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Autore: Giacomo Carrus

Gramsci e i quaderni del carcere

Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.

Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.

Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.

 

Antonio Gramsci, da “L’ordine nuovo”.

  1. Gramsci sardo

L’identità isolana ha rappresentato una caratteristica fondamentale ed ineludibile nella formazione di Antonio Gramsci. Il suo peculiare pensiero si è sviluppato anche attraverso la conoscenza di persone e ambienti culturali eterogenei, spesso notevolmente distanti (sia geograficamente che culturalmente) dalla sua terra natia, senza però dimenticare le sue origini. Anzi, si può in un certo senso affermare che la sua identità ha costituito il filtro attraverso il quale Gramsci ha metabolizzato e rielaborato in maniera originalissima il pensiero dei principali teorici socialisti (Marx, Engels, Labriola,…) giungendo a coniugare l’internazionalismo con il sardismo.

Guerra all’ISIS: Diario dal fronte curdo – Gastone Breccia

Erbil, Kurdistan Iracheno, circa 70 km ad est di Mosul. Ha inizio qui il viaggio dell’autore che lo porterà ad essere testimone delle modalità con le quali i curdi portano avanti il conflitto che li vede opporsi all’avanzata del Da’ish, meglio 6917974_1424797conosciuto in Occidente come Isis o Stato Islamico. Nel corso dei 20 giorni di permanenza tra il nord dell’Iraq e il nord della Siria, l’autore visita città chiave per lo scacchiere mesopotamico, entra in contatto con un gran numero di individui appartenenti alle più svariate organizzazioni curde, clandestine e non, e ci offre un interessante reportage della sua storia.

Gastone Breccia è uno storico e insegna Storia Bizantina all’Università di Pavia. Non è dunque un giornalista, come ci si aspetterebbe da chi si assume il compito di vedere con i propri occhi la guerra per poi poterla raccontare. “No press card, I’m sorry. University professor, no journalist” sarà costretto a ripetere ai check-point, alle frontiere, a chiunque volesse sapere cosa lo avesse portato così lontano da casa, in luoghi tanto pericolosi. Questo ci racconta nelle prime righe dell’introduzione al libro, per poi proseguire giustificando la propria scelta. Ci spiega che, sebbene sia opinione comune che il compito dello storico sia “studiare fenomeni già sedimentati nella coscienza collettiva, sui quali si sia accumulata una quantità sufficiente di informazioni(…)che permetta di analizzarli scientificamente”, non è poi così inutile per lo stesso “immischiarsi nella storia mentre accade”. D’altronde, come ancora spiega Breccia, gli storici antichi, e dopo di loro quelli bizantini, ritenevano il vedere con i propri occhi necessario e “si scusavano con i lettori perché(…)non potevano fornire una testimonianza diretta sulla maggior parte dei fatti narrati nelle loro opere”.

Inoltre l’autore lavora da diverso tempo sul tema della guerriglia. Perciò lo studio dei curdi, popolo che storicamente ha combattuto le proprie battaglie facendo ampio ricorso alla guerriglia stessa, può riservare dell’ottimo materiale per i suoi studi. Perché, dunque, non avere risposte alle proprie domande direttamente da loro? Tutto ciò ha spinto l’autore ad intraprendere questo viaggio non privo di pericoli.

Madame de Staël | Lettere sugli scritti e il carattere di Jean-Jacques Rousseau – Riflessioni sul suicidio | a cura e con introduzione di Livio Ghersi

Nel 1766 nasceva a Parigi Germaine Necker, più nota come Madame de Staël. Nel 250° anniversario della sua nascita Bibliosofica Editrice pubblica un volume costituito da due saggi, di cui il secondo inedito in italiano, che donano nuova luce alla complessa e affascinante figura dell’autrice.Cover_Madame_de_Stäel

L’introduzione, a cura di Livio Ghersi, ci offre le coordinate storiche fondamentali. Anne-Louise Germaine Necker, è stata una scrittrice francese di origini svizzere vissuta tra la seconda metà del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Figlia di Jacques Necker, Controllore generale delle finanze sotto il regno di Luigi XVI, acquisisce il cognome de Staël in seguito al matrimonio con il barone de Staël-Holstein, ambasciatore svedese presso il governo francese.

La lunga notte: cronaca del golpe in Turchia

La seguente analisi del tentato golpe in Turchia si propone di trattare l’accaduto in modo scientifico, senza alcuna finalità ideologica.

hqdefault (1)15 luglio 2016, ore 22:00 (ora italiana), Turchia.

Ad Istanbul i ponti sul Bosforo vengono chiusi da cordoni di sicurezza della Jandarma (polizia militare turca) isolando così la capitale dal continente asiatico. In pochi minuti ad Istanbul e ad Ankara, i due cuori della Repubblica Turca, colonne di militari si muovono verso i centri nevralgici del potere con l’appoggio di mezzi blindati e mezzi aerei. Carri armati sfilano per le strade e Istanbul è sorvolata da elicotteri d’assalto. Sembrerebbe anche che alcuni F-16 sorvolino la capitale.

Alle 22:16 il governo turco annuncia che è in atto un tentativo di colpo di stato da parte di alcuni reparti delle FF.AA. turche.

Sembra il tentativo possa andare a buon fine. I golpisti puntano verso il parlamento ad Ankara. Nella stessa città viene occupata la sede della rete televisiva turca TRT ed interrotte le trasmissioni. Si annuncia che un non meglio definito “Consiglio di Pace” formato da militari sta prendendo il controllo del paese. L’obiettivo dichiarato è formare un nuovo governo per fermare la deriva autoritaria portata avanti dal presidente turco Erdogan.

Breve storia dell’Islam (II): L’espansione arabo-islamica

1. Il califfato dei Rashidun

Nel precedente articolo abbiamo interrotto la nostra narrazione al momento della morte di Maometto nel 632. Il Profeta non aveva predisposto alcuna norma successoria, una mancanza in parte dovuta al fatto che nell’Islam delle origini, in virtù del peculiare contesto socio-politico in cui nacque, non era prevista una particolare autorità temporale. Maometto aveva esercitato parzialmente delle funzioni a tratti riconducibili a quelle di un monarca, ma l’aveva fatto in qualità di inviato di Dio, uno strumento attraverso il quale Allah esprimeva il suo volere.

Essendo però Maometto considerato il ‘sigillo dei profeti’, risulta pacifico che dopo di lui nessun altro avrebbe più potuto assumere la leadership della comunità islamica in qualità di portavoce investito direttamente da Allah.

Breve storia dell’Islam (I): La nascita dell’Islam

1. Cenni sull’Arabia pre-islamica

La storia delle popolazioni arabe pre-islamiche è una storia marginale, essendo state ben poco considerate nell’ambito della storia dell’antico Oriente, la quale ha privilegiato i grandi imperi. Tale posizione marginale caratterizza anche l’Antico Testamento nel quale gli arabi sono posti in secondo piano rispetto al racconto biblico. Secondo la Genesi gli arabi discendono da Agar, schiava di Abramo, da cui il nome di Agareni. Il termine Saraceni, per la verità scorretto in quanto indicherebbe una loro discendenza da Sara, moglie di Abramo, si è imposto comunemente per via di un errore interpretativo, mentre, in effetti, la discendenza di Sara sarebbe rappresentata dagli ebrei, per cui è a questi ultimi che ci si dovrebbe riferire col termine Saraceni. Ad ogni modo, sulle popolazioni arabe si sa poco o nulla prima del VII secolo d.C.

La loro regione d’origine è la penisola arabica, un territorio particolarmente ostile, costituito per la maggior parte da un grande deserto con poche zone propizie all’insediamento umano rappresentate da oasi disperse nell’immenso mare di terra e sabbia. Fa eccezione a questo tipo di ambiente la fascia costiera meridionale della penisola, l’attuale Yemen, la quale, grazie all’influenza esercitata dai monsoni provenienti dall’Oceano Indiano, è risultata favorevole allo sviluppo di popolazioni di agricoltori stanziali.

Concezione, genesi e riscoperta tardo-medioevale del Corpus Iuris Civilis

foglio miniato di un codice del CorpusDal basso medioevo, e per tutta l’età moderna, la civiltà europea ha subito una forte influenza da parte del diritto romano sulla produzione normativa, sulla giurisprudenza e, in generale, su tutto ciò che riguarda il vasto mondo delle leggi. Tale influenza è stata esercitata sostanzialmente da un’opera monumentale, la composizione della quale risale al VI secolo d.C., il Corpus Iuris Civilis.

Per chiarire le motivazioni che furono alla base della genesi di quest’opera è necessario allargare lo sguardo ad un più ampio progetto concepito dal fautore del Corpus: Flavio Pietro Sabbazio Giustiniano, imperatore bizantino, meglio conosciuto come Giustiniano I.

Giustiniano succede nella carica di imperatore allo zio Giustino nel 527 d.C., dopo un brevissimo periodo di co-reggenza accanto allo stesso, ed eredita un impero in salute, con un’economia florida, per lo meno rispetto alle magre condizioni dell’occidente europeo, un impero dove circolano ancora monete d’oro, dove gli scambi commerciali, imperniati sulle grandi e ricche metropoli del vicino oriente non danno segni di crisi, lontani dai problemi e dall’instabilità che invece caratterizzano l’Europa occidentale.