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Scuolafilosofica Posts

La storia militare della seconda guerra mondiale – Basil Liddell Hart

Essere edotti delle strategie adottate dai generali è una cosa inutile per tutti coloro che non amano il fascino oscuro della guerra. E’ anche inutile per tutti coloro che non credono che la storia vada capita ma solo buttata giù a memoria. Così come può essere una lettura superflua per chi si rifugia nell’ignoranza delle dinamiche della realtà.

La guerra è come il sesso: fa parte della nostra vita, non solo della nostra evoluzione sociale. Che piaccia o non piaccia, questa è la verità.

La stanza N. 13 – Edgar Wallace

 

Johnny Gray è finito al fresco per alcuni mesi. Egli, come tutti i carcerati, si professa innocente, ma quanti ragazzi al fresco lo sono veramente? Peter Kane fu ladro, ora felice di stare in pensione, la cui unica preoccupazione è l’amata figlia Marney che, tra poco, si sposerà con l’ufficiale canadese, il capitano Floyd. Johnny Gray vuole trovare chi l’ha incastrato e ama, ancora, la bella Marney. Peter Kane verrà messo in mezzo, insieme a Johnny, in una storia di soldi falsi. Emmanuel Legge vuole vendicarsi di Peter Kane perché, a suo dire, è lui che l’ha incastrato, condannandolo a quattordici anni di reclusione. Jeff Legge, il figlio di Emmanuel, si scoprirà essere il maggiore Floyd. Jeff Legge verrà sparato alle spalle nella stanza numero tredici, ma si salva. Ma chi ha sparato? E c’è un grande falsario, in mezzo ai protagonisti, chi sarà?

Il libro di Wallace ricorda un libro noir, senza esserlo ma anche un giallo classico, senza esserlo.

La spia che venne dal freddo – John Le Carré

Leames è “bruciato”. Un uomo finito. Egli è un ex agente segreto dell’Inghilterra nella Germania ovest. Deve tornare a casa, Controllo, il capo imperscrutabile, gli offre l’ultima possibilità. Cerca la soluzione nell’alcol, non si calma. Cerca lavoro e così entra in una biblioteca scientifica. Conosce due donne, una lesbica intollerante come capo e Liz, una ragazza alta e sgraziata dal cuore d’oro. Peccato che sia comunista, iscritta al partito per sentirsi parte di qualcosa, di un progetto più grande. Questo Leames lo sa e glielo dice. Ma la loro relazione non può durare a lungo. Leames è ormai troppo compromesso dal passato per vivere serenamente. Quando ci prova ottiene solo rabbia e picchia un commerciante, finisce dritto dritto al fresco. Tre mesi in gabbia a pensare a Liz. Esce e viene agganciato da degli agenti del servizio segreto della Germania Est. Si reca in Olanda per raccontare la sua storia. Ci riesce nonostante il suo orgoglio. Viene costretto ad andare a Est, nel cuore del suo vecchio nemico. Difficile dire come finirà. Un classico della narrativa di spionaggio, ma senza l’ironia, la linearità di un James Bond.

La scacchiera – John Brunner

Il signor Haklyut è il miglior esperto di viabilità stradale la cui reputazione si è fondata su lavori appaltati nelle più difficili situazioni del globo: dagli Stati Uniti all’India. Egli è uno di quei pochi professionisti che, oltre a possedere un’indiscutibile abilità, è anche dotato di uno stile individuale, una peculiarità di pochissimi. Egli è stato scelto per un lavoro molto delicato e difficile: la riprogettazione della viabilità di alcune zone della città di Vados, capitale dello Stato dell’Aguazul, uno Stato immaginario del sud America. Sebbene il lavoro di Haklyut sia, apparentemente, una faccenda d’ordinaria amministrazione, in realtà, verranno presto a galla questioni molto delicate: Vados è la città ideale per gli ingegneri, un agglomerato urbano quasi perfetto, se non fosse per la presenza di quartieri slum e baraccopoli, abitati dal popolo delle campagne giunto subitaneamente nella nuova grande città, voluta dal presidente Juan Sebastian Vados.

La quinta S. Pili E.

Si tratta di un romanzo autobiografico, esplicitamente autobiografico. Si legge nella premessa:

“Le vicende narrate in questo romanzo sono opera di fantasia e nessuna caratterizzazione ha come riferimento uomini e donne realmente esistenti. Qualsivoglia coincidenza con episodi o persone della vita reale è da considerarsi puramente accidentale, frutto dell’ironia del caso”.[1]

La mente e le menti. Dennett D.

A cura di Giangiuseppe Pili                                        www.scuolafilosofica.com

Daniel Dennett è un filosofo della mente di stampo analitico, grande interprete della filosofia di David Hume, del quale è debitore onesto. La posizione in filosofia della mente di Dennett è una possibile versione dell’approccio teorico del più grande filosofo empirista della modernità, Hume. Ne La mente e le menti Dennett tratteggia uno dei suoi temi più cari: l’analisi della mente, in relazione alle altre possibili menti.

L’analisi del filosofo americano si fonda su due capostipiti, del primo s’è già detto, il secondo non è un filosofo ma un biologo: Charles Darwin.

La giungla di asfalto – William Burnett

Un gruppo di delinquenti, guidati da un criminale astutissimo di origine tedesca, Erwin Riemenschneider, noto nel giro come “il dottore”, tenta il colpo grosso ad una gioielleria. Il delitto viene finanziato dal signor Emmerich, un avvocato della malavita della città, a corto di soldi per via di Angela, una “bella rossa” che gli prosciuga le finanze. Lo scassinatore è Luis Bellini, più conosciuto con il nome di Schemer. Egli è un uomo cambiato, un uomo che ha trovato la sua ragione di vita, dopo aver sposato Maria, una bella donna mediterranea di origine italiana, che gli ha fatto dono di un bambino, il piccolo Luis jr.. Luis non è più un uomo d’azione, o meglio, con il tempo è diventato più prudente e non spende tutti i soldi in… be’, lo potete immaginare. Ora mette ogni dollaro da parte. Dix è il sicario, assoldato perché nella vita non si è mai troppo al sicuro. Dix, all’anagrafe Handley, era un duro, uno “cento per cento”, di quelli che sa come sparare senza perdere la testa. Egli ha una donna, una signora bassottina e grassoccia, il cui misero stipendio non le consente di comprarsi vestiti nuovi, così costretta a vivere in un tugurio e indossare panni sudici. Dix l’avrebbe voluta mollare, ma qualcosa nel suo cuore di pietra non lo consente. Dix sogna di ritornare alla sua fattoria, tramandata da padre in figlio per svariate generazioni. Egli è stufo di quella “giungla d’asfalto” che è la città ma sa che deve ancora aspettare, ancora un po’. Per il colpo vengono coinvolti anche personaggi minori, tra cui uno sporco investigatore privato in cerca di facili guadagni, assoldato dal disperato Emmerich. Il colpo riesce, la mente del dottore è ancora quella di una volta. Ma la sorte dei ladri è già segnata. La conclusione non concede speranze per questo manipolo di uomini il cui destino è quello di morire nella polvere.

La fuga – David Goodis

La Fuga2

Parry è stato incastrato. Da chi. Ah, saperlo! Intanto deve fuggire dal carcere. Ci riesce. Ma dove andare dove tutti sanno chi sei, come fare se sei braccato dal singolo cittadino. Tutti i giornali parlano di te. Parry sa che tutti sanno chi è. Forse l’aiuto di una misteriosa e affascinante donna dalle labbra sottili ma dal sex appeal sottopelle, riuscirà a salvarlo. Forse no. Perché lo vuole salvare? Ah, saperlo! Ancora deve fuggire dopo la morte del suo unico amico. Una vicenda tutta svolta all’interno di pochi giorni che danno l’aria della tragedia classica: unità d’ambiente, unità di tempo in senso metafisico, unità di personaggi. Parry nella giungla di San Francisco, sempre tratteggiata scansando gocce pesanti di pioggia o le luci dei lampioni della notte, è costretto a fuggire, una corsa contro il mondo che lo conduce allo stesso tempo alla verità.

La formazione dell’Europa cristiana – Peter Brown

La formazione dell’Europa cristiana è un libro monumentale sul periodo tardoantico, vale a dire, pressappoco, dai primi secoli d. C. (200 d. C.), all’anno mille. Già su questo difficile argomento, vale a dire la ragione di una cesura di grandi periodi storici, nel libro si possono trovare interessanti osservazioni, la prima delle quali il motivo per cui la tardoantichità si è ritagliata, nel tempo, uno spazio e un’attenzione sempre maggiore. E’ pur vero che nessuno, in precedenza, ha mai creduto alle date in termini assoluti: il 476 d. C., data del crollo dell’impero romano d’Occidente, non è che uno degli anni che sarebbero potuti andar bene per segnare la fine del dominio romano occidentale. Le cose, però, sono sempre molto più sfumate, se si va a scendere nel dettaglio, ed è ciò che Brown fa.

Karl Marx e la schiavitù salariata. Uno studio sul lato cattivo della storia. Di Fusaro D.

A cura di Giangiuseppe Pili            www.scuolafilosofica.com.

Karl Marx ci ricorda molto Charles Darwin, per tanti piccoli aspetti. Entrambi danno centralità alla storia, all’evoluzione fondata sulla prassi, entrambi sono due pensatori la cui intenzione è descrivere e non speculare sul dover essere: essi sono due scienziati di un’unica realtà, indagatori dello stesso mondo con strumenti diversi. In fine, sia Marx che Darwin sono tra gli autori più citati e meno conosciuti. Per tale ragione Marx ha detto, praticamente, qualsiasi cosa così come Darwin: difficile dire, stando a chi parla di loro, cosa effettivamente essi hanno detto.