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Macchine mortali, di Philip Reeve. Una recensione

Macchine mortali (Mondadori 2004; orig. Mortal Engines, Scholastic 2001) è un libro fantascientifico per ragazzi scritto da Philip Reeve e capostipite della quadrilogia delle Macchine Mortali. Il libro è ambientato in un universo postapocalittico in cui l’umanità si divide in due grandi fazioni: quelli che vivono in insediamenti statici e quelli che abitano città capaci di muoversi, come enormi macchine, per potersi spostare nel mondo alla ricerca di risorse. Queste risorse sono solitamente acquisite tramite la caccia e la depredazione di altre città. Questo evento è definito Darwinismo urbano  ed è il presupposto centrale della trama e del mondo steampunk in cui il romanzo è ambientato.

Macchine mortali Mondadori 2004

Il protagonista Tom Natsworthy abita una Londra su ruote divisa in livelli abitabili e classi sociali di stampo vittoriano (in pieno stile steampunk), governata dal capo della gilda degli ingegneri e sindaco Magnus Crome. La gilda degli ingegneri è responsabile del mantenimento della città e dei suoi meccanismi di movimento, e dello sviluppo scientifico della stessa. Un’ altra delle gilde principali della città è quella degli Storici, di cui Tom è membro, la quale è incaricata di trovare e preservare i reperti del mondo antico, distrutto un millennio prima da uno scontro nucleare su larga scala chiamato “la guerra dei 60 minuti”.

Tom, un mero apprendista storico di terzo livello, incontrerà fortuitamente Hester Shaw quando questa ragazza dal volto terribilmente sfigurato cercherà di uccidere Thaddeus Valentine, capo della gilda degli storici ed eroe personale di Tom. Coinvolto nella vicenda, Tom si troverà suo malgrado al centro di un’avventura in compagnia di Hester, perso nel vasto mondo fuori dalla città tra insediamenti pirata, androidi assassini e la faida tra le città in movimento e gli insediamenti stabili, abitati dalla Lega Anti-trazionista.

Il libro presenta evidenti tutti i topos dei romanzi d’avventura per ragazzi: un eroe improbabile e inoltre orfano, un mondo pieno di pericoli, nemici diabolici, complotti e tanta azione. Sebbene non manchi lo humor e i personaggi esagerati tipici del genere, scolpiti con maestria dalla mente di un abile scrittore fedele alla tradizione inglese del genere  come Reeve, il mondo di Macchine Mortali è estremamente oscuro e crudele, creando un quadro a tinte fosche inatteso ma perfettamente eseguito. Il libro mantiene un ritmo coinvolgente e inserisce gradualmente nel testo ricco di rocambolesche avventure le informazioni necessarie per orientare il lettore all’interno di un mondo così bizzarro e unico che non può che lasciar  perplessi e sbalorditi. Lo stupore, chiuso il volume, rimarrà nel dire che questo universo di città su ruote, mosse da improbabili motori e intente a divorarsi l’un l’altra, funziona. Macchine Mortali ci porta in un territorio di fantasia inesplorato, quantomai benvenuto in un panorama che è quello della letteratura di genere. Invitiamo il lettore, sia esso un giovane che scopre le meraviglie della letteratura o un navigato ed esperto divoratore di tomi, a lasciarsi trasportare a bordo di questi mostri urbani e godersi il viaggio dal ponte di esplorazione; chissà che esso non scorga una nuova città all’orizzonte, e il piacere dell’avventura.

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