Category Archives: Spiegazioni per una Filosofia più Easy!

Breve contestualizzazione storica su Karl Marx e “Il Capitale”

Quando all’inizio del 1848 Marx ed Engels pubblicarono il Manifesto dei comunisti non solo gettarono le basi per una nuova concezione del socialismo, ma stilarono di fatto un programma rivoluzionario a breve scadenza per i proletari di tutta l’Europa. Gli stessi fallimenti dei moti del ’48 portarono Marx all’esilio a Londra e ad una riprogrammazione dei suoi punti rivoluzionari. Continue reading

La filosofia analitica de Il signore degli Anelli

Abstract

Il lavoro vuole essere una analisi filosofica del mondo possibile descritto da J.R.R. Tolkien, nella trilogia de Il signore degli Anelli. L’analisi è condotta con i metodi analitici offerti dalla corrente filosofia, detta analitica. Essa, piuttosto che un semplice compendio del testo tolkeniano, vuole essere un divertimento a vantaggio dei lettori, che vogliano speculare filosoficamente sul testo e, allo stesso tempo, venire a contatto con un modo di fare filosofia ancora abbastanza relegato agli specialisti. Questo per mostrare che non solo ci si può divertire filosofeggiando, ma che pure è possibile farlo con un modo di fare filosofia che, apparentemente inaccessibile, può invece esserlo, diventando, così, utile strumento e indiscutibile divertimento.

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Autorità e prestigio: una analisi generale e particolare di un fenomeno sociale

 L’autorità è una parola che oggi come oggi piace poco.  In un’epoca in cui regna sovrano lo scetticismo, sembra impossibile pensare all’esistenza di autorità di qualunque natura esse siano. Alla parola ‘autorità’ si associa sempre qualche personaggio storico a noi poco gradito: qualcuno pensa ad un politico, qualcuno pensa a un religioso, qualcun altro pensa ad un guru sociale. A ognuno la sua autorità sgradita. In particolare, negli scacchi hanno sempre dominato tre generi di autorità: i teorici, i campioni e, più nascosti, i burocrati. Per chi voglia le definizioni di queste tre categorie, dovrà aspettare qualche riga. Due domande: oggi esistono ancora delle autorità? Ma, soprattutto, chi sono le autorità?

La seconda domanda è di importanza capitale, perché si parla spesso di autorità di questo e di quello, senza definire in alcun modo il termine. Inoltre, non è possibile fornire una risposta qualunque alla prima domanda, se non si è preliminarmente definita l’autorità. Si dà spesso per scontata la conoscenza dei termini alla base delle argomentazioni, solo perché la loro investigazione richiede molto più sforzo e tempo. Oppure perché si è talmente invogliati a parlare del tema caldo, che ci si dimentica il lavoro preliminare, come chi alza la vela senza aver mollato il cavo dell’ormeggio. Avanza, ma poco e rischia di perderci la barca. Continue reading

L’orrore: che cosa è.

L’orrore è il dolore di un male intenzionale cosciente. L’orrore è prima di tutto dolore, un dolore ampio, capace di ottundere i sensi e ottenebrare la ragione. Ma è un dolore ben diverso da quello di una ferita. Esso è il dolore del bambino innocente che guarda il mondo con l’ingenuità del bene che viene sovrastato dal male. Così, l’orrore è un dolore che si subisce fino in fondo perché si radica direttamente nella natura dell’essere umano: essere uomini significa essere esseri capaci di provare orrore. L’orrore, infatti, sgorga come da una fonte dall’animo inquieto, doloroso e contratto, prostrato dalla sofferenza per la vita. Continue reading

Breve chiarificazione: ‘Cos’è l’Experimental Philosophy?’

Obbiettivo dello scritto è chiarire cosa si intende per “filosofia sperimentale”.

La filosofia sperimentale (anche detta x-phi, abbreviando la denominazione inglese) è una nuova tendenza d’indagine filosofica che integra l’ormai tradizionale metodologia d’indagine della filosofia analitica con il metodo scientifico della scienza cognitiva. La filosofia sperimentale è diffusa soprattutto negli Usa (Yale, Arizona, Buffalo), mentre in Italia viene sostanzialmente ignorata.

Il punto centrale è questo: il filosofo è detto sperimentale quando si occupa di indagare attraverso la ricerca e il metodo empirico, ovvero attraverso uno studio sistematico, rigoroso e scientifico, il pensiero e le intuizioni dell’uomo comune sulle questioni che stanno a fondamento della discussione filosofica. Continue reading

La posta di Pascal, ovvero la scommessa di Pascal.

Se Dio non esiste, non perderemo nulla nel credere in Lui, mentre se Lui non esiste, nessuno ci perderà dal crederci.

Pascal, Pensieri.

Una buona strada per evidenziare la distinzione tra la credenza razionale e una particolare credenza epistemicamente razionale è considerare la posta di Pascal, chiamata così dopo il filosofo Francese, Blaise Pascal (1623-1662). Il devoto Pascal voleva mostrare che la credenza in Dio fosse razionale. Per questo fine, lui propose l’argomento che nessuno ha niente da perdere, ma solo da guadagnare, dalla credenza in Dio, così che la credenza in Dio è la cosa giusta in cui credere. Continue reading

Il poligono di Cusano

Cusano suggerisce l’idea che la conoscenza umana sia limitata e non possa mai giungere all’infinito. La natura è infinita, dunque la comprensione dell’uomo non  raggiungerà mai la pienezza della natura, sia del cosmo che del divino.

Questa concezione prende forma in una celebre immagine: il poligono inscritto in una circonferenza. Prendiamo che al principio ci sia un triangolo inscritto in una circonferenza, triangolo non perché il più perfetto delle spezzate chiuse quanto perché è la più piccola dei poligoni pensabili.

Immaginiamo di aggiungere un lato al triangolo: esso diventa un quadrilatero. Il perimetro del quadrilatero inscritto nella circonferenza è minore della circonferenza stessa. Continue reading

I tre generi di conoscenza: oggettivale, competenziale, proposizionale[1].

Di Giangiuseppe Pili                                www.scuolafilosofica.com.

La parola “conoscenza” ha diversi significati in relazione a ciò che intendiamo con l’oggetto conosciuto. Per esempio, quando si dice che “C’è una FIAT punto di fronte a me” vogliamo dire che vediamo di fronte a noi un’automobile. Ma se diciamo “Luisa sa andare in bicicletta” non intendiamo dire che c’è un qualche fatto nel mondo tale che “Luisa sa andare in bicicletta” è vera, quanto che essa è vera solo se Luisa sa compiere una serie complessa di azioni in modo tale da riuscire a muoversi sopra una bicicletta. C’è ancora un terzo caso: “Io so che c’è un odioso bambino che gioca a calcio fuori dalla porta di casa”. Questo terzo caso non riguarda la conoscenza percettiva di un certo fenomeno (il bambino che gioca) quanto che penso una determinata proposizione (C’è un bambino odioso che gioca…) ed essa è vera. Se fosse falsa, non diremmo di sapere. Continue reading

Qualità primarie e qualità secondarie, una breve storia dell’empirismo da Locke al dibattito attuale.

Di Giangiuseppe Pili                            www.scuolafilofica.com.

Il problema di cosa siano le proprietà delle cose, se esse siano nelle cose o concepite dalla mente umana è un problema antico quanto la Filosofia stessa. Ne parla già Platone, che vedeva le proprietà le idee, indipendenti e immateriali esistenti in un mondo distinto dal nostro. Ma subito il suo discepolo Aristotele critica tale concezione in modo molto preciso sostenendo l’implausibilità del mondo delle idee e la necessaria concezione empirista: le proprietà delle cose sono nelle cose e le conosciamo attraverso la percezione.

Ci sono dei periodi storici in cui l’operazione più importante consiste nel riprendere problemi antichi e rileggerli in chiave più attuale. Oggi viviamo in un periodo simile, in cui i problemi e il linguaggio della filosofia moderna costituiscono la base della nostra concezione filosofica ma sono ormai obsoleti, soprattutto in senso formale. Non è un caso che un linguista attento e geniale come Chomsky si rifaccia direttamente ai capisaldi della filosofia moderna per ritrovare le radici della sua concezione linguistica. In filosofia della mente non ci si può sottrarre dal dialogare con pensatori come Cartesio, Hume e Kant, ma anche con Berkeley, Locke, Spinoza o Hegel. Ma è chiaro che quegli stessi problemi e quelle stesse soluzioni e le stesse loro parole non ci piacciono più. E’ importante, dunque, oggi riuscire a ritrovare nelle radici della modernità i problemi da affrontare per consegnarli al patrimonio dell’umanità che ha da venire. Un compito, questo, non facile e pericoloso, per via del fatto che con l’attualizzazione si finisce spesso per dimenticare pezzi qui e là o per fraintendere. Continue reading

La libertà: analisi e storia di un concetto.

Di Pili G.,   www.scuolafilosofica.com

La “libertà” è un tema tra i più antichi della filosofia. Se essa esista e in cosa consista è un dibattito aperto e non sempre ben definito. Parlare esclusivamente del termine “libertà” è assai insufficiente e vago. Il problema va inserito all’interno di una cornice che preveda due livelli:

  1. La natura della causalità fisica,
  2. Le procedure attraverso cui noi giungiamo alle nostre decisioni.

Il primo livello attiene alla realtà dei fatti e la sua interpretazione. A seconda di come noi concepiamo la relazione tra oggetti, con la conseguente variazione dell’immagine del funzionamento del soggetto, noi escludiamo l’esistenza di una certa concezione della libertà. Per esempio se escludiamo che esista una sostanziale differenza tra il primo e il secondo livello. Continue reading