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Categoria: Libri di Scacchi

Il piccolo Cavaliere del Re degli Scacchi. Cavazzoni C.A.

Considerando la mia esperienza, ti consiglio di non smettere di sognare, perché i sogni indicano la strada da percorrere, ma di accettare pur sempre la realtà.

Carlo Alberto Cavazzoni

il-piccolo-cavaliere-scacchi-cavazzoniIl piccolo cavaliere del Re degli scacchi è un libro di Carlo Alberto Cavazzoni, edito nel 2016. Si potrebbe dire che si tratti di un libro per ragazzi o, anche per più giovani. Infondo, la storia è quella di un bambino, Dario, che sogna di diventare un cavaliere. Egli è orfano di entrambi i genitori e vive con la nonna, Pina, semplice, arguta e cuoca. Tuttavia, la nonna è molto preoccupata per il futuro del piccolo, perché sogna sin troppo. Soprattutto sembra avere i sogni sbagliati: essere cavalieri costa e i soldi non ci sono. Inoltre, il cavaliere è pur sempre un uomo d’arme, cioè segue gli eserciti, asseconda i regnanti e deve sacrificare anche la vita per questo. E oltre a sacrificare la sua, estrema ratio non desiderata, la toglie agli altri.

Ma Dario non demorde. Non demorde neppure quando alla casa della nonna Pina giunge un viaggiatore stremato, uno scultore importante che andava verso Firenze. Costui sarebbe morto di freddo, se nonna Pina non l’avesse ospitato. Giorgio, così si chiamava, in cambio dell’ospitalità impartisce importanti lezioni a Dario, gli insegna a scrivere e, soprattutto, gli mostra il gioco degli scacchi.

Prima muovi poi pensa! Hendriks W..

PrimaMPrima muovi e poi pensa! (2015) è un libro di difficile catalogazione all’interno della immensa e variegata letteratura scacchistica. Si tratta di un testo non privo di controversie e questo aumenta la potenziale confusione sulla sua stessa categorizzazione. Categorizzare qualcosa non è di per sé essenziale all’oggetto, però in questo caso ci aiuterebbe a fornire un’idea grossolana, ma almeno parziale dell’opera. Nel caso di Prima muovi poi pensa! questa operazione risulta obiettivamente impossibile. I motivi sono diversi. Non si tratta di un manuale di tattica, pur essendoci una buona quantità di esercizi tattici da risolvere. Di per sé non si tratta neppure di un manuale sulla strategia, anche perché Willy Hendriks (Maestro Internazionale e istruttore) è sostanzialmente scettico a quello che normalmente si intende con “strategia”, cioè una pianificazione razionale di una successione di mosse non forzate da eseguire in sede pratica nel giusto ordine. Possiamo senz’altro dire che non si tratta di un manuale di apertura né di finali, di cui Hendriks pure è parzialmente sospettoso: per i finali, in particolare, sostiene che non siano essenziali per migliorare il proprio livello di gioco almeno sino ad alte categorie (da Maestro in su). In fine, per quanto sia un testo tecnico sugli scacchi, si tratta prima di tutto di un testo godibile: questo significa pochissime varianti, autosufficienza della lettura (non sono richiesti supporti di varia natura), scorrevolezza del testo.

Novella degli scacchi. Zweig S.

La Novella degli scacchi è un’opera dello scrittore austriaco Stefan Zweig. Si tratta di un racconto in cui l’elemento centrale è lo scontro tra due personalità antitetiche: un rozzo campione di scacchi totalmente privo di immaginazione contro un avvocato di buona educazione il cui gioco è fondato sulla sua capacità visionaria.

La vicenda è ambientata durante un viaggio in transatlantico, in cui il narratore in prima persona, semplice spettatore degli eventi, incontra il campione del mondo, Mirko Czentović. La novella può essere partizionata idealmente in quattro parti: (1) viene considerata la personalità del campione del mondo incarica, Czentović; (2) dopo un intermezzo in cui alcuni giocatori si confrontano con il campione, giunge l’antagonista di Czentović; (3) l’antagonista (il cui nome non è presentato se non come B.) racconta la sua storia e in fine (4) si svolge la partita tra il dott. B. e Czentović.

“Piacere, Scacchi!”

Vogliamo segnalare il libro di Sergio Pagano e Francesco Casiello “Piacere, Scacchi!” edito da EDIPRO nel 2013. Il libro è un’introduzione sistematica al gioco degli scacchi, che inizia dalle regole più elementari per considerare alcuni temi tattici importanti o fondamentali (inchiodatura, infilata…) senza trascurare anche gli elementi strategici più salienti (controllo delle case, differenza tra case forti e case deboli…). Nelle ultime sezioni si considerano anche alcuni aspetti culturali legati al gioco (vedi la leggenda di Sissa) piuttosto che alcune utilità piuttosto importanti (dove e come giocare, quali siti considerare etc.).Piacere! Piacere!Si tratta indubbiamente di un libro molto utile per almeno quattro tipologie di giocatori: il principiante assoluto, il neofita, l’istruttore e il giocatore senza tempo. Per il principiante assoluto, infatti, è un libro perfetto perché segue passo passo i dettami più chiari di una buona didattica che non dà nulla per scontato. Il che è particolarmente rimarchevole, dato il fatto che per anni abbiamo avuto sempre manuali insopportabili per la difficoltà, specialmente quelli rivolti ai meno esperti. Per il neofita, invece, il libro risulta prezioso proprio perché non si limita all’essenziale, ma con estrema chiarezza si rivolge agli aspetti tattici e strategici di base che possono seriamente aiutare il giocatore ancora alle prime armi. Inoltre, la presenza di sunti finali e di un uso sapiente di segnali direttamente sui diagrammi della scacchiera riescono particolarmente utili e, soprattutto, riescono nel rimanere impressi nella memoria senza gli abituali sforzi che altri manuali ci avevano abituato. In terzo luogo, gli istruttori possono trovare un utile percorso da seguire con i loro allievi (avendo la capacità di proporre più capitoli nella stessa lezione) e, in più, dispongono anche di un punto di paragone per capire se il loro metodo è comunque centrato (avere pietre di paragone è utile, come sa ogni istruttore). In fine, il giocatore senza tempo è colui che frequenta la letteratura scacchistica solo di sfuggita, ma che è disposto a dedicare cinque minuti alla settimana del suo tempo agli scacchi. Anche per questo tipo di lettore (invero assai molto numerosi) il libro può essere utile proprio per le caratteristiche di alta densità informativa, alta salienza e ottima capacità di sintesi.

A scuola con i Re. Educare e rieducare attraverso il gioco degli scacchi. A cura di Giuseppe Sgrò

Il libro A scuola con i Re è un lavoro monumentale, un manuale esaustivo per chiunque intenda insegnare gli scacchi e voglia possedere un quadro teorico e concettuale per affrontare problemi tecnici e pratici della didattica scacchistica. Da un lato, dunque, il libro fornisce una cornice teorica a sfondo didattico, da un altro esso vuole trasmettere e tramandare le esperienze più significative di chi ha svolto attività di educazione e rieducazione sul campo, all’interno di istituti scolastici o penitenziari, in particolare: “Quest’opera nasce dall’esigenza riscontrata in Italia in ambito educativo, rieducativo, preventivo, formativo, sportivo, nei contesti scolastici, aziendali, clinico-sanitari e carcerari, di avere uno strumento testuale scientifico teorico-pratico ragionato, organico e completo, senza precedenti a livello mondiale, per ideare, strutturare e realizzare progetti psicoeducativi attraverso il gioco degli scacchi e il contesto scacchistico (…)”.[1] La partizione del libro è così giustificata: nella prima si forniscono i “fondamenti teorico scientifici” e nella seconda “esperienze pratiche e di ricerca”.

Commento su: “Un mistero in bianco e nero. La filosofia degli scacchi”

E’ uscito recentemente il libro del filosofo Giangiuseppe Pili: “Un mistero in bianco e in nero. La filosofia degli Scacchi”, Le Due Torri, Bologna, 2012.

Un libro originale e interessante, ma anche difficile. Da una rapida scorsa all’Indice e alla Bibliografia il lettore è subito confrontato con la ricchezza e complessità dell’argomento trattato dall’autore (Pili è filosofo e scacchista), dove oltre all’aspetto più propriamente filosofico chi legge è sollecitato a verificare la propria conoscenza in altri ambiti che vanno dalla logica simbolica, alla teoria del linguaggio, alla matematica, intelligenza artificiale ed anche un po’ di psicologia. Questi argomenti sono in parte accennati, ma vengono approfonditi in alcuni capitoli centrali del libro (Capitoli 5-9), e sono trattati dall’autore con sicurezza e perfino con un’audacia che stupiscono il lettore e che presuppongono in lui un’ampia cultura non dissimile da quella di chi scrive. Questo potrebbe essere un limite del libro oppure una sua virtù in relazione all’approccio del lettore.

Il giocatore invisibile. Pontiggia G.

“Credimi, è infantile” continuò la ragazza. “Convincere sempre gli altri, tutti, che tu vali, che hai ragione. Prova a immaginare per una volta l’ipotesi contraria, che tu sia dalla parte del torto. Che cosa succede? Crolla qualcosa? Io non capisco poi, alla tua età, come fai a essere così schiavo degli altri.”

Giuseppe Pontiggia

Il giocatore invisibile è un romanzo di Giuseppe Pontiggia, edito nel 1978 e grande bestseller di allora, uno dei pochi che può dire di aver superato la prova del tempo a medio-termine e che vincerà anche la prova superiore. La storia è assai semplice e abbastanza piana, senza arditi risvolti: un importante professore di filologia classica legge inaspettatamente una lettera anonima su una rivista di settore La voce degli antichi nella quale viene attaccato personalmente sia sul piano tecnico che sul personale. La lettera, breve e concisa, riesce nell’intento di sconvolgere la vita del professore. Costui ne viene in breve conquistato, giacché le parole sono il suo regno e con le parole sole si poteva far breccia nelle sue più intime convinzioni e divellere i suoi più intimi sentimenti. E’ il crollo, lucido e violento. Chi può essere stato? Perché? Bisogna rispondergli? Inizia, così, una discesa nell’angoscia, che avvinghierà il professore sino a stritolarlo e imporgli nella mente la necessità di scoprire a qualunque costo il nome dell’autore. Dopo vari tentennamenti, decide di rispondere alla lettera anonima, ma non si sa se questa scelta abbia comportato più danni che guadagni. Intanto la sua vita si complica. All’università perde sempre più spesso la calma. I colleghi incalzano, non gli par vero. Nella vita privata la moglie tentenna: lo tradirà? Ma lui è lontano, non trasmette amore, e non comprende più neppure quanto la sua relazione con una studentessa sia un tradimento deplorevole in sé e lo costringa a seguire il discutibile talento poetico della ragazza. I personaggi che lo circondano non sono da meno. E tutti potrebbero essere il suo peggior nemico.

Scacchi e Psicologia. Vezzani S.

Il libro Scacchi e Psicologia di Stefano Vezzani tratta i diversi aspetti che caratterizzano la mente degli scacchisti da un punto di vista psicologico, in particolare, dal punto di vista della psicologia cognitiva, una disciplina che intende investigare sui fondamenti della cognizione dei soggetti umani. Il lavoro in questione non intende essere di genere prescrittivo, ma solo di tipo descrittivo: in altre parole, non compaiono delle analisi volte a mostrarci come gestire la nostra mente durante l’attività agonistica e il nostro sforzo fisico nel momento in cui ci battiamo contro il nostro avversario. D’altra parte, come un buon lavoro scientifico deve essere, Scacchi e psicologia non considera neanche i problemi di tipo normativo, cioè fornire definizioni a priori esaurienti su una particolare sfera del gioco e del giocatore, ma intende analizzare i fenomeni psicologici inerenti agli scacchi attraverso un preciso metodo scientifico, metodo che vienelasciato intravedere da Vezzani dal numero e dalla conoscenza di articoli di psicologia (e non solo), citati sempre in modo molto pertinente, in modo tale che molti problemi importanti del mondo scacchistico in senso lato, vengono, se non risolti, quanto meno ben chiariti e le tesi vengono sempre supportate da dati scientifici non controversi.

Natura simbolica degli scacchi. Leoncini M..

A cura di Giangiuseppe Pili                www.scuolafilosofica.com

Gli scacchi non sono solo un gioco ma un veicolo di comunicazione della cultura. Tra i pochi divertimenti e piaceri superstiti ad ogni variazioni di gusto, degli usi e costumi sociali, sebbene sempre visti in modo ambiguo, gli scacchi sono tutt’altro che un gioco sterile e incapace catturare la sfera inconscia dell’io. Attorno al nobile gioco ruotano l’ammirazione del profano, la fantasia del bambino, l’ansia da prestazione, la voglia di vincere, la paura della scelta e della morte. Tutti gli scacchisti vivono emozioni forti, se giocano. Ma l’arte degli scacchi non coincide con gli scacchi nell’arte: essi pretendono uno spazio più universale proprio perché parte integrante della nostra stessa cultura occidentale. Non può essere un caso che siano stati messi alla prova dell’Intelligenza Artificiale, come ambito privilegiato e ristretto attraverso cui elaborare una forma di pensiero non umano. La Natura simbolica degli scacchi è un’indagine sulle varie simbologie nate e cresciute attorno agli scacchi, in modo sempre clamorosamente fascinoso, proficuo e profondo. Leoncini si sposta tra vari quadri simbolici e culturali con grande maestria: dalla relazione del gioco con le varie ideologie politiche, tra dittature, totalitarismi e democrazia; dalla relazione con le fedi religiose cristiane e islamiche per finire alla relazione che gli scacchi hanno avuto con l’arte.