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Tutto per gioco, niente per gioco – Il valore del gioco negli scout

All’interno delle associazioni scout ci sono diverse fasce d’età: oggi vi descriviamo come all’interno dell’associazione CNGEI (una delle due associazioni scout italiane riconosciute dai due organismi ufficiali mondiali dello scoutismo) viene inteso il gioco. Questa relazione è stata presentata presso il “Convegno sul lupettismo” tenutosi il 18 febbraio 2017 a Cagliari, presentato da Silvia Pistis, attivissima da diversi anni nel branco del CNGEI, ottima rappresentate e alfiere dell’associazione.

Il Gioco è uno degli Strumenti del Metodo della Branca Lupetti, probabilmente il più importante ed efficace. Quasi tutte le attività svolte con il Branco utilizzano il Gioco come Strumento attraverso il quale trasmettere un contenuto educativo. Il Gioco è l’applicazione massima dell’Imparare Facendo del Metodo Scout, declinato nella Branca L.

Nella fascia d’età 8-12 si è particolarmente portati al gioco e proprio per questo noi educatori utilizziamo principalmente questo strumento per la crescita dei bambini. Attraverso il gioco, essi imparano e conoscono, crescono e si sviluppano, sia fisicamente che intellettualmente. Il gioco è, infatti, il tramite attraverso il quale ogni bambino può conoscere e comprendere il funzionamento di tutto quello che ha intorno a sé, oltre ad avere l’occasione di sperimentarsi in prima persona.

Attraverso il gioco il bambino inizia a mettere in campo le proprie abilità e capacità, acquisendo progressivamente sempre più fiducia nelle proprie potenzialità e stima in sé stesso. La crescita del bambino tramite il gioco non avviene solo a livello emotivo, ma anche dal punto di vista fisico. Grazie al gioco, il bambino inizierà a scoprire il proprio corpo, comprendendone i limiti e cominciando a sperimentarsi nel superarli. Il gioco, insomma, aiuta il bambino ad approfondire la conoscenza di sé, ponendolo di fronte alla necessità di sperimentare e migliorarsi costantemente.

Attraverso il gioco il bambino comincia a vivere una dimensione sociale importante, nella quale ha un ruolo, che deve portare a termine utilizzando delle strategie, inserito in un contesto che gli pone delle regole. Ed è sempre attraverso il gioco che il bambino comincia a comprendere il funzionamento della società ed il proprio ruolo all’interno di un gruppo di pari.

La comprensione delle regole è, per esempio, molto più semplice se inserita nel contesto “Gioco”. La capacità di astrazione dei bambini tra gli 8 e i 12 anni è in sviluppo, la concretezza dell’applicazione della regola nel gioco consente di avere la possibilità di portare “fuori” dal gioco quello che si è vissuto “dentro” il gioco (senza dimenticarci che i vecchi lupi, gli educatori, saranno affianco del Lupetto per aiutarlo in questo processo di “portare fuori” l’esperienza vissuta all’interno del gioco).

Una componente importantissima nel gioco, inoltre, è quella del “far da sé”. Il bambino si trova inserito in un gruppo di pari con i quali si mette in relazione, esprimendo sé stesso e svolgendo da solo il proprio compito/ruolo all’interno di un contesto protetto e sperimentando la cooperazione. L’adulto, infatti, guidando, gestendo e partecipando in maniera adeguata al gioco, si rende garante dell’offrire un ambiente “sicuro” nel quale il bambino si possa sentire libero di costruire, provare e anche fallire. Tutto questo servirà a favorire lo sviluppo di una stabilità emotiva e affettiva fondamentale, oltre che a rimandare al bambino un’immagine positiva di se stesso. Il gioco, per noi adulti, è un’ulteriore esca per calarci nel mondo dei bambini. Giocando con loro, possiamo aprire un importante canale di comunicazione, che altrimenti sarebbe difficile in altri contesti. Il bambino ha bisogno di divertirsi e non c’è modo migliore in questa fascia d’età che sfruttare il gioco anche per questo.

Il gioco è l’elemento principe dell’educazione nella Branca L, per questo è importante che ogni educatore abbia consapevolezza dell’importanza del Gioco in Branco e di tutto quello che esso racchiude. “Tutto col Gioco, niente per Gioco” è un po’ un motto che i vecchi lupi devono sempre ricordarsi comprendendone a fondo il significato che racchiude. “Tutto con il Gioco…” sta a significare che ogni processo educativo messo in moto all’interno del Branco debba avvenire tramite attività giocate. Risulta chiaro che il gioco è un aspetto davvero importante per il bambino e per questo abbiamo bisogno che la nostra azione educativa passi attraverso di esso. “Niente per Gioco” sottolinea invece il nostro modo di rapportarci al Branco: le attività che andremo a proporre saranno programmate con un intento educativo ben chiaro. Non facciamo attività senza un preciso obiettivo, specialmente con i Lupetti. Al contrario dobbiamo essere consapevoli dell’importanza di avere un Obiettivo Educativo chiaro, un contenuto educativo nel gioco comprensibile agli occhi dei bambini grazie all’aiuto di vecchi lupi attenti e presenti.

L’estemporaneità di un gioco come il classico ruba bandiera può essere un semplice espediente, eppure efficacissimo: l’importante è che non sia una forma di divertimento senza una sua progettualità. Facciamo in modo che ogni Gioco proposto al Branco sia orientato a sviluppare le capacità e le potenzialità di ogni bambino nel rispetto dei bisogni, delle caratteristiche e dei diritti di ognuno. Il gioco che proponiamo, quindi, terrà conto delle individualità presenti nel nostro Branco, oltre che della necessità educativa del Branco nel suo insieme.

Il vecchio lupo è sempre presente quando il Branco gioca: un vecchio lupo potrà essere l’arbitro, i vecchi lupi dovranno garantire che le regole siano rispettate e prestare attenzione che ognuno ottenga il proprio spazio nel gioco, partecipandovi e divertendosi con il Branco. Ma non saranno solo i Lupetti che potranno divertirsi! Anche i vecchi lupi dovranno giocare con il Branco divertendosi e gustandosi questo momento tutti insieme! La condivisione del divertimento e del piacere di una rinnovata socialità non è concepito come mezzo ma come fine, giacché l’elemento di apprendimento di una sana vita di gruppo è fondamentale nell’esperienza di ragazzi che non sempre potrebbero trovare questo elemento anche al di fuori ed è bene, invece, imparare a relazionarsi in modo intelligente e costruttivo. Questa dinamica aiuterà i Lupetti a entrare più facilmente in relazione con gli adulti, a fidarsi di loro e a sentirsi da loro compresi e accettati. Giocare assieme ai Lupetti non vuol dire giocare come Lupetti. I vecchi lupi dovranno inserirsi nel Gioco per facilitarne le dinamiche, essere sani propulsori del divertimento e del gioco stesso, infondere un sano clima nel giocare sportivamente assieme.

I vecchi lupi con consapevolezza, mantengono il proprio ruolo di esempio, sempre e comunque. Ed è anche importante che il ruolo tra adulti e ragazzi sia mantenuto, riconosciuto e reciprocamente rispettato. Il ruolo del vecchio lupo nel gioco, sarà anche quello di facilitare una “sana competizione” tra le squadre. Cerchiamo, inoltre, di proporre giochi che siano adatti per tutte le tipologie di Lupetti che vi partecipano (non vogliamo rischiare che a quel gioco spicchi solo il Lupetto fisicamente più dotato mentre gli altri rimangono indietro). Poniamo attenzione anche a come gestiamo i punteggi e le “vittorie”. L’assegnazione dei punti può essere utile, così come un trofeo/premio a fine attività e così via. Condividere con tutto il Branco il premio finale è un bel momento di Famiglia Felice e si spera sempre che sia un gesto spontaneo della squadra vittoriosa.

Questo però non vuol dire che non possiamo (e dobbiamo) educare a “saper perdere” con stile e serenità. “Educare a perdere” è importante: i Lupetti devono comprendere che non si può sempre vincere e che è giusto essere sportivi e gioire anche delle vittorie degli altri, apprezzandone l’impegno e, magari, traendo spunto dalla loro strategia per una partita successiva. Questo processo può essere facilitato se, alla fine del Gioco, si cerca di far emergere le motivazioni per cui una squadra ha vinto oppure ha perso (magari, collaborando di più, riusciremo a vincere la prossima partita!).

L’importanza nell’avere un buon clima di Famiglia Felice nel nostro Branco ci permetterà anche tutto questo: imparare dalle sconfitte, prima di tutto riconoscendo il valore del risultato. Cerchiamo di prestare una particolare attenzione ad offrire momenti di “Tempo Libero” tra un Gioco e l’altro. Come abbiamo visto, il Gioco strutturato e proposto da noi ai Lupetti è per loro molto impegnativo da vivere e concettualizzare. Lasciamo al Branco alcuni momenti di pausa o di Tempo Libero alla fine di un Gioco per rilassarci tutti insieme. D’altronde, se il Gioco è lo Strumento fondamentale per conoscere il mondo, sicuramente durante l’attività il nostro Lupetto si starà stancando non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Rispettare i tempi, capire le singole esigenze è una delle componenti principali della pianificazione del gioco e della comprensione del ragazzo. Inoltre, per noi educatori, osservare le reazioni istintive e autogestite del lupetto è importante per comprendere il loro grado di maturazione e la loro capacità a gestire la propria libertà, che deve essere vissuta concretamente nel rispetto delle regole anche insegnate surrettiziamente attraverso il gioco. Le tipologie di Gioco che possono essere utilizzate in Branco sono davvero infinite: Grandi Giochi, Giochi di Movimento, Giochi di Attenzione, Giochi Giungla, Giochi di Conoscenza, Giochi di Espressione, Giochi di Squadra, Giochi D’Acqua, Giochi Notturni ecc.[1] sta ai vecchi lupi scegliere quella più idonea in base al branco, all’obiettivo educativo che vogliono raggiungere e al posto in cui effettivamente si giocherà.


[1] Per chiunque voglia conoscere il significato di questi termini è invitato a scrivere direttamente all’autore, nella pagina facebook o nei commenti.


Wolfgang Francesco Pili

Sono nato a Cagliari nell’aprile del 1991. Ho da sempre avuto nelle mie passioni, la vita all'aria aperta, al mare o in montagna. Non disdegno fare bei trekking e belle pagaiate in kayak. Nel 2010 mi diplomo in un liceo classico di Cagliari, per poi laurearmi in Lettere Moderne con indirizzo storico sardo all'Università degli studi di Cagliari con un'avvincente tesi sulle colonie penali in Sardegna. Nel bimestre Ottobre-Dicembre 2014 ho svolto un Master in TourismQuality Management presso la Uninform di Milano, che mi ha aperto le porte del lavoro nel mondo del turismo e dell'accoglienza. Ho lavorato in hotel di città, come Genova e Cagliari, e in villaggi turistici di montagna e di mare. Oggi la mia vita è decisamente cambiata: sono un piccolo imprenditore che cerca di portare lavoro in questo paese. Sono proprietario, fondatore e titolare della pizzeria l'Ancora di Carloforte. Spero di poter sviluppare un brand, con filiali in tutto il mondo, in stile Subway. Sono stato scout, giocatore di rugby, teatrante e sono sopratutto collaboratore e social media manager di questo blog dal 2009... non poca roba! Buona lettura

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