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Autore: Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

Raise the Bar – Jon Taffer

Taffer, Jon; (2013), Raise the Bar, New Harvest


The decision to become an enterpreneur is almost irrational

Jon Taffer – Raise the Bar

Jon Taffer è una celebrità americana del mondo della ristorazione e dei nightclub – che in effetti non saprei come definire in italiano, vista la difficoltà tipica di categorizzare luoghi di ritrovo principalmente interessanti per giovani e magari single – specie in vie di estinzione secondo le statistiche ISTAT. Raise the Bar è un testo di eccezionale interesse per chiunque sia interessato a comprendere le dinamiche del mercato – in generale – e della ristorazione – nello specifico.

L’assunto implicito è che la ristorazione fa parte del mondo del business e, come tale, lo scopo è massimizzare il profitto. Infatti, meraviglia delle meraviglie, una qualsiasi attività di questo tipo è un’azienda e, come tale, secondo la costituzione delle normative in tal senso, il suo scopo dichiarato è la produzione di utili. La questione, naturalmente, è il prodotto, ovvero che tipo di servizio si vuole proporre all’utente.

Il giorno del giudizio – Salvatore Satta

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Satta, Salvatore; (1979), Il giorno del giudizio, Ilisso: Nuoro


Il giorno del giudizio è una possibile prova della resistenza e della grandezza dell’italiano come lingua. Essa può ancora avere un senso e potrà ancora averlo. Questa resilienza della lingua italiana non è un caso. Essa viene da autori che italiani lo sono stati per adozione linguistica o per scelta volontaria. Salvatore Satta è incidentalmente un sardo e, come tale, egli ha imparato l’italiano dopo o, al massimo contemporaneamente, la lingua del luogo. Come Joseph Conrad, Satta ha una lingua italiana di seconda pelle, indipendentemente dal momento in cui la deve aver imparata come egli stesso dice, tra letture, scuola e ricopiatura di atti notarili ovvero: in modo del tutto artificiale. Egli infatti è un vero italiano, ovvero un acquisito, un traslitterato dalla regione alla penisola.

Aristotele ovvero la felicità come il massimo conseguimento della propria natura


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La ricerca della felicità è una esigenza universale dell’essere umano, secondo Aristotele. Tutti gli esseri umani ricercano il bene ed esiste un bene ultimo oltre il quale non ne esiste nessun altro. Il bene ultimo è proprio la felicità. Così ci dice lo Stagirita:

Poiché i fini appaiono essere molti e di essi alcuni li vogliamo a cagione di altri (come la ricchezza, i flauti e in genere gli strumenti), è chiaro che non tutti sono perfetti; ma il sommo bene sembra essere perfetto.  (…) Dico più perfetto quello perseguito per sé in confronto di quello perseguito per altro; e quello che non è mai voluto per cagion di un altro, in confronto di quelli che possono essere voluti sia per sé e per cagion di altro. E, insomma, perfetto senz’altro è quel fine che viene sempre voluto per sé e non mai come mezzo per un altro. E tale sembra essere soprattutto la felicità: la vogliamo infatti sempre per se stessa e mai per altro.[1]

Sicurezza e Intelligence – Stefano Bonino – A review for the international reader –

Bonino, Stefano; (2020), Sicurezza e Intelligence nel Regno Unito del novecento, Soveria Mannelli: Rubbettino


Sicurezza e Intelligence nel Regno unito del Novecento is a recent book published by Rubbettino, the leading Italian publisher in the field of intelligence studies and security. Stefano Bonino is an accomplished author nationally and internationally, and he proved all his scholarly ability in this fascinating book. The topic has been explored in the international intelligence studies literature, especially looking at Christopher Andrews, Richard J. Aldrich, Rory Cormac, and Michael Goodman’s work – just to name a few. However, this is the first time that the topic is fully covered by an Italian author for the Italian public. Even though this is the most important aspect of the book, which is already a remarkable achievement worthy of being underlined, it would be a good reading also for the international scholar and reader as I will argue.

11. La ragione e i suoi limiti e scopi

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…la filosofia dal suo autentico scopo, che consiste nel mettere in chiaro le illusioni di una ragione ignara dei propri limiti, e nel ricondurre con un’adeguata chiarificazione dei nostri concetti, la superbia della speculazione a una modesta ma consistente conoscenza di sé.

Immanuel Kant

Pur essendo la prima critica una “critica della ragione” (epistemologica), per il momento la ragione non fa la sua comparsa da nessuna parte. Questo è motivato dalla peculiare natura della conoscenza umana, almeno secondo Kant. La conoscenza, espressa sottoforma di giudizio, è molto più legata alle nozioni di spazio-tempo e intelletto di quanto non lo sia alla ragione. Anzi, come abbiamo cercato di mostrare, la conoscenza è materia dell’intelletto in combinazione con i sensi e le relative intuizioni fornite dal senso interno (tempo) ed esterno (spazio). Per conoscere i fatti, per ottenere la conoscenza nei termini della contemporanea filosofia analitica, non c’è bisogno d’altro che di sensi, intelletto e dati di senso. Senza entrare nel merito, come ho cercato di mostrare in altro loco, l’epistemologia kantiana può essere divisa in due progetti: il progetto normativo e il progetto descrittivo. Il primo è il tentativo di fornire una serie di principi attraverso cui fondare il giudizio e pervenire a conoscenza. Il secondo, invece, è l’operazione di ricostruzione razionale di come la conoscenza sia possibile. Questo secondo progetto è investigato nella prima critica e, a mio giudizio, è compatibile con alcune versioni di affidabilismo o, almeno, di esternismo ovvero l’idea generale che le condizioni di conoscenza non sono tutte interne al soggetto e che esse dipendano dalla relazione che il soggetto intrattiene con il mondo. In questo senso, allora, la ragione sembra essere superflua, tanto che anche nelle attuali teorie epistemologiche esterniste essa è ridotta esclusivamente al ‘ragionamento inferenziale’, così detto. Ma la ragione gioca un ruolo di primo piano nella teoria kantiana.

Ontology as Systematic Classification System

Personal observations and understanding of realist applied ontology


Abstract

The paper is about my observations and notes on applied ontology as systematic classification systems. The post explores what an ontology is, what is aimed for, how it shaped, what is its philosophical foundation, why this foundation is compatible with multiple philosophical positions. Inside the document, digression and further specifications and arguments are drawn to arrive at a deeper understanding of several multiple facets of the complex universe called ‘applied ontology.’ This is the second step toward the elaboration of a consistent ontology for my family enterprise, which will ultimately be used to ground its expansion in the market. Even though practically oriented, the observations can turn to be useful for all the researchers and scholars who are struggling to understand what an ontology is. That is to say to those who are not driven by a philosophical perspective (only). This is a working progress, and I will be ready to reply to any inquiring, comments, and questions from the interested reader.

Salario Minimo… all’Italiana!

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Tutti sanno che in Italia gran parte delle aziende si può ben definire una “azienda di famiglia”, ovvero dove i dipendenti sono principalmente congiunti di primo grado di parentela con il proprietario. Esistono anche relazioni più sottili indotte dal genere di assunzione (ad esempio, in molte banche si preferisce assumere persone che sono direttamente parenti con altri dipendenti della stessa banca). Non mi addentrerò nella disamina di questo secondo caso perché riguarda la modalità di assunzione ma non la ragione dell’assunzione. Vorrei invece mostrare perché il salario minimo, che sembra una buona idea, induce a dei curiosi paradossi. Non solo. Ma come questi “paradossi economici” vengono poi infatti aggirati e incoraggiati in altro modo in Italia e, dunque, perché le aziende familiari sono preponderanti. E la tesi è semplicissima: le aziende familiari italiane non hanno salario minimo per tutti i lavoratori che sono congiunti di primo grado. Un disclaimer prima di iniziare. Il mio intento è dimostrativo non doxastico. Non ho alcuna intenzione di difendere pareri emotivi né mi sentirò di rispondere a nient’altro che ad argomenti, come è mia consuetudine. Inoltre, non mi interessa dimostrare la validità di alternative al salario minimo per come è configurato in Italia perché l’onere della prova non sta a me, ma a chi sostiene la presenza di un salario minimo di tipo italiano e, allo stesso tempo, non ne accetta le conseguenze. Dato il fatto che l’onere della prova sta a chi produce i paradossi, e non in chi li denuncia, mi auguro di aver chiarito il mio punto di vista.

Intervista al professor Silvano Tagliagambe sulla filosofia e la scienza – Parte 2

Questa è la seconda parte dell’intervista! Interessato alla prima parte?

Il professor Silvano Tagliagambe, è professore emerito di filosofia della scienza all’Università di Sassari ed è stato titolare della stessa cattedra all’Università di Cagliari, Pisa e Roma “La Sapienza”. E’ autore di un numero impressionante di studi filosofici e scientifici, pubblicati nei principali e più autorevoli editori reperibili nei principali canali italiani, tra cui ricordiamo, Il sogno di Dostoevskij. Come la mente emerge dal cervello (Raffaello Cortina, 2001), Tempo e sincronicità. Tessere il tempo (Mimesis, 2018), Metamorfosi. Cervello in divenire, benessere psicofisico e nuove strategie terapeutiche, (Mondadori, 2019). Potete anche seguire il professor Tagliagambe nel suo sito personale: http://www.silvanotagliagambe.net/. Egli è anche l’autore della prefazione al libro Anche Kant amava Arancia Meccanica che i lettori di Scuola Filosofica conoscono bene e per la quale gli sarò eternamente grato! A nome del Team di Cultural Promoting Advisor, di Scuola Filosofica, Azione Filosofica, del nostro Eugenio Dessy, e di tutti i nostri numerosi lettori, professor Tagliagambe: grazie!

What Happened? After-Effects of the 2007 Reform Legislation of the Italian Intelligence Community

Fabrizio Minniti & Giangiuseppe Pili (2020)What Happened? After-Effects of the 2007 Reform Legislation of the Italian Intelligence Community“, International Journal of Intelligence and CounterIntelligence, DOI: 10.1080/08850607.2020.1771655


I’m super-proud to present my last paper, “What Happened? After-Effects of the 2007 Reform Legislation of the Italian Intelligence Community” published by the International Journal of Intelligence and CounterIntelligence! It was co-authored by Mr Fabrizio Minniti!, a real intelligence and international security expert! I hope you will find it exciting! Below you can find the abstract!


What happened to the Italian Intelligence Community (IC)? The IC underwent a major reform in 2007, 30 years after its previous one, in 1977, the first since 1945 and positioned between the end of World War II and the start of the Cold War. The paper explores the roots and evolution of the Italian intelligence community during the last decade or so.

Capire che cos’è il capitalismo

Trougnouf / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

Cosa è il capitalismo? Cercherò di scrivere questo breve testo nel modo più semplice e chiaro che mi è possibile. Infatti, credo nella necessità di far chiarezza per chi ha l’interiore necessità di capire e non di giudicare senza capire. Chi pensa di capire qualcosa senza entrare nel merito o è un ingenuo o è un illuso e in entrambi i casi non sta impiegando al meglio la sua ragione. A chi crede che basta sentire o emozionarsi per poter aver voce in capitolo ribattiamo che, se poi lui o lei tenta di articolare asserzioni motivate, allora ha già ceduto le armi alla ragione. Quindi qui offriamo ragioni e argomenti e chi cerca qualcosa di diverso, lui o lei è invitato a pascersi della propria sicurezza non garantita da solidi argomenti in altri luoghi del web, che sicuramente fanno meglio per lei o lui. Credendo fermamente nell’idea che nessuno meglio della persona sa cosa è meglio per lei, e se il suo meglio consiste nell’emozionarsi a costo zero, bene, qui ci sarà solo l’emozione del seguire un ragionamento. Con questa essenziale considerazione in mente, proseguo senza ulteriori indugi.