Mi presento. Mi chiamo Giangiuseppe Pili. Come avrai subito notato,
“Giangiuseppe” è un nome piuttosto lungo, per brevità sono chiamato, sempre o per lo più, o Giangi o Pili. Giangi dagli amici, Pili dagli sconosciuti.
Sono nato il 20-10-1986 a Cagliari ma sono attualmente residente a Sestu, paese a pochi chilometri di distanza dal capoluogo di regione. Sono sardo peculiare. Mia madre è di Carloforte, un paese situato sull’isoletta a sud-ovest della Sardegna, e, per chi non lo sapesse, è un paese la cui popolazione ha sangue, tradizioni e lingua genovese. Non conosco nessuna lingua sarda, però comprendo il genovese e l’inglese.
Ho studiato in un liceo scientifico di Cagliari, l’Alberti conseguendo la maturità nel 2005 col voto di 83/100. Non ho mai avuto un buon rapporto con l’istituzione scolastica italiana a molti livelli.
A seguito di varie vicissitudini personali e istituzionali, e per la qualità dell’università, ho deciso di studiare a Siena e lì ho conseguito la laurea triennale in Filosofia con curriculum “Storico-filosofico”. Mi sono laureato nel 2009 con un voto d’uscita di 110/110 e lode, con una tesi intitolata “Modelli dell’individuo liberale”, un’analisi comparata su Hobbes, Locke e Hume.
Sono iscritto alla facoltà di Filosofia della persona, della città e della storia, curriculum B di “Filosofia della mente” all’Università Vita-Salute San Raffaele. Vivo attualmente a Milano.
I miei interessi sono i più diversi.
Sono un amante della musica classica. Amo Beethoven, Bach e Schubert sopra ogni altra cosa e a questi grandi “pensatori” devo molto. Da poco ho scoperto lo straordinario Liszt e il polifonico Prokofiev. Mi piace molto il Jazz pre bop, il Jazz “classico”, degli anni venti-quaranta: Django Reinhardt, Sidney Bechet e Benny Goodman sono i miei preferiti. Amo, però, anche jazzisti più moderni, tra i quali, senz’altro, il romantico Bill Evans e lo stupefacente Wes Montgomery. Ascolto con grande passione anche Paolo Conte, De Andrè e Gaber.
Sin da piccolo ho coltivato la passione per il disegno, sebbene non mi ritenga affatto bravo. Dipingo per lo più acquarelli oppure traccio disegni a china.
Da quando avevo quattordici anni gioco a scacchi e sono iscritto alla federazione italiana. Ho un punteggio ELO FIDE 1703, una seconda categoria. Sfortunatamente gli alti costi dei tornei, la scarsa quantità di essi in Sardegna e in Toscana, hanno fortemente limitato la mia partecipazione ai tornei validi per la variazione ELO. Agli scacchi devo molto, in termini umani e non solo: ho pubblicato un libro “2001, Filosofia negli scacchi” e molti articoli su “Scacchi e Filosofia”. Apro sempre con 1) d4.
Per gioco e per estrema passione nei confronti del cinema, ho girato insieme a mio fratello un cortometraggio dal titolo “La partita”, nel settembre del 2009. Nel dicembre dello stesso anno abbiamo girato un nuovo film di 45′ La fiamma della discordia, con gli attori del film precedente, il mio caro amico l’Uomo invisibile e Alessandro Sabatini. Ma è con il film lungo di 60′ L’incredibile tesoro dell’isola dei ratti che abbiamo raggiunto un risultato di buon livello: un buon cast, ottimi effetti speciali e… una sceneggiatura profondamente filosofica! Tra gli altri nostri lavori è da citare il primo “Piercarlo’s Story”, un docufilm su una barchetta di vetroresina.
Del cinema sono soprattutto fruitore. I miei registi preferiti sono Kubrick, Welles e Woody Allen. Il mio film preferito è “Citizen Kane”, alias “Quarto potere”, insieme a “2001, Odissea nello spazio”. Altri film centrali per la mia formazione sono quelli di F. Lang, Wilder, Leone ma anche i fratelli Marx.
La letteratura è per me uno svago che coltivo “nel tempo perso”. I miei scrittori preferiti sono Achille Campanile, P. Dick, Conrad J. e il grande, insuperabile, R. L. Stevenson di cui ho letto quasi tutti i romanzi. Se, poi, dovessi indicare due libri di cui conserverò sempre un ricordo d’eccezione è “La vera storia del pirata Long John Silver” di Bjorn Larsson e “La trilogia della fondazione” di Asimov la cui ammirazione è, per me, sconfinata (come credo a tutti gli amanti della storia e della fantascienza).
Ho scritto diversi racconti, un romanzo Noir “La vera storia dell’infernale Quinlan”, un romanzo storico “Voglio fare il gentiluomo” e un romanzo breve, di cui non ho grande stima. Tutti questi lavori non sono stai pubblicati.
Mi piacciono molto i fumetti, sebbene non ne ho una panoramica molto vasta in termini di storia. Leggo soprattutto il genere europeo, più legato alla realtà di quello americano. Julia, ad esempio, mi piace molto e ritengo Berardi un ottimo autore, ma forse anche di più Dago la cui ambientazione storica connette il mio eterno interesse per la Storia con l’arte pregevole del fumetto. Se dovessi, però, dire il fumetto più bello che abbia letto, penso a “V per Vendetta” di Alan Moore del quale ho apprezzato molto anche “Watchman”. Trovo spassoso Rat-man ma, sopprattutto, i Peanuts di Schulz, di cui ho quasi la metà dell’intera opera.
Non faccio mistero del personale gusto dei giochi del computer, in particolare sono un estimatore del bellissimo Age of Empires 2, the age of Kings; di Caesar tre e dei successivi; e di Worms world party (o Worms 2). I piccoli vermetti sono uno degli apici della strategia a turni e, credo, tale opinione sarà sottoscritta da molti. Non ho pregiudizi neanche su altri generi di giochi, come i simulatori di calcio come PES.
Ma, soprattutto, amo la Filosofia sopra ogni cosa, la conoscenza coerente e precisa, rigorosa. Sebbene questa sia solo la mia opinione, credo profondamente alla necessità di trovare un rigore nell’analisi della conoscenza e della coerenza dei sistemi attraverso cui conosciamo il mondo. La storia della filosofia è imprescindibile, ma è fondamentale capire che essa è solo una parte. La storia della filosofia deve essere il punto di partenza, secondo me.
Per tali ragioni, il mio percorso filosofico si fonda sulla storia della filosofia e nella lettura dei classici, come “Le meditazioni metafisiche”, il “Saggio sull’intelletto umano” di J. Locke, il “Trattato sulla natura umana” di D. Hume, “Il saggio sulla natura dei principi della conoscenza umana” di Berkeley, il “Tractatus logico filosofico” di Wittgenstein e, soprattutto, “La critica della ragion pura” di Kant e l’intramontabile, straordinaria “Etica. Dimostrata con metodo geometrico” di Spinoza: questi ultimi due libri hanno segnato, più che il solo pensiero, la mia vita. In ogni caso, ho letto anche filosofi antichi, Aristotele, Platone ed Epicuro sopra gli altri. I miei interessi di adolescente filosofo mi hanno condotto anche alla lettura del pensiero di filosofi critici, in particolare di Nietzsche (di cui ho letto lo Zaratustra, “la Gaia scienza”, “la Nascita della Tragedia” con molta attenzione e anche altri libri), T. W. Adorno, di cui consiglio i “Minima Moralia”; “La dialettica dell’illuminismo” di Horkeimer e Adorno; di Foucault ho letto parti del monumentale “Storia della follia nell’età classica” e, per intero, la “Sorvegliare e punire. La nascita della prigione”.
La mia attenzione filosofica si è velocemente spostata verso la filosofia analitica, una volta che ho esaurito il mio interesse per la storia della filosofia, sebbene essa sia, per me, come il monte rispetto alla valle: senza l’uno non si capisce l’altra. Per sopperire alla mia ignoranza ho riletto Wittgenstein, in particolare il Tractatus e la sua analisi della Causalità. Ho studiato Frege, soprattutto attraverso le “Ricerche logiche” e il saggio breve “Senso e denotazione”. Di Russell ho letto i “Principi della Matematica”, la parte relativa alla fondazione della logica proposizionale, il suo importante articolo “On denoting” e “La filosofia dell’atomismo logico”. Ad ogni modo, per tutti gli amanti della filosofia e dell’assenza di pregiudizi, consiglio l’intervista del filosofo rilasciata ad uno scarso giornalista “religioso”.
La filosofia del linguaggio penso sia la base per comprendere meglio i problemi attuali e non solo. Essa è il punto di arrivo e il punto di partenza. Per tale ragione, ho cercato di farmi un’idea delle problematiche attraverso la lettura dei padri fondatori e di diversi manuali, ma la mia conoscenza sulla questione è ancora lacunosa. Da un anno a questa parte mi sto concentrando sulla logica formale, una disciplina insostituibile che, purtroppo, non viene divulgata a sufficienza
Ma l’obbiettivo finale, la mia ricerca personale è sempre stata rivolta alla comprensione della nostra capacità di prendere decisioni. E’ in me radicata l’opinione che la conoscenza e il linguaggio siano la base dell’etica, punto di vista discutibile, ma è per questo che i miei sforzi sono sempre stati rivolti nell’analisi della conoscenza umana e della filosofia della mente. L’Etica senza teoria della conoscenza e senza linguaggio è un che d’insensato.
Questo è un po’ il riassunto del mio percorso e, come ogni strada, ha diramazioni, circonvoluzioni e raccordi. Tuttavia, non sto qui ad elencarli.
La mia vita è sempre stata vissuta in nome della conoscenza e, spero, di poter continuare su questa strada. Il sito prende ispirazione e vita proprio dalla necessità di discutere, pensare e confrontarsi in un possibile dibattito pubblico. Sono d’accordo con Spinoza, che diceva questo: “L’uomo per l’altro uomo è un Dio”. Se non è vera, comunque bisogna crederci!
