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Categoria: Itinerari

Itinerario turistico in una delle zone più povere d’Italia – Calasetta e Sant’Antioco

Lasciamo l’Isola di San Pietro, presentata nel precedente pezzo, imbarchiamoci alla volta di Calasetta. Il viaggio dura circa 20 minuti e vi porta in un’altra isola della Sardegna, l’isola di Sant’Antioco, collegata però con un ponte alla terraferma sarda. L’isola oltre diverse spiagge molto suggestive, presenta due comuni: Calasetta e Sant’Antioco. Nel primo vale la pena fermarsi un’oretta per fare una piacevole passeggiata fra le bianche facciate delle tipiche case calasettane. Sant’Antioco invece merita una visita più approfondita. Fondata sui resti della città fenicia Sulki (da qui il nome della provincia “Sulcis”), è proprio dal punto di vista archeologico che merita una visita.

Itinerario turistico in una delle zone più povere d’Italia – Carloforte e Isola di San Pietro

Secondo Giorno

Carloforte ha i suoi ritmi. Svegliatevi con calma e fate colazione: a base di focacce e pizza, o a base delle famose bombe alla crema, preparatevi a visitare un’isola con tante opportunità e attività. L’isola per estensione è la seconda più grande in Sardegna (la 75° nel Mediterraneo): le coste sono a nord alte e rocciose, ricche di falesie e insenature dove nidificano il falco della regina e il gabbiano corso, mentre nella zona meridionale sono basse con delle piccole spiagge adatte alla balneazione.

Carloforte è l’unico centro abitato dell’isola e fu fondato da Carlo Emanuele III, da una colonia di pescatori liguri di Pegli, migrati a loro volta dall’isola di tunisina di Tabarka: ecco perché a Carloforte c’è un vero e proprio melting pot di tradizioni, liguri, sarde e tunisine (quest’ultime si ripercuotono soprattutto nella gastronomia con il famoso cascà vale a dire il cous cous carlofortino). Oggi Carloforte è una vivace meta turistica soprattutto nei mesi estivi, quando il borgo si anima delle folle di turisti, soprattutto italiani.

Itinerario turistico in una delle zone più povere d’Italia – il Sulcis Iglesiente (parte I)

Il territorio italiano è ricco di patrimoni naturali e architettonici spesso non valorizzati al meglio, a volte per motivi economici e politici, altre volte per carenze strutturali legate comunque al primo punto. Tuttavia ci sono eccellenze che non risentono di questa crisi e di questa mancata valorizzazione: si prenda come esempio la bellissima zona attorno ai grandi laghi lombardi, veneti e piemontesi, o si pensi ancora alla Toscana e alle terre brune attorno a Siena.

Sono zone geografiche in cui negli anni si è saputo creare, oltre ad un tessuto produttivo che ha favorito l’economia, anche un sistema turistico che ha potenziato e dato risorse ad una regione già ricca di suo. Come da incipit però, ci sono regioni e provincie, in cui complice un sistema economico secondario e terziario sottosviluppato, il sistema turistico non si è sviluppato al meglio: si pensi alla Sicilia, terra bellissima, ma ancora ben lontana rispetto alle regioni del nord; o ancora, alla Calabria e alla Puglia, terre ricche di patrimoni artistici e di tradizioni immutate nel tempo, ma che a causa di un’arretratezza economica storica, non trova nel turismo le forze sufficienti per risollevarsi. In conclusione, un territorio di vocazione turistica non è sufficiente a far sì che una determinata regione possa vivere solo di quel settore.

Itinerario in Sardegna fra amarcord e attualità

Qualche tempo fa mi sono trovato a rovistare nella cantina di un mio conoscente e ho trovato al mio cospetto un’importante collezione di riviste di quotidiani, ingiallite e dal fascino antiquario. Su di una mi è caduto l’occhio in particolare: si tratta dell’inserto domenicale del Corriere della Sera chiamato “Domenica del Corriere”. In data 24/06/1974 veniva raccontato il resoconto di viaggio di Carlo Mauri, alpinista ed esploratore italiano vissuto fra il 1930 e il 1982 anno della sua morte. L’articolo di Mauri riporta con estrema precisione il resoconto di un’avventura into the wild in uno degli ultimi paradisi italiani, preservati dalla vita pastorale e da una natura ancora poco intaccata dai cambiamenti distruttivi dell’uomo: precisamente nella zona dei territori del Supramonte, caro a Fabrizio de Andrè, ma caro anche alla maggioranza degli escursionisti, alpinisti e vacanzieri di tutto il mondo.

Il lago Mulargia – Percorso in Canoa

Il lago Mulargia è un lago artificiale posto nel centro della Sardegna e suddiviso territorialmente fra i paesi di Siurgus Donigala, Nurri, Goni e Orroli. L’unico lago non artificiale in Sardegna è il modesto lago Baratz, vicino ad Alghero, che con una profondità media di 5 metri e una grandezza più simile a quella di una laguna, non è assimilabile di certo all’importanza degli altri invasi sardi, come il Coghinas, l’Omodeo, il lago dell’alto Flumendosa e il suddetto lago Mulargia, tutti però non bacini naturali.

“In sintonia con le direttive europee e gli orientamenti internazionali, anche la Sardegna è doverosamente chiamata a proteggere e conservare l’acqua, risorsa unica, limitata e fragile, di alto valore ambientale, culturale ed economico, bene pubblico da utilizzare in maniera sostenibile e da tutelare in quanto bisogno fondamentale dell’umanità, chiave dello sviluppo e del benessere per le generazioni contemporanee e future.” Maria Luisa Di Felice, Dighe della Sardegna, Sassari, Poliedro, 2011.

Cagliari – Canale delle Saline – Poetto – Promontorio di San Elia Percorsi in Canoa in Sardegna

sardegnaPercorso – Canale delle Saline

Percorso: Cagliari

Distanza: 3 km (circa, solo andata).

Tempo: 90’.

Difficoltà: Semplice.


cagliariCagliari è una città ampiamente sottovalutata dal turista italiano e, probabilmente, da ogni turista. Essa nell’immaginario turistico è una grande pista di atterraggio con pullmino e taxi direttamente allo sbarco e una strada per raggiungere la meta reale di destinazione. Una grande pista di atterraggio ventosa e pietrosa, giallognola e sostanzialmente vuota. Si può sottovalutare qualcosa che si valuta, che si sa che c’è, che esiste. Secondo me, Cagliari è pienamente ignorata, nel senso che si presume che esista, ma non se ne è troppo sicuri. “Una volta ci sono passato ma non l’ho vista…” (e io che ho sempre pensato che passare e vedere sono attività correlate!). Una città dalla bellezza rara, che unisce storia e paesaggio in modo armonico e raro. Credo che si tratti dell’ennesimo caso in cui la popolazione locale e la politica storica abbiano fatto sì che Cagliari sia considerata soltanto da chi l’ha visitata per caso, scoprendo poi una città che non conoscevano.

Costa Rei – Faro di capo ferrato – Spiaggia di Feraxi – Percorsi in Canoa in Sardegna

capo-ferrato


Costa ReiPrimo percorso – Costa Rei

Percorso: Costa Rei (Muravera)

Distanza: 8 km (circa, solo andata).

Tempo: 240’.

Difficoltà: Semplice.

Area di accesso proposta: spiaggia di Porto Pirastu 

La spiaggia di Costa Rei è talmente famosa da non avere bisogno di introduzioni. Si tratta di uno dei siti in cui la popolazione isolana (specialmente cagliaritana) va ogni anno in pellegrinaggio per non frequentare la locale zona di balneazione, ovvero il Poetto (di cui parleremo senz’altro in un altro articolo). Costa Rei è famosa anche oltre Tirreno, giacché ho conosciuto molte persone che hanno dichiarato di essersi bagnati con le celebri acque di questa nota località. Naturalmente, assolutamente entusiasti. Addirittura definita come una delle acque più belle del pianeta, non posso certo aggiungere altro se non che ognuno ha i suoi gusti e, nel panorama del litorale di tipo sabbioso, questa località è certamente tra le più belle.

Isola di San Pietro e Carloforte Un percorso in Canoa in Sardegna

Isola di San Pietro: cenni generali alla storia e alla geografia dell’isola

Carloforte

In questo articolo proponiamo diversi agili itinerari. Procederemo da sud-est e gireremo in senso orario per terminare a nord-est. Iniziamo, dunque, dal tragitto che inizia dalla zona del Giunco e termina nella zona del Geniò. Prima di cominciare, vale la pena sapere che l’isola di San Pietro ospita il paese di Carloforte, ex colonia genovese fondata nel XVIII secolo. La sua caratteristica bellezza è dovuta ad una ricchezza paesaggistica e varietà architettonica distintiva rispetto al resto del panorama sardo, con l’unica e parziale eccezione de La Maddalena (Sassari, Sardegna).

Carloforte - Isola di San PietroSebbene si dica che esistano tre nuraghi nell’isola, strutture troncoconiche a “tholos” tipiche di tutta la civiltà mediterranea e distintiva della civiltà nuragica della Sardegna, rimane il fatto che essa non ha visto uno sviluppo antropocentrico sensibile sino a tempi recenti, coincidenti con l’arrivo dei genovesi, ora da Tabarca ora dalla stessa madrepatria. I vari tentativi di ripopolamento dell’isola di Sardegna hanno portato anche a simili approcci anche nell’isola di San Pietro, con i medesimi scarsi risultati. Tuttavia, si trova ancora traccia di ciò nella zona delle Tanche, dove è presente una via in cui le baracche (così denominate le case della campagna) si affacciano l’una di fronte all’altra, creando così una via unica oltre il paese.

Carloforte è un paese prospero, specialmente se confrontato con il resto dell’area sarda direttamente di fronte, ovvero il Sulcis-Iglesiente. La sua economia è basata sul turismo stagionale e sullo sfruttamento delle molteplici risorse marine, compresa la celebre tonnara. Vale la pena sottolineare che lo sviluppo di queste due fondamentali attività economiche nell’isola è particolarmente radicato perché tradizionale.

Percorso in Canoa L’isola di San Macario e Nora (Pula, Sardegna)

NoraNome Itinerario: Isola di San Macario (Pula, Sardegna); Rovine Archeologiche di Nora (Pula, Sardegna)

Distanza: 4,5 km (circa) sola andata.

Tempo: 180’-220’.

Difficoltà: Semplice.

Area di accesso proposta: spiaggia di fronte all’isola di San Macario, viale Segni, Pula.

Mezzo di trasporto: Canoa [il percorso è naturalmente traslabile per qualsiasi imbarcazione].


NoraL’isola di San Macario (Pula, Sardegna) è una piccola isoletta nella costa sud della Sardegna. Essa si presenta aspra, impervia con il fascino della rude natura. Nell’isola si trova anche una torre di avvistamento costruita dagli spagnoli nel 1595 che contribuisce a creare fascino nel fascino. Per arrivare all’isola in canoa è possibile scendere nelle vicinanze, in un’area di grande bellezza e complessità paesaggistica e faunistica. Infatti, l’accesso consigliato da viale Segni costeggia Riu Pula, un corso d’acqua alla cui foce si crea una zona paludosa le cui calde e placide acque ospitano specie rare, la cui vista può soddisfare anche i non ornitologi.

In generale, la zona è poco esposta al vento dominante di maestrale, mentre è aperta ai venti di scirocco e da quelli che vengono da levante. Quindi, in generale, salvo condizioni atmosferiche estremamente sfavorevoli, potrete procedere senza particolari difficoltà.

Porto Flavia (Masua, Iglesias) Un percorso in Canoa in Sardegna

MasuaPercorso: Porto Flavia (Masua)

Distanza: 4 km (circa, solo andata).

Tempo: 180’.

Difficoltà: Moderata.

Area di accesso proposta: spiaggia di Masua

Mezzo di trasporto: Canoa [il percorso è naturalmente traslabile per qualsiasi imbarcazione].


sardegna-prtflavia


Porto Flavia (Masua, Iglesias – Sardegna) è una zona di attracco delle vecchie navi da trasporto del minerale. L’interno della zona portuale è interamente scavata ed è stata una soluzione rivoluzionaria al problema logistico del trasporto marittimo del minerale. Il porto è stato terminato nel 1924 ed è attualmente un capolavoro museologico industriale. Non si dirà mai abbastanza quante risorse disponga una terra come la Sardegna e non sono valorizzate almeno quanto la loro qualità meriterebbe con il risultato di essere ancora una volta intristiti dal considerare lo iato tra la possibilità produttiva e la realtà. Varrebbe assolutamente la pena di visitare anche l’interno, ma qui ci occuperemo di un percorso marittimo.

Il porto si configura come un’apertura sul mare scavata nella roccia. La sua bellezza è tale che secondo alcuni è una delle zone più belle dell’intera Sardegna. Sicuramente è un panorama sostanzialmente unico nel suo genere e indubbiamente lo è nell’isola di Ichnusa.