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107 search results for "Aristotele"

Fallacie di ragionamento

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Consigliamo – Introduzione alle teorie della verità – a cura di Giangiuseppe Pili


Abstract

In questo articolo consideriamo le fallacie di ragionamento, la loro classificazione (ripresa da Varzi et. Al. (2007)) e la loro relativa spiegazione ad un vasto pubblico non necessariamente esperto della materia. Considereremo soprattutto le ragioni per cui le fallacie logiche si presentano e perché sono così diffuse nei discorsi quotidiani. In fine, cercheremo di formulare una conclusione generale sulle fallacie di ragionamento che consideri l’analisi precedente.

Problemi per le teorie della conoscenza

Dementia Word-finding Disorders Words Alzheimer’s

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Consigliamo – A cura di Giangiuseppe Pili e l’Introduzione schematica all’epistemologia


Abstract

In questo articolo considereremo alcuni problemi aperti classici e recenti della filosofia della conoscenza di stampo analitico (epistemologia analitica). Si tratta di problemi le cui risposte sono controverse e più teorie filosofiche si confrontano per risolverli. Non sono stati messi in un ordine particolare, per quanto senza dubbio i primi tre siano da tener presenti come i fondativi e centrali di ogni teoria epistemologica. Sin dai titoli abbiamo voluto inserire i rimandi bibliografici per mostrare dove i problemi vengono formulati in modo chiaro. Il lettore è invitato a conoscerli personalmente, possibilmente non limitandosi alla lettura di questo articolo.

Percorso di metaetica ed etica

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L’etica si divide in tre campi: metaetica, etica ed etica applicata. L’etica e la metaetica sono ancora campi fertili della ricerca filosofica, come vien chiarito in un articolo dedicato alle prospettive di ricerca filosofica. Nella metaetica si studiano i principi di razionalità generali dell’etica e il significato dei termini del discorso etico. Nell’etica si discute dell’applicazione dei principi valutati razionali nei termini della metaetica. Mentre nell’etica applicata si studiano particolari settori considerati eticamente sensibili: etica pubblica, bioetica, deontologie specifiche o problemi particolarmente interessanti dal punto di vista etico. Sulla disamina generale dei generi di approcci in questa importante disciplina filosofica: Etica descrittiva ed etica normativa e i tre generi dell’etica normativa. Partendo da campi di etica applicata, abbiamo almeno due articoli che considerano il problema della felicità in generale o rispetto alla specifica posizione di Cahn, uno che considera l’impossibilità di concepire la morte e la questione mai sufficientemente dibattuta sul diritto di mettere al mondo un figlio. Sempre nell’ambito etico è interessante stabilire la cesura tra etica e diritto, e se il diritto possa essere sufficiente a dirimere ogni questione eticamente rilevante Il paradosso di Sabatini. Per quanto riguarda i problemi legati alla responsabilità consigliamo la lettura del paradosso della responsabilità, e, per gli interessati, consigliamo l’analisi di Francesco Margoni sulla responsabilità degli psicopatici.

Galileo La natura si scrive in formule. Orrit R.

Galileo La natura si scrive in formule è un testo di Roger O. Orrit pubblicato nella collana Grandi idee della scienza, edito originariamente nel 2013. Si tratta di un libro di divulgazione scientifica incentrata sulla figura di Galileo Galilei. Il volume si divide in quattro capitoli con un’introduzione, un allegato e una serie di letture consigliate.

Il primo capitolo considera il metodo scientifico inaugurato da Galileo, in particolare per cercare di trovare dei fondamenti empirici per la nuova scienza fisica, in pieno contrasto con quella che era la tradizione scolastica e neoaristotelica che faceva riferimento alla filosofia di Tommaso e Aristotele.

Il secondo capitolo tratta delle indagini astronomiche di Galileo, considerato l’inventore del telescopio. Galileo, infatti, non soltanto investiga sui fondamenti ultimi del moto (moto uniformemente accelerato, moto uniforme, moto di proiettili) ma anche sulla natura degli astri. Egli fu il primo ad osservare importanti fenomeni astronomici, come le lune di Giove e le macchie solari.

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana – Carlo Emilio Gadda

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Scopri Filosofia e letteratura di Chiara Cozzi


Quer pasticciaccio brutto de via Merulana è un romanzo di Carlo Emilio Gadda uscito a puntate su una rivista letteraria ma edito in unico volume solo nel 1957 dalla Garzanti. Si tratta indubbiamente di uno dei massimi capolavori in lingua italiana della storia della letteratura da Dante al XXI secolo, difficile trovare paragoni in opere letterarie precedenti e successive, se non altro per densità, precisione, profondità e grandezza.

La trama del romanzo è apparentemente ispirata alla cronaca nera, pervasa da una vena quasi giallistica in cui il latrocinio di una ricca vedova (tal contessa Menegazzi) è il prodromo per il delitto quintessenziale della “donna” per eccellenza, Liliana in Balducci, amica e lontana cugina del protagonista Don Ciccio Ingravallo, ispettore di polizia molisano trapiantato a Roma, esule integrato quanto estraneo nella capitale italiana. Perché tutti siamo integrati ed estranei con la realtà che ci circonda, una delle possibili interpretazioni ultime del romanzo.

L’arte della guerra di Publio Flavio Vegezio Renato – Considerazioni analitiche e metastoriche

Abstract

L’analisi de L’arte della guerra del tattico romano Publio Flavio Vegezio Renato risulta ancora oggi di grande attualità. Assumendo un punto di vista metastorico, abbiamo cercato di rintracciare i fondamenti ultimi dell’analisi di Vegezio in modo da comprendere la logica fondamentale da cui poter trarre utile conoscenza ad uso e consumo del lettore contemporaneo.


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Ti interessa la filosofia della guerra? Leggi Filosofia pura della guerra

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L’arte della guerra (De rei militaris o Epitoma de rei militaris) è un classico degli studi del warfare, in particolare degli studi descrittivi e non propriamente strategici, cioè normativi. Publio Flavio Vegezio Renato (da ora solo Vegezio, come è universalmente noto) non è sostanzialmente interessato ad elementi generali e strategici della guerra e dell’arte militare, quelli che oggi diremmo i maggiormente connessi con la politica di uno stato (o di un impero) o che riguardano la natura della pianificazione strategica della campagna militare. Piuttosto egli è uno storico e un tattico dell’epoca classica romana. Sia detto subito che L’arte della guerra di Vegezio non è un testo scritto nel periodo repubblicano ma durante la fase epigonica dell’impero (IV secolo d.C.). L’influsso del periodo classico romano (inteso nel periodo a cavallo tra il periodo monarchico e quello repubblicano fino ad Augusto incluso in questo concetto ampio di classicità latina) si estende per tutte le pagine dell’opera di Vegezio, il quale, infatti, lungi dal considerare terminato il mandato imperiale come centro di gravitazione della civiltà, cerca di trovare i motivi per cui gli antichi eserciti romani avevano reso l’urbe il centro del mondo conosciuto (dai romani).

Percorso di filosofia antica

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Leggi la scheda su Epicuro – Vita e opere di Giangiuseppe Pili


La filosofia antica è la base della stessa riflessione razionale occidentale. L’impatto che essa ha avuto nella storia del pensiero, e quindi della storia in generale, è incalcolabile. Essa ha segnato gran parte della riflessione successiva in ambiti che ancora oggi riteniamo centrali: etica e morale, filosofia politica, metafisica e ontologia, teoria della conoscenza. In questa sede, vogliamo tracciare un percorso interno ai materiali offerti da SF2.0 in modo che il lettore interessato possa riuscire a costruirsi una strada personale e mirate alle proprie esigenze.

Per quanto riguarda gli albori della filosofia, i pensatori centrali sono coloro che si interrogarono sulla natura del principio primo (Talete, Anassimene, Anassimandro e Eraclito), rintracciando varie tipologie che Aristotele chiamerà “cause”. La riflessione di Eraclito, in particolare, è stata fondamentale anche per le connessioni del suo pensiero con quello di Platone. Dopo i primi filosofi, i due pensatori che imposero una svolta decisiva al pensiero sulla metafisica e alla conseguente visione epistemologica (allora così connesse) sono Parmenide e Zenone di Elea. L’eleatismo incentrò la propria riflessione sulla natura dell’essere e del non essere. Se Parmenide offrì una teoria elaborata e costruttiva rispetto al problema dell’essere, Zenone ne offrì una difesa attraverso argomenti estremamente rigorosi, senza però sostenere delle tesi originali: Zenone, in questo senso, dimostra per assurdo le tesi di Parmenide mediante l’elaborazione dei suoi celebri paradossi e risulta, ancora oggi, un filosofo avanguardistico. Melisso, invece, cercò di ripensare al problema dell’essere parmenideo all’interno della categoria dell’infinito. Sull’infinito abbiamo dedicato un intero articolo che può essere utile a rintracciare alcune caratteristiche peculiari.

Introduzione alla filosofia del diritto

La materia è infinita e ci si limiterà a brevi cenni, che eventualmente verranno sviluppati in successivi interventi.

Il diritto sarebbe orfano, senza un sostrato filosofico. L’attenzione in prospettiva filosofica al fenomeno giuridico è consustanziale ai primi sviluppi del pensiero umano, in quanto l’uomo, per la circostanza di vivere in un contesto sociale, è portato a meditare sulle regole che devono costituire la base per la regolamentazione del rapporto con i consociati.

Si suole affermare che una manifestazione della giuridicità è la circostanza che una conseguenza sicura della mancata applicazione di una norma è l’irrogazione di una sanzione, a seguito della sua violazione, con il corollario che il precetto quando sia solo morale, è suscettibile di violazione, senza alcun intervento sanzionatorio, ma la questione è più articolata, in quanto deve anche coesistere presso la comunità la convinzione della giuridicità di una certa disposizione, sia che essa sia cristallizzata in un testo scritto, sia che derivi da una consuetudine, la cui applicazione concreta appaia protrattasi nel tempo. Spesso ci può essere un’intersezione di regole morali e giuridiche, accorpate e allora occorre bilanciare e modulare il criterio di analisi. I princìpi generali del diritto (non sempre agevolmente distinguibili dalle mere regole) son considerati un ponte di collegamento fra diritto e morale, ma la compenetrazione fra diritto e morale in genere implica l’esigenza di un superamento dell’utilizzo della sola logica sillogistica, al fine di analizzare il testo normativo. Tra diritto e morale in astratto può configurarsi un nesso di separazione o connessione. Il filosofo Austin ha sostenuto la tesi della separazione, osservando che una regola giuridica è tale, anche quando non corrisponda alla concezione etica prevalente in una data fase. Tuttavia, spesso nella costruzione dei testi normativi intervengono concetti etici come “buon costume”, “ordine pubblico”, i quali, ai fini di un’appropriata decodificazione, richiedono il riferimento a un sistema logico, che tenga conto delle sfumature e non si limiti a un mero esame dei poli opposti di una questione (bianco-nero, per es.). Nell’individuazione dei parametri per l’analisi congrua delle regole morali, occorrerà anche verificare se venga in considerazione una morale “laica”, indifferente al religioso o addirittura antagonista a essa o una morale impregnata di religiosità e/o misticismo.

Sviluppo politico nell’Atene arcaica: da Solone a Clistene

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Come nella storia arcaica della maggioranza delle polis, anche quella di Atene è caratterizzata dalla debolezza dell’organizzazione statale e dal predominio delle famiglie aristocratiche. Nelle mani dell’aristocrazia c’era il più importante collegio formato dai nove arconti, così come un organismo di circa trecento membri denominato Areopago, così detto dal nome della collina dedicata ad Ares dove si tenevano le assemblee, al quale spettavano la giurisdizione dei reati di sangue, la custodia delle leggi e il controllo sui magistrati stessi. La forza dell’aristocrazia emerse a partire dalla metà del VII secolo a.C. precisamente fra il 636 o il 632 a.C., durante la quale ad Atene il giovane Cilone cerca un gruppo di seguaci per imporre la tirannia nella polis. Ma la casata degli Alcmeonidi, destinata ad essere protagonista per diverso tempo, fermerà Cilone (che riuscirà a fuggire) e truciderà i suoi seguaci, causa di una damnatio memoriae da parte delle fonti storiografiche di Erodoto e di Tucidide.

Filosofia del linguaggio – Approcci possibili alle teorie della verità

Abstract

In questo articolo cercheremo di riportare alcune tra le principali teorie della verità presenti nell’attuale panorama della filosofia del linguaggio. La trattazione è essenziale e di natura prettamente divulgativa. Essa non ha la pretesa né di esaustività né di completezza. Per tanto, il lettore è invitato a leggere quanto gli serve solo come avvio di una più profonda e proficua ricerca personale.


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Pragmatica del linguaggio o Filosofia della mente?


Struttura articolo

1. Premessa indispensabile

2. Strumentalismo-pragmatismo e relativismo

3. Approccio epistemico alla verità (AEV)

4. Realismo, antirealismo e verità

5. Deflazionismo: svalutazionismo, teoria svalutativa prosentenziale e minimalismo deflazionista

5.1 Svalutazionismo

5.2 Teoria deflazionista prosentenziale

5.3 Minimalismo deflazionista

5.4 Critiche alle teorie deflazioniste

6. Teoria della verità come corrispondenza

7. Conclusioni

Bibliografia

 

1. Premessa indispensabile                         

La filosofia del linguaggio si fonda su due problemi fondamentali: teoria del significato e teoria della verità. Fornire una teoria del significato (riferimento o denotazione) non determina necessariamente una teoria della verità. Il significato, o riferimento, di una proposizione è ciò a cui una proposizione si riferisce, quale che sia la nozione del “significato” che supponiamo intesa. Caratterizzare la nozione di riferimento è una delle due sfide fondamentali della filosofia del linguaggio classica, che vanta un’illustre tradizione e una letteratura plurimillenaria.

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