana solo due corsi su sei sono iniziati. Gli altri? Inizieranno a data da destinarsi, complici le dimissioni del preside Arcangeli, pure professore di linguistica.

Il caso della facoltà di lingue a Cagliari è solo l’esempio di tante altre università italiana la cui condizione è precaria e la sopravvivenza resa molto traballante dal famoso decreto 133, nel frattempo diventato proposta di legge, che tende a tagliare il più possibile i fondi per la ricerca e quindi per il nostro futuro.

Ieri mattina, circa cinquecento studenti universitari sardi, si sono radunati in un sit-in tenutosi sotto la regione; e da qui un grande gesto di solidarietà e cooperazione fra persone in disagio. Infatti i giovani manifestanti, si sono uniti agli operai dell’Eurallumina da giorni sotto la Regione di via Roma per cercare di riottenere il lavoro, essendo ormai da anni in cassa integrazione. Un gesto, quello dell’unione fra studente e operaio, di notevole solidarietà. Un gesto che ricorda molto le proteste del ’68, in cui si univano spesso le varie classi lavoratrici, per ottenere un solo risultato: “Lavoro, Sviluppo, Occupazione” che negli slogan di ieri è diventato “Lavoro, Sviluppo ed Istruzione.”

 

 

 

 

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