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Tag: Bellezza

LA VISIONE PLATONICA DELLA MUSICA

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Per secoli l’impianto filosofico di Platone ha informato di sé anche una visione dell’arte (non soltanto del mondo) basata su principi logici e razionali a cui è rimasta saldamente ancorata la civiltà occidentale per lunghissimo tempo. Nella concezione del filosofo, la musica, come l’arte in generale, deve seguire dei principi che la normano e che la rendono “razionale” e “utile” alla polis.[1] Anche la musica, infatti, per Platone deve essere “ordinata” “… sola in grado di illuminare [le cose] nella loro verità”[2] e, quindi, di renderle pure, restituendole a quell’essenza incorporea e incorruttibile che appartiene alle idee.

Niente ambiguità, nessuna dissonanza, ma neppure alcuna ricchezza ritmica o armonica può trovare collocazione in una concezione del mondo che rifiuta le contraddizioni, la simultaneità, la compresenza degli opposti. Per tale motivo, Platone elegge a strumenti musicali utili alla città e ai cittadini soltanto la lira e la cetra, sacre ad Apollo, dio del sole, in contrapposizione a strumenti più ricchi di potenzialità ritmiche e armoniche, associati, invece, a Dioniso, dio poliedrico ed eccessivo per eccellenza.

[Recensione] Antonio Rinaldis – Nuove lezioni di filosofia. I temi fondamentali del pensiero umano (Diarkos, 2025)

Copyright: Diarkos Editore, https://diarkos.it/index.php?r=catalog%2Fview&id=321

Nel tentativo di proporre voci e parole nuove nell’ambito del dibattito filosofico, plurisecolarmente e polifonicamente articolato e sviluppato, è talvolta necessario sovvertire l’impostazione manualistica che passa in rassegna, spesso cronologica, i pensatori, esaminando i loro lasciti e le loro ideologie, e proporre invece una  disquisizione che parta dai grandi temi che interessano l’animo umano, volente o nolente, per poi addentrarsi nelle singolarità dei filosofi che ne hanno dibattuto.