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Categoria: Linguistica

La lingua italiana. Problemi linguistici e definizioni

La lingua italiana fa parte della grande famiglia delle lingue indoeuropee. Nella fattispecie l’italiano deriva direttamente dal latino ed è per questo detta una lingua neolatina o romanza. Oltre ad essere parlata in Italia da circa 59 milioni di madrelingua, essa è anche usata nella Repubblica di San Marino, nella Città del Vaticano, in alcuni cantoni della Svizzera, in Slovenia e in Croazia, in Albania dove molte televisioni usano anche l’italiano, nei ceti colti presso Malta e infine, sempre più raramente nella regione di Nizza e Monaco, e nell’isola greca di Rodi, questa in quanto ex territorio posto sotto il protettorato fascista nei periodi del regime. Nel Corno d’Africa, laddove erano presenti delle colonie italiane durante la seconda guerra mondiale, si va ormai estinguendo la conoscenza della nostra lingua.

In Italia, oltre i dialetti, che vedremo a breve, sono presenti diverse minoranze linguistiche. Queste sono dette alloglotti, per l’appunto altralingua. Dal 1999 con la legge n.482 queste vengono tutelate, spesso in maniera poco chiara, e sono riconosciute come minoranza da porre sotto un ala protettiva. Ma spesso non è così e non è chiaro in che senso va intesa la presenza di una minoranza linguistica in un determinato territorio. Vediamo adesso quali sono i principali alloglotti.

Appunti di Glottologia: linguistica storica. Il mutamento: tipologia e proprietà. Etimologia popolare e il tabù linguistico

 2.0.1  Il mutamento: foni e fonemi

Come detto nel capitolo precedente, la linguistica storica è quella branca della linguistica che si occupa più direttamente del fenomeno denominato mutamento. Abbiamo affermato nel capitolo precedente che se le lingue non entrassero in contatto con altri elementi linguistici, rimarrebbero in uno stato di mutevolezza pur senza cambiare mai. Quando invece esse si sono incontrate con altre lingue hanno evidenziato il fenomeno del mutamento.

Andremo ad analizzare i mutamenti a livello fonetico e a livello fonologico, ma dobbiamo prima analizzare la base di due livelli, i foni e i fonemi. Infatti il livello fonetico riguarda tutto ciò che concerne i foni e che concerne, quindi, la produzioni di suoni: questi cosiddetti “suoni” vengono tecnicamente chiamati foni e vengono analizzati e schematizzati tramite la modalità di produzione (apparato fonatorio e organi articolatori). I foni vengono trascritti tra parentesi quadre. Il livello fonologico invece, riguarda quei particolari foni che una particolare lingua valorizzati dalle singole lingue, questi portano la minima entità di significante: per distinguerli dai foni, li chiameremo fonemi e vengono trascritti attraverso le barre oblique “/mar/”. Il fonema ha anche un’altra importante definizione: esso è l’unità distintiva minima, cioè è dunque l’unità fonica più elementare che di per sé non ha un particolare significato, ma tuttavia permette di distinguere due lessemi diversi. Esempio: bare dare. Perché?

Appunti di Glottologia: linguistica storica

Premessa

La linguistica storica, chiamata anche glottologia, è una branca della linguistica generale, che si occupa dello studio delle analogie delle varie famiglie linguistiche, dello studio etimologico delle parole e ancora dei rapporti diacronici presenti fra le parole. Gli strumenti che i glottologi usano in questo campo sono le stesse attestazioni storiche, ma anche gli specifici strumenti della linguistica generale come la fonologia, la morfologia, la sintassi e il lessico. Cerchiamo dunque, attraverso questi appunti, di capire l’evoluzione delle lingue, attraverso esempi e nozionistica.