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Scuolafilosofica Posts

La fuga. Goodis D.

La Fuga2Parry è stato incastrato. Da chi. Ah, saperlo! Intanto deve fuggire dal carcere. Ci riesce. Ma dove andare dove tutti sanno chi sei, come fare se sei braccato dal singolo cittadino. Tutti i giornali parlano di te. Parry sa che tutti sanno chi è. Forse l’aiuto di una misteriosa e affascinante donna dalle labbra sottili ma dal sex appeal sottopelle, riuscirà a salvarlo. Forse no. Perché lo vuole salvare? Ah, saperlo! Ancora deve fuggire dopo la morte del suo unico amico. Una vicenda tutta svolta all’interno di pochi giorni che danno l’aria della tragedia classica: unità d’ambiente, unità di tempo in senso metafisico, unità di personaggi. Parry nella giungla di San Francisco, sempre tratteggiata scansando gocce pesanti di pioggia o le luci dei lampioni della notte, è costretto a fuggire, una corsa contro il mondo che lo conduce allo stesso tempo alla verità.

La formazione dell’Europa cristiana. Brown P.

La formazione dell’Europa cristiana è un libro monumentale sul periodo tardoantico, vale a dire, pressappoco, dai primi secoli d. C. (200 d. C.), all’anno mille. Già su questo difficile argomento, vale a dire la ragione di una cesura di grandi periodi storici, nel libro si possono trovare interessanti osservazioni, la prima delle quali il motivo per cui la tardoantichità si è ritagliata, nel tempo, uno spazio e un’attenzione sempre maggiore. E’ pur vero che nessuno, in precedenza, ha mai creduto alle date in termini assoluti: il 476 d. C., data del crollo dell’impero romano d’Occidente, non è che uno degli anni che sarebbero potuti andar bene per segnare la fine del dominio romano occidentale. Le cose, però, sono sempre molto più sfumate, se si va a scendere nel dettaglio, ed è ciò che Brown fa.

Karl Marx e la schiavitù salariata. Uno studio sul lato cattivo della storia. Di Fusaro D.

A cura di Giangiuseppe Pili            www.scuolafilosofica.com.

Karl Marx ci ricorda molto Charles Darwin, per tanti piccoli aspetti. Entrambi danno centralità alla storia, all’evoluzione fondata sulla prassi, entrambi sono due pensatori la cui intenzione è descrivere e non speculare sul dover essere: essi sono due scienziati di un’unica realtà, indagatori dello stesso mondo con strumenti diversi. In fine, sia Marx che Darwin sono tra gli autori più citati e meno conosciuti. Per tale ragione Marx ha detto, praticamente, qualsiasi cosa così come Darwin: difficile dire, stando a chi parla di loro, cosa effettivamente essi hanno detto.

Il vagabondo. Van Dis A.

A cura di Giangiuseppe Pili                                       www.scuolafilosofica.com

Un incendio scoppia in un quartiere di Parigi. Da una finestra vola un cane e si ritrova sulle braccia di un nuovo padrone. Mulder è un cittadino francese, un occidentale come tanti, benestante, discretamente acculturato e difeso dall’intero apparato legale dello stato. Uno dei tanti. Uno dei tanti occidentali, non uno qualunque. Mulder è un uomo pacifico, indifferente a gran parte dei mali del vivere e del mondo. Ma l’arrivo del cane, un misterioso essere felice e allegro, gli cambia la vita. Inizia per lui una nuova esistenza fatta di scoperte non sempre tristi e non sempre allegre, un’esistenza vagabonda insieme ad un cane alla ricerca di quel mondo sempre più  grande, sempre più irrefiutabile che è il resto dell’umanità meno fortunata e così vitale.

Il soggetto. Scienze della mente e natura dell’io. A cura di Di Francesco e Marraffa.

A cura di Giangiuseppe Pili       www.scuolafilosofica.com.

Il presente volume è un’introduzione filosofica a vari problemi offerti dalle moderne scienze cognitive, in particolare dalle ricerche di neuroscienze. L’interesse è suscitato sia dalla presentazione di questioni ancora aperte e discusse dagli specialisti ma, soprattutto, molto presenti nella discussione filosofica precedente.

Il nuovo mondo. Ritorno al nuovo mondo. Huxley A..

A cura di Giangiuseppe Pili                                        www.scuolafilosofica.com

Bernardo Marx è un uomo uscito male dalla provetta. Si dice che avessero immesso dell’alcool troppo presto, durante la sua gestazione artificiale. Egli si sente diverso dagli altri, chiuso e involontariamente emarginato. Tuttavia, egli vorrebbe far parte di quel mondo che lo rifiuta ed essere amato dalle donne.

La società umana è, finalmente, riuscita ad estirpare l’infelicità. La disuguaglianza tra le varie caste è sia genetica che intellettuale. I Delta-minus sono esseri semi-stupidi il cui lavoro è utile perché non tutto può venir fatto dalle macchine.

Il giocatore di scacchi di Maelzel. Poe E. A..

A cura di Giangiuseppe Pili                            www.scuolafilosofica.com

Il giocatore di scacchi di Maelzel è un saggio breve del grande scrittore americano, Edgar Allan Poe. Il giocatore di scacchi in questione, com’è suggerito dal titolo, non è un uomo, bensì un automa. Si trattava del celebre marchingegno inventato dal tedesco Von Kempelen, poi comprato e revisionato da Maelzel, che lo adoperò a scopo di lucro, tenendo incontri con il pubblico, chiamato a sfidare la macchina.

Gli artefatti meccanici sono tra gli oggetti che più hanno affascinato la mente umana sin dai tempi antichi. Testimonianza di ciò, nella mitologia classica, è il colosso bronzeo Tantalo, un essere antropomorfo semovente. E il sogno finale è sempre stato la replicazione dell’intelligenza umana.

Il furto della storia. Goody J.

“Il –furto- a cui si riferisce il titolo del presente libro è l’appropriazione della storia compiuta dall’Occidente. Cioè, il passato viene concettualizzato e formulato in base a ciò che è avvenuto nel periferico teatro europeo, spesso dell’Europa occidentale, dopo di che è imposto al resto del mondo”.

L’autore, il grandissimo antropologo inglese Jack Goody, professore emerito di Antropologia sociale presso l’Università di Cambridge, rilegge l’intera storia dell’Occidente senza “eurocentrismo”.

Il defunto signor Gallet. Simenon G.

GallettQuesto è un delitto che non piace a Maigret, un morto anonimo, quel signor Gallet. Una brutta faccia affilata con pochi peli rossicci a sprazzi. La moglie era la figlia di nobili in decadenza ma non per questo meno vogliosa di luci della ribalta borghese. Il figlio Henri era un ragioniere nell’anima, con quella sua amante, più materialista del marmo. Eppure, chi avrebbe mai voluto la morte di un uomo così apparentemente insignificante, creduto da tutti l’immagine stessa del fallimento sociale?

Il cinema secondo Hitchcock. Truffaut F.

A cura di Giangiuseppe Pili                             www.scuolafilosofica.com

Libro-intervista ad uno dei più grandi e chiacchierati cineasti della storia, Alfred Hitchcock. Truffaut, noto regista francese, compone questo libro per mostrare la “vera realtà” del cinema hitchcockiano, ridotto da molti critici a puro intrattenimento o a sterile capacità tecnica. Truffaut dimostra che, dietro l’abilissima arte cinematografica del grande maestro inglese, si cela un universo di emozioni e sentimenti su cui si costruiscono le storie che vedono al centro l’Uomo nella sua nuda realtà.