Category Archives: Corsi Di Filosofia

La filosofia rinascimentale fino a Campanella.

Di Giangiuseppe Pili       www.scuolafilosofica.com

Dopo il medioevo, si apriva un nuovo scenario storico molto variegato e complesso. Una nuova fase culturale si affacciava nell’Europa: un secolo di scoperte. Esplorazioni prima in Africa, poi in America avevano mostrato una pluralità di culture complesse ed irriducibili al rigido schema culturale e ne avevano incrinato la sicurezza, le scoperte scientifiche, prima di tutte la nuova teoria Copernicana, la quale sarà stata un’”alternativa” a quella accreditata, ma pur sempre godeva di una stima sempre maggiore tra gli scienziati. Continua la lettura

Filosofia Morale: le posizioni di le posizioni di Searle, Leibniz, Hume, Kant, Moore e Frankfurt.

A cura di Giangiuseppe Pili            www.scuolafilosofica.com

La filosofia morale contemporanea tenta di indagare alcuni casi particolari delle azioni umane: le azioni umane definibili volontarie. Le azioni umane volontarie sono quelle in cui il soggetto si trovava nella condizione di poter determinare la propria scelta senza costrizioni e, a seconda di come si interpreti il mondo delle possibilità del soggetto, a seconda delle sue possibilità. In questo senso la filosofia morale si sforza di comprendere il ruolo del soggetto nel momento stesso in cui decide di intraprendere le azioni. In senso ampio, uno dei problemi generali della filosofia morale sta nella determinazioni delle motivazioni che sono dietro ogni scelta: il problema dell’intenzionalità. Continua la lettura

Filosofia della mente.

A cura di Giangiuseppe Pili         www.scuolafilosofica.com

Parte 1: Appunti.

Mente – corpo.

Paradigma dualistico del problema mente – corpo:

Ipotesi 1: esiste il corpo.

Ipotesi 2: esiste la mente.

Ipotesi 3: Mente e corpo sono due entità totalmente distinte. Continua la lettura

Il cristianesimo da Agostino a Bonaventura.

Considerazioni preliminari della impostazione cristiana.

Dalla nascita di Cristo ad Agostino passano 354, un tempo sufficientemente lungo per far sì che il pensiero cristiano prenda atto della sua forza, delle sue possibilità interpretative. Certo, la presenza di grandi personalità quali San Gerolamo, san Ambrogio e gli altri primi dottori della Chiesa ha influito notevolmente a quella che sarà la canonizzazione e l’espressione del cattolicesimo in quel complesso di dottrine che in realtà non hanno subito grandissime modifiche. Se c’è  un tratto caratteristico di questa religione, per eccellenza occidentale per quanto la sua culla fosse il vicino oriente, è la sostanziale stabilità di alcuni concetti di fondo. Un’altra interessante peculiarità sta nel notare che se c’è stata una evoluzione nelle dottrine cristiane è da ricercare nei mezzi interpretativi che i teologi delle varie epoche hanno utilizzato. Continua la lettura

Etica e metaetica.

A cura di Giangiuseppe Pili      www.scuolafilosofica.com

Tutti noi ci poniamo problemi etici, di qualsiasi tipo e in diversissime situazioni. È indiscutibile che questa forma filosofica, perché pur sempre di interpretazione si tratta, sia la più influente nel mondo della vita pubblica e, giacché in questo tutti noi ci specchiamo e viviamo, assume una importanza tutta sua. Parlavamo di interpretazione, personalmente ritengo inutile provare che la mia visione dell’etica sia l’unica e indiscutibile proprio perché tale. E’ opera insensata ed egoistica. Limito a constatare che l’etica proprio per la sua natura pratica ha in sé diverse componenti che trascendono totalmente il piano materiale, dell’accadimento del mondo. Sarebbe sin troppo facile star qui a disquisire sui precetti su cui si dovrebbe basare l’etica quando sarebbe più importante sottolineare quale è la natura propria dell’etica. Per quel che mi riguarda l’etica ha molte facce, facce sovrapposte ma inscindibili e mi limito, qui, ad elencarle: conoscenza, capacità pratica, prassi. L’etica dunque non è solo un singolo aspetto, ma tre. Ma detti così non sembrano piuttosto tre entità vaghissime nelle quali tutto potrebbe entrarvi? In effetti nella conoscenza per esempio è contenuta la ragione, l’esperienza vissuta, il linguaggio. Nella capacità pratica poi compare la nostra immaginazione, la capacità di calcolo e nella prassi c’è la sintesi del soggetto con l’oggetto dove il primo si immagina il secondo e cerca di trovare la mediazione possibile tra il sé e l’altro che si manifesta immediatamente come s-oggetto resistente. Continua la lettura

La Filosofia: quanto ancora c’è da dire.

          Pili G.,         www.scuolafilosofica.com

Inquadriamo il problema con alcuni dati di fatto.

Si incontrano molte persone. Si sentono molte opinioni e la maggior parte di queste non sono a favore della cultura, sebbene tutti, sostenitori e avversari, la usino per difendere se stessi dagli attacchi degli altri e la sfruttino per migliorare le proprie condizioni di vita. E’ un dato storico certo: la conoscenza è un problema che attiene a pochi. Non solo. Addirittura è una questione non del tutto necessaria, o sentita come tale, nemmeno per chi dovrebbe considerarla tale: nelle aule di scuola, nei corsi universitari, tra gli stessi scienziati.

A ben vedere, ci sono stati dei brevi momenti storici in cui la “cultura” è stata maggiormente ricercata e riconosciuta, per esempio negli anni ’50 del secolo scorso. Il motivo è da ricercarsi nell’economia: la qualifica culturale consentiva l’emancipazione dal lavoro manuale, sempre avversato dall’umanità. Ma quando manca il sostrato economico favorevole, ecco che i “problemi della conoscenza” ricadono al di fuori dell’interesse della massa. Continua la lettura

Il pragmatismo filosofico.

Di Margoni F.         www.scuolafilosofica.com

Struttura dell’articolo.

1.Note storiche.

La fase eroica (ca. 1870-1930).

Il revival ( ca. 1980).

2. Le tesi del pragmatismo.

Bibliografia essenziale.

1. Note storiche

Il movimento pragmatista nasce dalle filosofie di Peirce (1839 – 1914), James (1842 – 1910) e Dewey (1859 – 1952). Ho detto ‘nasce’, non ‘nasce dal nulla’; anticipazioni (inconscie) della filosofia pragmatista possono essere agevolmente trovate in ‘tutta l’antichità che si vuole’ (come confessa con piacere Peirce): Socrate, Aristotele, ma poi anche Spinoza, Locke, Berkeley, Kant, Comte. Comunque sia, è sensato riconoscere due fasi storiche del movimento pragmatista: la fase classica (o fase eroica ca. 1870 – 1930) e la fase nuova (o il revival ca. 1980). Continua la lettura

Il Tempo. Un’introduzione.


Dunque, che cos’è il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio, però, spiegarlo a chi me lo chiede, allora non lo so più.

Agostino 

 

Con queste famose parole Agostino d’Ippona esprime la difficoltà di definire il concetto di tempo. Questo interrogativo si presenta tuttora dopo aver ricevuto molteplici risposte nel corso dei secoli, da quella legata alla durata della vita di Seneca al tempo come forma universale dell’esperienza in Kant, fino al tempo soggettivo e mutevole della relatività, e ai suoi concetti limite: big bang e buchi neri. Continua la lettura