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Mese: novembre 2017

Cina – Henry Kissinger

Kissinger, Henry, (2011), On China, New York: Penguin

Kinssinger, Henry, (2011), Cina, Milano: Mondadori


On China è un libro di Henry Kissinger, uno dei maggiori intellettuali americani, diplomatico e segretario di stato durante la presidenza Nixon. Il testo è stato tradotto da Mondadori nell’anno di uscita del volume, il 2011. Si tratta di un libro fondamentale per chiunque voglia farsi un’idea della storia della Cina negli ultimi sessant’anni e, soprattutto, per chiunque voglia comprendere l’evoluzione della complessa relazione tra la Cina e gli Stati Uniti, relazione a tratti conflittuale e a tratti convergente, destinata a improntare l’evoluzione politica, diplomatica ed economica del XXI secolo.

Kissinger inizia ripercorrendo a grandi falcate la storia della Cina sino alle guerre dell’oppio e alla successiva caduta dell’impero Qing, ultima dinastia imperiale cinese. Anche se obiettivamente si comprende che questo “preambolo storico” sia appunto funzionale all’analisi dell’evoluzione della storia delle relazioni internazionali successive, cioè ad inquadrare il complesso rapporto tra Cina e US e la “rivoluzione diplomatica” del 1970-1971, esso è comunque davvero utile proprio per la sua estrema essenzialità. La storia della Cina è un universo la cui indagine è obiettivamente onerosa (e doverosa) per comprendere la natura della sua evoluzione e il peso della sua cultura all’interno del mondo complesso della contemporaneità. Tuttavia, non è sempre possibile dedicare ugual tempo a qualsiasi tematica, e quindi è utile e prezioso avere una analisi a grandi linee ma molto precisa e chiara che aiuti all’inquadramento del tema dominante. Nessuno meglio di Kissinger riesce in questo genere di operazioni.

After Europe – Ivan Krastev

Krastev, Ivan, (2017), After Europe, Philadelphia: University of Pennsylvania Press.


After Europe è un saggio di Ivan Krastev, Chair of the Center for Liberal Strategies in Sofia e permanent fellow al Institute for Human Sciences di Vienna. Quest’opera porta un titolo che inizialmente doveva essere diverso,[1] ma obiettivamente è difficile dare torto agli editori della Penn. Il titolo è accattivante per motivi chiari, nonostante il saggio di Krastev non sia la precognizione della fine dell’Europa. Si tratta, piuttosto, di un libro in cui si enucleano i principali motivi di crisi dell’Unione Europea con lo sguardo soprattutto orientato da e verso l’Est Europa.

Krastev è sicuramente un intellettuale di spessore probabilmente unico nel panorama degli studi politici in EU. Nelle sue numerosissime conferenze e interventi nei centri di massima eccellenza egli riesce sempre a esplorare fatti apparentemente ovvi in modo estremamente non convenzionale. Alcuni di questi vengono considerati anche nel libro. Ad esempio, secondo Krastev, il “panico” delle migrazioni (migration panic) è dovuto alla congiunzione di diversi fattori: la bassa natalità dei paesi europei, l’aumento progressivo dell’aspettativa di vita e la possibilità per le élite istruite di trovare lavori al di fuori del proprio paese di origine. Si parla spesso del problema demografico addirittura nei media tradizionali, ma raramente questo fattore si fa interagire con gli altri due in modo sufficientemente fondato e penetrante.