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Categoria: Didattica

Tutto per gioco, niente per gioco – Il valore del gioco negli scout

All’interno delle associazioni scout ci sono diverse fasce d’età: oggi vi descriviamo come all’interno dell’associazione CNGEI (una delle due associazioni scout italiane riconosciute dai due organismi ufficiali mondiali dello scoutismo) viene inteso il gioco. Questa relazione è stata presentata presso il “Convegno sul lupettismo” tenutosi il 18 febbraio 2017 a Cagliari, presentato da Silvia Pistis, attivissima da diversi anni nel branco del CNGEI, ottima rappresentate e alfiere dell’associazione.

Il Gioco è uno degli Strumenti del Metodo della Branca Lupetti, probabilmente il più importante ed efficace. Quasi tutte le attività svolte con il Branco utilizzano il Gioco come Strumento attraverso il quale trasmettere un contenuto educativo. Il Gioco è l’applicazione massima dell’Imparare Facendo del Metodo Scout, declinato nella Branca L.

Educación científica consciente en la sociedad

Aunque estamos acostumbrados a considerar la ciencia como algo independiente y separado da la sociedad, esta influye y modifica el mundo y, al mismo tiempo, es condicionada por la sociedad y por su mentalidad y pensamiento. Es bueno tomar ventaja de esta peculiaridad y aprovecharla para que cada individuo emplee la educación científica. Así se desarrolla “un marco de análisis e interpretación de la realidad que le permita actuar para construir un mundo más justo socialmente y más sostenible ecológicamente.”(Alambique, número 32, 2002).

Pero ¿qué significa “educación científica”? ¿Por qué es tan importante?

Ha sido observado por los investigadores que la educación científica en los niños fomenta sus curiosidad y permite aprender conceptos útiles y habilidades prácticas. La educación científica en la escuela debe ser considerada desde la perspectiva de dar al alumnado competencias, conocimientos y capacidad para una adquisición de la autonomía consciente, con el objetivo de asegurar una formación que tenga valor cultural (“L’educazione scientifica nelle scuola dei piccoli”, Vol. 1, Lanciano, Iacona, Fedele).

El papel de la practica en la clase de ciencias

Las ciencias naturales siempre han sido estudiadas o enseñadas, por los estudiantes por un lado y por los profesores por otro, siguiendo un método tradicional. Lo que más importaba e importa hoy todavía es que los chicos aprendan contenidos, nociones y nada más.

El método tradicional de enseñanza se basa principalmente en el rol activo del profesor, que tiene todo el conocimiento posible e imaginable, mientras que el estudiante toma un papel pasivo y simplemente escucha lo que el profesor dice.

Para las “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione” (2012) el aprendizaje de las ciencias naturales tendría que reflejar modelos de encuesta que se usan en la investigación científica.

Scacchiera didattica per istruttori e giocatori!

20150907_141611Ispirato dal recente articolo di Laura Baire sulla didattica, vorrei illustrarvi un metodo che consente di lavorare proficuamente sulla scacchiera. L’idea mi venne molti anni fa, quando avevo l’abitudine di scrivere appunti direttamente sulle scacchiere disegnate dei libri di scacchi. Avevo pensato anche ad un metodo per poter replicare la tecnica sulle scacchiere normali, ma il problema era rappresentato dal pericolo di rovinarle. Alla fine mi venne l’idea giusta ma, come talvolta succede, non ho mai trovato l’occasione di attuarla.

Al bellissimo corso di istruttori del 2013 ho avuto modo di conoscere Sebastiano Paulesu (su cui la bella intervista del CM Gian Luca Cirina), una delle personalità più brillanti della didattica negli scacchi italiani. Lui ci ha mostrato alcune sue tecniche, tra cui la sua scacchiera e rudimenti del suo metodo ideografico, assolutamente da conoscere e divulgare, perché potrebbe consentire quel salto di qualità indispensabile per far decollare finalmente gli scacchi nelle scuole e nei circoli, ancora troppo legati ad un insegnamento rigido e tradizionale. Colgo qui l’occasione di segnalare almeno altri due maestri della didattica da seguire: Carlo Alberto Cavazzoni e Lucio Rosario Ragonese, entrambi dotati di una fervida immaginazione e capacità di trasmettere contenuti mediante forme innovative, ancora non sufficientemente applicate in modo pervasivo, come dovrebbero essere. Voglio anche segnalare, qui, l’importante lavoro che Giuseppe Sgrò sta attualmente svolgendo per l’insegnamento degli scacchi nelle scuole.

La rivoluzione tecnologica nelle scuole

1392802536_tablet-600x335Introduzione

Attraverso questo saggio considererò la dimensione dell’impatto e le modalità con cui le nuove tecnologie influenzano oggi giorno la scuola primaria e secondaria. Il mio studio si è svolto con il prevalente ausilio d’interviste, effettuate in Cagliari e nella provincia di Cagliari da diversi studenti iscritti in Scienze della Formazione Primaria. In questo saggio analizzerò dunque la situazione attuale di varie scuole, in particolare della scuola A. La Marmora (Monserrato), per quanto riguarda il campo tecnologico. Mi concentrerò soprattutto sull’approccio alle LIM (lavagne interattive multimediali) di insegnanti e studenti. L’approccio può essere determinato da più fattori in gioco, ma in questo saggio analizzerò quelli principali e più significativi quali il percorso professionale dei docenti, la cultura organizzativa della lezione e, infine, la differenza socio-culturale del bacino d’utenza. Queste tre variabili tendono a determinare univocamente il risultato, ciò che ne deriva. Il mio intento durante l’analisi sarà di tipo illustrativo, mostrando ed esponendo quindi ciò che risalta più chiaramente dalle interviste. La ricerca è stata azionata dal presidente del CIRD Marco Pitzalis, con la partecipazione di Antonietta De Feo sotto il ruolo di ricercatore.