Category Archives: Libri di Scacchi

Natura simbolica degli scacchi. Leoncini M..

A cura di Giangiuseppe Pili                www.scuolafilosofica.com

Gli scacchi non sono solo un gioco ma un veicolo di comunicazione della cultura. Tra i pochi divertimenti e piaceri superstiti ad ogni variazioni di gusto, degli usi e costumi sociali, sebbene sempre visti in modo ambiguo, gli scacchi sono tutt’altro che un gioco sterile e incapace catturare la sfera inconscia dell’io. Attorno al nobile gioco ruotano l’ammirazione del profano, la fantasia del bambino, l’ansia da prestazione, la voglia di vincere, la paura della scelta e della morte. Tutti gli scacchisti vivono emozioni forti, se giocano. Ma l’arte degli scacchi non coincide con gli scacchi nell’arte: essi pretendono uno spazio più universale proprio perché parte integrante della nostra stessa cultura occidentale. Non può essere un caso che siano stati messi alla prova dell’Intelligenza Artificiale, come ambito privilegiato e ristretto attraverso cui elaborare una forma di pensiero non umano. La Natura simbolica degli scacchi è un’indagine sulle varie simbologie nate e cresciute attorno agli scacchi, in modo sempre clamorosamente fascinoso, proficuo e profondo. Leoncini si sposta tra vari quadri simbolici e culturali con grande maestria: dalla relazione del gioco con le varie ideologie politiche, tra dittature, totalitarismi e democrazia; dalla relazione con le fedi religiose cristiane e islamiche per finire alla relazione che gli scacchi hanno avuto con l’arte. Continua la lettura

Chi ha ucciso il campione del mondo? Scacchi e crimine. Lotti F., Leoncini M.

A cura di Giangiuseppe Pili          www.scuolafilosofica.com

Un grande K esce misteriosamente dalla scena dello scacchismo internazionale a seguito di un omicidio terribile. Ritrovato con tutti i pezzi in bocca e due alfieri al posto degli occhi, rimane avvolto dal mistero. Un grande torneo nel circolo di scacchi CRAL di Siena, un panorama medioevale per un lutto che nulla ha di meno rispetto alle pene inflitte dalla sacra inquisizione. Potrebbe essere uno dei grandi campioni che giocavano al torneo. Tutti avevano un loro motivo per uccidere. Tra tresche amorose improbabili, tra padri afflitti, invidie e rivincite sperate tutti sono sospettati. Tanzini è un poliziotto in pensione, richiamato dalla procura per il suo fiuto impareggiabile. Questa volta il compito potrebbe essere al di là delle sue possibilità. Tutti e nessuno, questo il problema.

Il libro è già nel titolo doppio: da un lato il romanzo breve (o racconto lungo di Fabio Lotti) dall’altro una serie di piccoli saggi (di Mario Leoncini). Iniziamo dal racconto. Continua la lettura

2001, Filosofia negli scacchi. Pili G..

A cura di Giangiuseppe Pili (con l’introduzione di Mario Leoncini). www.scuolafilosofica.com.

Dieci capitoli per dieci partite, diversi interessanti quesiti, più stili per più rappresentazioni molteplici ma tutte con un unico fine: illuminare gli scacchi con la luce della filosofia oppure ragionare di filosofia con una scacchiera e trentadue pezzi di colore opposto. Al lettore il compito di interpretare meglio i suoi stessi gusti giacché l’opera si presta bene a più interpretazioni tutte lecite.

Un misterioso omicidio nella grande città e due investigatori d’eccezione, l’infernale Quinlan e il sergente Mcmanus; l’intera storia degli scacchi dalla “preistoria” ai giorni nostri; discussioni tra Nimzowitsch, Capablanca e Rubinstein; un racconto introspettivo; un finale che mette in relazione gli scacchi con l’assoluto. Continua la lettura

Scaccopoli. Leoncini M.

A cura di Giangiuseppe Pili                                            www.scuolafilosofica.com

Gli scacchi sono un gioco di società, un piacere per la mente, un’occasione pacifica per distrarsi dalla realtà della vita. Ma gli uomini riescono a mettere in mezzo anche i divertimenti innocenti al centro delle loro controversie. Scacchi e politica. Due categorie diverse. Gli scacchi, una frivolezza della vita. La politica, il fondamento dell’esistenza umana. Nessun punto di contatto. Eppure, forse non c’è mai stato un gioco a cui la politica è stata così legata e così interessata. Continua la lettura

La scacchiera. Brunner J.

A cura di Giangiuseppe Pili                                        www.scuolafilosofica.com

Il signor Haklyut è il miglior esperto di viabilità stradale la cui reputazione si è fondata su lavori appaltati nelle più difficili situazioni del globo: dagli Stati Uniti all’India. Egli è uno di quei pochi professionisti che, oltre a possedere un’indiscutibile abilità, è anche dotato di uno stile individuale, una peculiarità di pochissimi. Egli è stato scelto per un lavoro molto delicato e difficile: la riprogettazione della viabilità di alcune zone della città di Vados, capitale dello Stato dell’Aguazul, uno Stato immaginario del sud America. Sebbene il lavoro di Haklyut sia, apparentemente, una faccenda d’ordinaria amministrazione, in realtà, verranno presto a galla questioni molto delicate: Vados è la città ideale per gli ingegneri, un agglomerato urbano quasi perfetto, se non fosse per la presenza di quartieri slum e baraccopoli, abitati dal popolo delle campagne giunto subitaneamente nella nuova grande città, voluta dal presidente Juan Sebastian Vados. Continua la lettura

Il giocatore di scacchi di Maelzel. Poe E. A..

A cura di Giangiuseppe Pili                            www.scuolafilosofica.com

Il giocatore di scacchi di Maelzel è un saggio breve del grande scrittore americano, Edgar Allan Poe. Il giocatore di scacchi in questione, com’è suggerito dal titolo, non è un uomo, bensì un automa. Si trattava del celebre marchingegno inventato dal tedesco Von Kempelen, poi comprato e revisionato da Maelzel, che lo adoperò a scopo di lucro, tenendo incontri con il pubblico, chiamato a sfidare la macchina.

Gli artefatti meccanici sono tra gli oggetti che più hanno affascinato la mente umana sin dai tempi antichi. Testimonianza di ciò, nella mitologia classica, è il colosso bronzeo Tantalo, un essere antropomorfo semovente. E il sogno finale è sempre stato la replicazione dell’intelligenza umana. Continua la lettura

Il castello degli scacchi. Cavazzoni C. A.

A cura di Giangiuseppe Pili.                              www.scuolafilosofica.com

Immaginate di tornare per un istante bambini, ignari di tutte le sfortune del mondo, ignorandone i “perché”. Siete in un inverno freddo, all’interno della vostra casa con un bel camino acceso. Vostro padre vi si avvicina con una scacchiera e vi dice: “Dai, ti insegno a giocare a scacchi!” Ecco che davanti a voi non ci sono dei piccoli pezzi di legno ma degli esseri viventi in carne e ossa che grazie alla magia si animano e incominciano a fronteggiarsi. Continua la lettura

I segreti del castello degli scacchi. Cavazzoni C. A.,Messa R..

A cura di Giangiuseppe Pili

Questo libro nasce dall’amore che proviamo per gli Scacchi, che ci hanno regalato momenti di autentica felicità.[1]

Cavazzoni, Messa.

 

I segreti del castello degli scacchi è un libro a scopo didattico, nel quale si possono trovare sia le regole basilari per il gioco che utili esercizi per apprendere in fretta i suoi fondamenti. Ma, forse, si tratta di qualcosa di più.

Il libro si può dividere idealmente in parti: al principio il lettore è guidato all’apprendimento dell’uso dei singoli pezzi, ciascuno dotato di una sua individualità, costruita sapientemente sulla base del concreto gioco e sul piano figurato dell’immaginazione. Tutte le figure sembrano dotate di un’anima e nessuna di esse è un impersonale pezzo di legno ma un individuo dotato di un volto e di una mente: “Bella e audace, grazie alla sua agilità la Regina è il pezzo con il maggior raggio d’azione. Al centro di una scacchiera vuota controlla ben 27 case”.[2] Oltrepassata la conoscenza preliminare dei singoli pezzi, si giunge all’apprendimento di tutta l’orchestra o di tutto il proprio esercito: “La battaglia degli scacchi è avvincente: è fatta di attacchi, difese, agguati, inseguimenti e duelli, a colpi di astuzia e intelligenza”.[3] Ma, anche in questo caso, il tragitto è tratteggiato da una separazione precisa dei vari livelli, tutti necessari al migliore apprendimento. In ciò, potremmo azzardare un primo paragone, con un altro libro: Il mago dei numeri. Come in matematica, gli scacchi, bisogna pur dirlo, offrono il pericolo di ricadere al di fuori della propria presunta portata, inducendo paura e rifiuto nel principiante. Ma gli autori scongiurano questa pericolosa possibilità prendendo letteralmente sulle spalle il lettore più sprovveduto, facendolo, così, sentire sempre al sicuro: non c’è mai il senso dello smarrimento della via e, per ciò, non si è mai a disagio. La terza parte ideale è segnata dalla presenza dello scacco matto che, forse, rappresenta la caratteristica più disarmante dell’intero gioco. Alternando esercizi a presentazioni essenziali, ma non prive del loro immaginifico lirismo che non dispiace mai, c’è spazio anche per considerazioni meta-scacchistiche. Lo scopo ultimo del libro è, infatti, quello di costruire un buon scacchista, educato all’ideale dell’agonismo positivo e, in definitiva, della condivisione di più alti valori, ispirati alla tolleranza e alla reciproca accettazione, ma lasciamo che sia una citazione a illuminare questo punto, generalmente dimenticato dai manuali di scacchi introduttivi: “Se un giorno sarai perdente, complimentati con l’avversario, stringi sorridendo la mano e invitalo ad analizzare insieme la partita. Non arrabbiarti, non cercare giustificazioni, ma cerca di capire dove hai sbagliato”.[4] La quarta parte consiste nell’illustrazione dei concetti fondamentali della descrizione delle partite (linguaggio scacchistico) e della valutazione (valore dei pezzi). La quinta e ultima parte è una breve e essenziale guida verso il vertice finale, tra rudimenti di calcolo combinatorio e altri divertenti esercizi, che culmina nel matto in tre mosse, ultimo paragrafo del libro. Ogni paragrafo inizia con una breve descrizione dell’argomento e finisce con una serie molto ampia di esempi ed esercizi: la ricchezza dell’eserciziario è veramente notevole, con i suoi 439 diagrammi. Inoltre, la pertinenza degli esercizi stessi è preziosa e basta sfogliare il libro anche solo superficialmente per rendersene conto. Tra la vastità dei diagrammi e le intelligenti presentazioni c’è spazio per le favole sull’origine del gioco, per commenti intelligenti sulla buona educazione scacchistica e per qualche quiz: il tutto rende la lettura divertente e non priva di spunti di riflessione per grandi e meno grandi.

La finalità del libro. La finalità del libro è duplice: da un lato esso vuole essere un efficiente manuale a uso didattico per giovani aspiranti scacchisti e per buoni insegnanti. Da un altro lato, I segreti del castello degli scacchi vuole far riflettere i giovani scacchisti e i loro più anziani istruttori sul ruolo sociale e culturale del gioco, nel quale la componente umana non deve esser sacrificata per un agonismo acritico e violento ma, viceversa, per una maggiore comprensione del valore umano intrinseco nello stesso divertimento condiviso.

Stile del libro. Il linguaggio utilizzato è sempre ricco di metafore nel quale i pezzi risaltano ciascuno per sé, ciascuno con doti e pregi suoi particolari. Sembra quasi che si possa intravedere un’immagine allegorica più ampia nella quale niente e nessuno deve mai essere ridotto a semplice pedina, neppure l’ultimo pedone: questo perché dietro l’ignoranza dell’oblio di ciascuno si staglia il pericolo di una totalità uniforme e cieca; e non è certo questo il messaggio più profondo che si può leggere tra le righe. Ma è nei racconti favoleggianti che la vena profondamente fantasiosa e, in ciò, umanistica del libro sorge in tutta la sua chiarezza: la rivisitazione del mito delle origini o l’intelligente favola finale (I segreti del cavaliere della mezza luna) sono dei bellissimi esempi di parabole umanistico-scacchistiche dove il messaggio finale può riassumersi così “La somma di due civiltà è meglio di una”.[5]

Le illustrazioni. I segreti del castello degli scacchi è un libro illustrato, nel quale non sono solo incasellate tante miniature scacchistiche (i diagrammi) ma sono presenti tanti disegni la cui delicatezza e semplicità risulta evidente dall’asciuttezza del tratto e dalla scelta del color rosa-pastello. Il disegnatore è molto attento alla verosimiglianza dei pezzi ma non eccede nel dettaglio, là dove questo lascerebbe poco spazio all’immaginazione: le raffigurazioni rarefatte ma precise impreziosiscono il volume e offrono un refrigerio per la mente, giacché, d’altronde, non può che essere così, quando si impara a giocare a scacchi.

Qualche osservazione conclusiva. I segreti del castello degli scacchi costituisce l’ideale proseguimento de Il castello degli scacchi, il libro precedente del premiato istruttore federale Carlo Alberto Cavazzoni. I due lavori hanno una serie di somiglianze, sia nella presentazione che negli intenti didattici e didascalici, ma in questo libro si vuole affrontare più specificamente il problema della crescita e della maturazione del principiante, guidandolo, come detto, sino alle soglie della combinazione più articolata e, dunque, dell’essenza stessa del gioco pratico. I due libri, dunque, si richiamano e si integrano reciprocamente, offrendo al principiante e all’istruttore un ideale percorso ottimale per l’apprendimento del gioco degli scacchi.

CAVAZZONI CARLO ALBERTO; MESSA ROBERTO. CON LE ILLUSTRAZIONI DI VALERIO FALCONE.

I SEGRETI DEL CASTELLO DEGLI SCACCHI

LE DUE TORRI.

PAGINE: 111.

EURO: 15,00.



[1] Cavazzoni C. A., Messa R., I segreti del castello degli scacchi, Le due Torri, Bologna, 2011, p. 1.

[2] Ivi., p. 23.

[3] Ivi., p. 29.

[4] Ivi., p. 42.

[5] Ivi., 107.