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Autore: Giacomo Carrus

Ciclo di seminari “Ai confini della filosofia”

Carissimi lettori e lettrici, sono lieto di annunciare l’imminente partenza del ciclo di seminari “Ai confini della filosofia” fondato sulla collana di libri di Scuola Filosofica. L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Accademia d’Arte di Cagliari e con l’editore Le Due Torri.

Si tratta di un ciclo di sei seminari riguardanti gli argomenti trattati nei libri della suddetta collana che avranno come relatori gli autori stessi dei libri in questione.

Ringraziamo l’Accademia d’Arte, l’editore Le Due Torri e tutti i membri del team di Scuola Filosofica che si sono impegnati per la realizzazione di questo importante progetto!

Il primo seminario, “La guerra fredda – Il conflitto più caldo del XX secolo”, si svolgerà sabato 16 febbraio a partire dalle ore 17:30 all’Accademia d’Arte di Cagliari, presso il Lazzaretto di Sant’Elia. Il relatore sarà Giacomo Carrus, coautore insieme a Giangiuseppe Pili del libro “La guerra fredda. Una guida al più grande confronto del XX secolo”.

I prossimi seminari, alla stessa ora e stesso luogo, saranno:

16 marzo: “Il sentimento più forte dell’animo umano è la paura – H. P. Lovecraft e la filosofia della paura”. Relatore: Giacomo Carrus, coautore del libro “Scrivere di filosofia. Letteratura e filosofia a confronto”.

13 aprile: “Cosa pensano i bambini? – La formazione dei valori morali”. Relatore: Francesco Margoni, autore del libro “Il bambino di Platone”.

25 maggio (da confermare): “Socrate va in guerra – Il conflitto filosofico tra la guerra e la pace”. Relatore: Giangiuseppe Pili, autore del libro “Socrate va in guerra”.

15 giugno: “Come ragionano i nostri generali? – Filosofia dell’intelligence”. Relatore: Giangiuseppe Pili, autore del libro “Filosofia pura della guerra”.

Vi aspettiamo!

Pubblicazione del libro “Storia della Shoah – La politica dello sterminio nazista” di Giacomo Carrus

 

Annuncio la pubblicazione del mio libro Storia della Shoah – La politica dello sterminio nazista con la casa editrice L’Universale. In esso ho analizzato le tappe fondamentali della nascita e dello sviluppo del razzismo e dell’antisemitismo nel continente europeo per poi ripercorrere l’escalation persecutoria all’interno del Terzo Reich e cercare di dare una risposta alla spinosa questione delle responsabilità nei confronti dello sterminio del popolo ebraico. Nell’ottica di produrre un’utile ed educativa lettura il libro vuole essere un’ulteriore contributo alla conservazione della memoria dell’olocausto e delle sue vittime.

I regimi fascisti e la persecuzione degli ebrei dalle leggi razziali alla Shoah

Al termine della prima guerra mondiale, per via anche dell’influsso dei principi universalistici e solidaristici che avevano guidato la rivoluzione d’ottobre, l’Europa è percorsa da un’ondata di progressismo. Gli Imperi autoritari di Austria e Germania sono crollati lasciando il posto a realtà decisamente più liberali, ma questi cambiamenti preoccupano notevolmente diverse componenti sociali intrise di nazionalismo, in particolare tra i ceti medio-alti, che temono bruschi rivolgimenti socio-economici in grado di mettere in discussione la loro posizione sociale. Ma assai temuta è anche una possibile crisi delle identità nazionali da loro così fortemente tutelate durante la guerra.

Via alla possibilità di recensire il libro “La guerra fredda”

Vuoi recensire il libro La guerra fredda? Conosci qualcuno che vuole recensirlo? Questo è il tuo momento! Regaliamo il libro a te e all’amico che lo vuole recensire spedendolo direttamente a casa. Le condizioni sono le seguenti:

– La recensione deve essere pubblicata in un portale online o offline riconosciuto e pubblico.

– La recensione verrà segnalata su www.scuolafilosofica.com e segnaleremo chi ci ha fatto incontrare il recensore.

– Per richiedere il libro, mandaci la candidatura chiedendo info su facebook oppure scrivendo a scuolafilosofica_AT_gmail.com


La guerra fredda – Una guida al più grande confronto del XX secolo

E’ con nostro immenso piacere segnalare l’uscita del primo libro della collana dei libri di Scuola Filosofica, La guerra fredda – Una guida al più grande confronto del XX secolo, edito dall’editore Le Due Torri di Bolgona, e presente alla fiera del libro di Francoforte, una delle più grandi e rilevanti al mondo! Questo lavoro, editato da me, Giacomo Carrus, e da Giangiuseppe Pili, fondatore del sito, nasce all’interno del progetto di www.scuolafilosofica.com. All’interno del libro troviamo Matteo Bucalossi, uno dei nostri collaboratori, Andrea Molinari e l’illustre prefazione di Giuseppe Gagliano. L’acquisto di questo volume aiuta la crescita del sito e ci consente di continuare a lavorare per difendere gli ideali che abbiamo sempre portato avanti: democrazia, ragione e cultura. Speriamo che questo tema possa appassionare il lettore e restituire i migliori valori condivisi all’interno del progetto di Scuola Filosofica! Vi auguriamo una buona lettura e vi invitiamo a scoprire i prossimi numeri di questa collana rivoluzionaria nel panorama filosofico e culturale italiano.

Gramsci e i quaderni del carcere

 

Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.

Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.

Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.

 

Antonio Gramsci, da “L’ordine nuovo”.

  1. Gramsci sardo

L’identità isolana ha rappresentato una caratteristica fondamentale ed ineludibile nella formazione di Antonio Gramsci. Il suo peculiare pensiero si è sviluppato anche attraverso la conoscenza di persone e ambienti culturali eterogenei, spesso notevolmente distanti (sia geograficamente che culturalmente) dalla sua terra natia, senza però dimenticare le sue origini. Anzi, si può in un certo senso affermare che la sua identità ha costituito il filtro attraverso il quale Gramsci ha metabolizzato e rielaborato in maniera originalissima il pensiero dei principali teorici socialisti (Marx, Engels, Labriola,…) giungendo a coniugare l’internazionalismo con il sardismo.

Guerra all’ISIS: Diario dal fronte curdo – Gastone Breccia

Erbil, Kurdistan Iracheno, circa 70 km ad est di Mosul. Ha inizio qui il viaggio dell’autore che lo porterà ad essere testimone delle modalità con le quali i curdi portano avanti il conflitto che li vede opporsi all’avanzata del Da’ish, meglio 6917974_1424797conosciuto in Occidente come Isis o Stato Islamico. Nel corso dei 20 giorni di permanenza tra il nord dell’Iraq e il nord della Siria, l’autore visita città chiave per lo scacchiere mesopotamico, entra in contatto con un gran numero di individui appartenenti alle più svariate organizzazioni curde, clandestine e non, e ci offre un interessante reportage della sua storia.

Gastone Breccia è uno storico e insegna Storia Bizantina all’Università di Pavia. Non è dunque un giornalista, come ci si aspetterebbe da chi si assume il compito di vedere con i propri occhi la guerra per poi poterla raccontare. “No press card, I’m sorry. University professor, no journalist” sarà costretto a ripetere ai check-point, alle frontiere, a chiunque volesse sapere cosa lo avesse portato così lontano da casa, in luoghi tanto pericolosi. Questo ci racconta nelle prime righe dell’introduzione al libro, per poi proseguire giustificando la propria scelta. Ci spiega che, sebbene sia opinione comune che il compito dello storico sia “studiare fenomeni già sedimentati nella coscienza collettiva, sui quali si sia accumulata una quantità sufficiente di informazioni(…)che permetta di analizzarli scientificamente”, non è poi così inutile per lo stesso “immischiarsi nella storia mentre accade”. D’altronde, come ancora spiega Breccia, gli storici antichi, e dopo di loro quelli bizantini, ritenevano il vedere con i propri occhi necessario e “si scusavano con i lettori perché(…)non potevano fornire una testimonianza diretta sulla maggior parte dei fatti narrati nelle loro opere”.

Inoltre l’autore lavora da diverso tempo sul tema della guerriglia. Perciò lo studio dei curdi, popolo che storicamente ha combattuto le proprie battaglie facendo ampio ricorso alla guerriglia stessa, può riservare dell’ottimo materiale per i suoi studi. Perché, dunque, non avere risposte alle proprie domande direttamente da loro? Tutto ciò ha spinto l’autore ad intraprendere questo viaggio non privo di pericoli.

Madame de Staël | Lettere sugli scritti e il carattere di Jean-Jacques Rousseau – Riflessioni sul suicidio | a cura e con introduzione di Livio Ghersi

Nel 1766 nasceva a Parigi Germaine Necker, più nota come Madame de Staël. Nel 250° anniversario della sua nascita Bibliosofica Editrice pubblica un volume costituito da due saggi, di cui il secondo inedito in italiano, che donano nuova luce alla complessa e affascinante figura dell’autrice.Cover_Madame_de_Stäel

L’introduzione, a cura di Livio Ghersi, ci offre le coordinate storiche fondamentali. Anne-Louise Germaine Necker, è stata una scrittrice francese di origini svizzere vissuta tra la seconda metà del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Figlia di Jacques Necker, Controllore generale delle finanze sotto il regno di Luigi XVI, acquisisce il cognome de Staël in seguito al matrimonio con il barone de Staël-Holstein, ambasciatore svedese presso il governo francese.

La lunga notte: cronaca del golpe in Turchia

La seguente analisi del tentato golpe in Turchia si propone di trattare l’accaduto in modo scientifico, senza alcuna finalità ideologica.

hqdefault (1)15 luglio 2016, ore 22:00 (ora italiana), Turchia.

Ad Istanbul i ponti sul Bosforo vengono chiusi da cordoni di sicurezza della Jandarma (polizia militare turca) isolando così la capitale dal continente asiatico. In pochi minuti ad Istanbul e ad Ankara, i due cuori della Repubblica Turca, colonne di militari si muovono verso i centri nevralgici del potere con l’appoggio di mezzi blindati e mezzi aerei. Carri armati sfilano per le strade e Istanbul è sorvolata da elicotteri d’assalto. Sembrerebbe anche che alcuni F-16 sorvolino la capitale.

Alle 22:16 il governo turco annuncia che è in atto un tentativo di colpo di stato da parte di alcuni reparti delle FF.AA. turche.

Sembra il tentativo possa andare a buon fine. I golpisti puntano verso il parlamento ad Ankara. Nella stessa città viene occupata la sede della rete televisiva turca TRT ed interrotte le trasmissioni. Si annuncia che un non meglio definito “Consiglio di Pace” formato da militari sta prendendo il controllo del paese. L’obiettivo dichiarato è formare un nuovo governo per fermare la deriva autoritaria portata avanti dal presidente turco Erdogan.