Category Archives: Libri di Scacchi

Commento su: “Un mistero in bianco e nero. La filosofia degli scacchi”

E’ uscito recentemente il libro del filosofo Giangiuseppe Pili: “Un mistero in bianco e in nero. La filosofia degli Scacchi”, Le Due Torri, Bologna, 2012.

Un libro originale e interessante, ma anche difficile. Da una rapida scorsa all’Indice e alla Bibliografia il lettore è subito confrontato con la ricchezza e complessità dell’argomento trattato dall’autore (Pili è filosofo e scacchista), dove oltre all’aspetto più propriamente filosofico chi legge è sollecitato a verificare la propria conoscenza in altri ambiti che vanno dalla logica simbolica, alla teoria del linguaggio, alla matematica, intelligenza artificiale ed anche un po’ di psicologia. Questi argomenti sono in parte accennati, ma vengono approfonditi in alcuni capitoli centrali del libro (Capitoli 5-9), e sono trattati dall’autore con sicurezza e perfino con un’audacia che stupiscono il lettore e che presuppongono in lui un’ampia cultura non dissimile da quella di chi scrive. Questo potrebbe essere un limite del libro oppure una sua virtù in relazione all’approccio del lettore. Continue reading

Il giocatore invisibile. Pontiggia G.

“Credimi, è infantile” continuò la ragazza. “Convincere sempre gli altri, tutti, che tu vali, che hai ragione. Prova a immaginare per una volta l’ipotesi contraria, che tu sia dalla parte del torto. Che cosa succede? Crolla qualcosa? Io non capisco poi, alla tua età, come fai a essere così schiavo degli altri.”

Giuseppe Pontiggia

Il giocatore invisibile è un romanzo di Giuseppe Pontiggia, edito nel 1978 e grande bestseller di allora, uno dei pochi che può dire di aver superato la prova del tempo a medio-termine e che vincerà anche la prova superiore. La storia è assai semplice e abbastanza piana, senza arditi risvolti: un importante professore di filologia classica legge inaspettatamente una lettera anonima su una rivista di settore La voce degli antichi nella quale viene attaccato personalmente sia sul piano tecnico che sul personale. La lettera, breve e concisa, riesce nell’intento di sconvolgere la vita del professore. Costui ne viene in breve conquistato, giacché le parole sono il suo regno e con le parole sole si poteva far breccia nelle sue più intime convinzioni e divellere i suoi più intimi sentimenti. E’ il crollo, lucido e violento. Chi può essere stato? Perché? Bisogna rispondergli? Inizia, così, una discesa nell’angoscia, che avvinghierà il professore sino a stritolarlo e imporgli nella mente la necessità di scoprire a qualunque costo il nome dell’autore. Dopo vari tentennamenti, decide di rispondere alla lettera anonima, ma non si sa se questa scelta abbia comportato più danni che guadagni. Intanto la sua vita si complica. All’università perde sempre più spesso la calma. I colleghi incalzano, non gli par vero. Nella vita privata la moglie tentenna: lo tradirà? Ma lui è lontano, non trasmette amore, e non comprende più neppure quanto la sua relazione con una studentessa sia un tradimento deplorevole in sé e lo costringa a seguire il discutibile talento poetico della ragazza. I personaggi che lo circondano non sono da meno. E tutti potrebbero essere il suo peggior nemico. Continue reading

Scacchi e Psicologia. Vezzani S.

Il libro Scacchi e Psicologia di Stefano Vezzani tratta i diversi aspetti che caratterizzano la mente degli scacchisti da un punto di vista psicologico, in particolare, dal punto di vista della psicologia cognitiva, una disciplina che intende investigare sui fondamenti della cognizione dei soggetti umani. Il lavoro in questione non intende essere di genere prescrittivo, ma solo di tipo descrittivo: in altre parole, non compaiono delle analisi volte a mostrarci come gestire la nostra mente durante l’attività agonistica e il nostro sforzo fisico nel momento in cui ci battiamo contro il nostro avversario. D’altra parte, come un buon lavoro scientifico deve essere, Scacchi e psicologia non considera neanche i problemi di tipo normativo, cioè fornire definizioni a priori esaurienti su una particolare sfera del gioco e del giocatore, ma intende analizzare i fenomeni psicologici inerenti agli scacchi attraverso un preciso metodo scientifico, metodo che vienelasciato intravedere da Vezzani dal numero e dalla conoscenza di articoli di psicologia (e non solo), citati sempre in modo molto pertinente, in modo tale che molti problemi importanti del mondo scacchistico in senso lato, vengono, se non risolti, quanto meno ben chiariti e le tesi vengono sempre supportate da dati scientifici non controversi. Continue reading

Natura simbolica degli scacchi. Leoncini M..

A cura di Giangiuseppe Pili                www.scuolafilosofica.com

Gli scacchi non sono solo un gioco ma un veicolo di comunicazione della cultura. Tra i pochi divertimenti e piaceri superstiti ad ogni variazioni di gusto, degli usi e costumi sociali, sebbene sempre visti in modo ambiguo, gli scacchi sono tutt’altro che un gioco sterile e incapace catturare la sfera inconscia dell’io. Attorno al nobile gioco ruotano l’ammirazione del profano, la fantasia del bambino, l’ansia da prestazione, la voglia di vincere, la paura della scelta e della morte. Tutti gli scacchisti vivono emozioni forti, se giocano. Ma l’arte degli scacchi non coincide con gli scacchi nell’arte: essi pretendono uno spazio più universale proprio perché parte integrante della nostra stessa cultura occidentale. Non può essere un caso che siano stati messi alla prova dell’Intelligenza Artificiale, come ambito privilegiato e ristretto attraverso cui elaborare una forma di pensiero non umano. La Natura simbolica degli scacchi è un’indagine sulle varie simbologie nate e cresciute attorno agli scacchi, in modo sempre clamorosamente fascinoso, proficuo e profondo. Leoncini si sposta tra vari quadri simbolici e culturali con grande maestria: dalla relazione del gioco con le varie ideologie politiche, tra dittature, totalitarismi e democrazia; dalla relazione con le fedi religiose cristiane e islamiche per finire alla relazione che gli scacchi hanno avuto con l’arte. Continue reading

Chi ha ucciso il campione del mondo? Scacchi e crimine. Lotti F., Leoncini M.

A cura di Giangiuseppe Pili          www.scuolafilosofica.com

Un grande K esce misteriosamente dalla scena dello scacchismo internazionale a seguito di un omicidio terribile. Ritrovato con tutti i pezzi in bocca e due alfieri al posto degli occhi, rimane avvolto dal mistero. Un grande torneo nel circolo di scacchi CRAL di Siena, un panorama medioevale per un lutto che nulla ha di meno rispetto alle pene inflitte dalla sacra inquisizione. Potrebbe essere uno dei grandi campioni che giocavano al torneo. Tutti avevano un loro motivo per uccidere. Tra tresche amorose improbabili, tra padri afflitti, invidie e rivincite sperate tutti sono sospettati. Tanzini è un poliziotto in pensione, richiamato dalla procura per il suo fiuto impareggiabile. Questa volta il compito potrebbe essere al di là delle sue possibilità. Tutti e nessuno, questo il problema.

Il libro è già nel titolo doppio: da un lato il romanzo breve (o racconto lungo di Fabio Lotti) dall’altro una serie di piccoli saggi (di Mario Leoncini). Iniziamo dal racconto. Continue reading

2001, Filosofia negli scacchi. Pili G..

A cura di Giangiuseppe Pili (con l’introduzione di Mario Leoncini). www.scuolafilosofica.com.

Dieci capitoli per dieci partite, diversi interessanti quesiti, più stili per più rappresentazioni molteplici ma tutte con un unico fine: illuminare gli scacchi con la luce della filosofia oppure ragionare di filosofia con una scacchiera e trentadue pezzi di colore opposto. Al lettore il compito di interpretare meglio i suoi stessi gusti giacché l’opera si presta bene a più interpretazioni tutte lecite.

Un misterioso omicidio nella grande città e due investigatori d’eccezione, l’infernale Quinlan e il sergente Mcmanus; l’intera storia degli scacchi dalla “preistoria” ai giorni nostri; discussioni tra Nimzowitsch, Capablanca e Rubinstein; un racconto introspettivo; un finale che mette in relazione gli scacchi con l’assoluto. Continue reading

Scaccopoli. Leoncini M.

A cura di Giangiuseppe Pili                                            www.scuolafilosofica.com

Gli scacchi sono un gioco di società, un piacere per la mente, un’occasione pacifica per distrarsi dalla realtà della vita. Ma gli uomini riescono a mettere in mezzo anche i divertimenti innocenti al centro delle loro controversie. Scacchi e politica. Due categorie diverse. Gli scacchi, una frivolezza della vita. La politica, il fondamento dell’esistenza umana. Nessun punto di contatto. Eppure, forse non c’è mai stato un gioco a cui la politica è stata così legata e così interessata. Continue reading

La scacchiera. Brunner J.

A cura di Giangiuseppe Pili                                        www.scuolafilosofica.com

Il signor Haklyut è il miglior esperto di viabilità stradale la cui reputazione si è fondata su lavori appaltati nelle più difficili situazioni del globo: dagli Stati Uniti all’India. Egli è uno di quei pochi professionisti che, oltre a possedere un’indiscutibile abilità, è anche dotato di uno stile individuale, una peculiarità di pochissimi. Egli è stato scelto per un lavoro molto delicato e difficile: la riprogettazione della viabilità di alcune zone della città di Vados, capitale dello Stato dell’Aguazul, uno Stato immaginario del sud America. Sebbene il lavoro di Haklyut sia, apparentemente, una faccenda d’ordinaria amministrazione, in realtà, verranno presto a galla questioni molto delicate: Vados è la città ideale per gli ingegneri, un agglomerato urbano quasi perfetto, se non fosse per la presenza di quartieri slum e baraccopoli, abitati dal popolo delle campagne giunto subitaneamente nella nuova grande città, voluta dal presidente Juan Sebastian Vados. Continue reading

Il giocatore di scacchi di Maelzel. Poe E. A..

A cura di Giangiuseppe Pili                            www.scuolafilosofica.com

Il giocatore di scacchi di Maelzel è un saggio breve del grande scrittore americano, Edgar Allan Poe. Il giocatore di scacchi in questione, com’è suggerito dal titolo, non è un uomo, bensì un automa. Si trattava del celebre marchingegno inventato dal tedesco Von Kempelen, poi comprato e revisionato da Maelzel, che lo adoperò a scopo di lucro, tenendo incontri con il pubblico, chiamato a sfidare la macchina.

Gli artefatti meccanici sono tra gli oggetti che più hanno affascinato la mente umana sin dai tempi antichi. Testimonianza di ciò, nella mitologia classica, è il colosso bronzeo Tantalo, un essere antropomorfo semovente. E il sogno finale è sempre stato la replicazione dell’intelligenza umana. Continue reading

Il castello degli scacchi. Cavazzoni C. A.

A cura di Giangiuseppe Pili.                              www.scuolafilosofica.com

Immaginate di tornare per un istante bambini, ignari di tutte le sfortune del mondo, ignorandone i “perché”. Siete in un inverno freddo, all’interno della vostra casa con un bel camino acceso. Vostro padre vi si avvicina con una scacchiera e vi dice: “Dai, ti insegno a giocare a scacchi!” Ecco che davanti a voi non ci sono dei piccoli pezzi di legno ma degli esseri viventi in carne e ossa che grazie alla magia si animano e incominciano a fronteggiarsi. Continue reading