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Autore: Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

Alimentazione ideale – Un problema di tanti filosofi

Diet by Nick Youngson CC BY-SA 3.0 Pix4free

Un’ossessione tanto antica quanto non filosofica ma propria di molti filosofi

Non sei l’unico ad avere problemi a concepire il tuo corpo come un’estensione della mente. Ovvero, nell’includere il corpo tra le indispensabili componenti di ciò che consente alla mente di lavorare nel migliore dei modi. Non solo non è un problema soltanto tuo, ma è un’ossessione di quasi tutti i grandi filosofi! Certo, questo non ci accomuna con Kant e altri per questo, ma è per rassicurare l’audience sul fatto che le grandi menti hanno faticato e lavorato (talvolta sbagliando) per massimizzare la loro capacità di durare nell’esistenza – sempre per dirla con quel Spinoza che morì perché, pur mangiando come un uccellino pasti miseri, degni dei legionari romani nelle campagne militari (una squallida miscela di farina e acqua), si dimenticò che respirare silicio può essere tanto se non più dannoso che mangiar male.

Perché negare il valore della filosofia?

Taken by Giangiuseppe Pili

Portare la lotta dalla parte giusta del campo di battaglia

Introduzione – La strategia fallimentare di Russell per la difesa del valore della filosofia

Nel primo e nell’ultimo post che sono riuscito a scrivere quest’anno, ho riportato l’argomento a difesa della filosofia di Bertrand Russell. Implicitamente, ho cercato di mostrare quanto fosse infondata la sua argomentazione. In breve, la sua strategia principale è stata quella di mostrare come la filosofia sia il regno dell’incertezza, dove tutte le risposte sono importanti proprio perché non possono avere una risposta chiara e definitiva. Questo argomento aveva lo scopo di affrontare lo scetticismo dell'”uomo comune” verso la filosofia.

Sul Valore della Filosofia – Bertrand Russell

https://en.wikipedia.org/wiki/File:Bertrand_Russell_1957.jpg

Introduzione

In questo breve testo ho pensato di toccare un argomento che chiude perfettamente un anno denso, come lo sono tutti gli anni: iperdensi. [1] Ora, sebbene ci siano e possano essere molti argomenti a favore dell’esistenza della filosofia, questo è quello di Bertrand Russell.

Sebbene Russell abbia toccato questo argomento in modo diverso in tempi e scopi diversi, ricostruirò il suo argomento così come lo tratteggia nel suo testo “Sul valore della filosofia”. [2] È un breve saggio, scritto magnificamente tanto quanto può essere stimolante. Bello e rinvigorente, come verosimilmente non lo sono i pilastri della filosofia analitica dei nostri giorni – e si può sostenere che, in effetti, Russell qui è lontano dall’essere un filosofo analitico vero e proprio. Comunque sia, l’argomento si mostrerà per quello che è, sia esso appropriato o inappropriato, solo bello o anche vero. Ricordare che la veridicità ultima è qualcosa di impossibile in filosofia, come dice esplicitamente Russell, è ancora la sua formulazione di un ideale razionale prezioso. Vale la pena leggere questo testo dopo più di cento anni? Vediamo.

The Principle of Transposition – The Untold Story about History

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  1. Introduction

Although one can dislike the philosophy of history as a kind of bad surrogate for something else, it is curiously one of those areas of thought in which it is impossible not to think sometimes.[1] Most often than not, the philosophy of history is a comment on the margins of something considered more important, such as a particular set of principles assumed as meaningful by a person (character in Kantian terms) or by a group of people often not randomly chosen (ideology in my terms, religions in others’.) However, human history, as part of the total history of the universe of which is a tiny and almost insignificant subset, strikes for recurrent patterns which can be characterized as emerging properties. One of those is being characterized by actions and words about those actions. Human history is a combination of actions and stories about those actions.

Una guida alla pubblicazione internazionale “Peer-review” – Tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:In_Peer_Review_We_Trust.jpg

Abstract

In questo lavoro presentiamo Una guida alla pubblicazione internazionale. Questa analisi intende guidare il lettore alla comprensione del meccanismo di pubblicazione della ricerca internazionale nelle principali riviste di settore che costituiscono il benchmark universale della ricerca scientifica.


Introduzione

Scrivo questo articolo in lingua italiana, perché so molto bene che un testo simile può avere uno scopo principalmente per persone come me, ovvero che hanno iniziato a studiare in Italia completamente all’oscuro di come funziona il sistema editoriale scientifico che è alla base di ogni carriera universitaria e simil-universitaria (think tank etc.) all’estero, dove con ‘estero’ intendo un limitato numero di stati che fanno capo principalmente (ma non esclusivamente) al sistema anglo-americano (USA, UK etc.) o europeo-continentale (Germania, Olanda, Polonia etc.). Infatti, un preciso percorso meritocratico, ovvero fondato principalmente su fatti misurabili, è appannaggio di pochi Paesi. Non starò qui a sostenere in quale contesto l’Italia si situi e lascio decidere al lettore da che parte stare. Ma quale che sia la sua parte, sarà potenzialmente interessato a scoprire come funziona il meccanismo scientifico di pubblicazione, che è fatto di regole precise e misurabili.

Come scrivere recensioni di ogni tipo – Una guida

Review by Nick Youngson CC BY-SA 3.0 Pix4free.org

Dopo più di dieci anni di esperienza nella scrittura di recensioni, ho pensato di scrivere una guida essenziale. Il lettore scoprirà innanzitutto cosa significa scrivere una recensione, perché è importante sapere cos’è e come scriverne di diversi tipi. Per coloro che non amano i tecnicismi, la filosofia analitica, o semplicemente non hanno tempo, beh, è possibile saltare la sessione successiva andando direttamente alla terza. Ma come si può, di questi tempi, incoraggiare la pigrizia mentale?

Come verrà mostrato, una recensione è un mezzo tra un dato contenuto di partenza e un lettore mirato. Pertanto, una recensione è principalmente un mezzo per un fine. Iconoclasticamente, una recensione si può intendere come un pezzo di tecnologia dell’informazione molto specifico (per così dire) il cui obiettivo è guidato da una particolare necessità di informazioni da affrontare. Di conseguenza, la struttura, il contenuto e la coerenza di una recensione dipendono intrinsecamente dal suo ultimo requisito informativo. Una recensione scientifica sarà diversa dall’analisi critica di un romanzo. Con tutte queste considerazioni preliminari in mente, tuffiamoci nel vasto mare delle recensioni!

Longevità – Perché invecchiamo e perché non dovremmo farlo – David Sinclair

Sinclair, D., (2019), Lifespan, London: Harper Collins


Longevità è un saggio introduttivo ai principi chimico-biologici della durata nell’esistenza, per dirla filosoficamente. Sinclair si prefigge come obiettivo quello di spiegare le ultime ricerche sulla longevità (ovvero, sulla prolungazione della vita indefinitamente). Egli enuncia cause ed effetti di quella che lui ha chiamato “teoria informazionale della longevità”. Inoltre, Sinclair cerca di trarre utili conseguenze dai dati ricavati per avere immediatamente un impatto sulla propria (e altrui) qualità e quantità della vita. Probabilmente futuro premio Nobel, Sinclair delinea le principali tesi che possono riassumersi in poco, ovvero nello spazio di questa recensione.

Prima di tutto le cause. La vecchiaia, secondo Sinclair, dovrebbe essere equiparabile ad una malattia. Non esiste un limite fissato ex ante per la morte, o la vecchiaia stessa. Per quanto ne sappiamo sulla codifica del genoma umano, non esiste una combinazione meccanica di geni che porti alla morte. La vecchiaia, secondo Sinclair, è causata essenzialmente dalla moltiplicazione di errori nella codifica del DNA, e altri processi cellulari, a seguito di cause esterne.

[Segnalazione] Why HAL 9000 is not the future of intelligence analysis: Intelligence analysis in the 21st century

Image by Pete Linforth from Pixabay

Don’t miss my last publication for the The Journal of Intelligence, Conflict, and Warfare


Pili, G. (2021). “Why HAL 9000 is not the future of intelligence analysis: Intelligence analysis in the 21st century.” The Journal of Intelligence, Conflict, and Warfare4(1), 40–60. https://doi.org/10.21810/jicw.v4i1.2566


Abstract

Intelligence analysis is a core function of the intelligence process, and its goal is to synthesize reliable information to assist decision-makers to take a course of action toward an uncertain future. There is no escape from uncertainty, friction, and the fog of war. Since the dawn of human history, the present moment has been experienced as unpredictable, and the challenge of determining the right future through sound decisions has always existed. Investing in new technology, continually touted as the answer for analytic troubles, seems far less difficult in the short run than trying to find consensus about a long-term vision. It is easier to develop a nuclear missile, for example, than to give a universal definition of peace, and this is what the history of the XX century was all about. While intelligence analysis is still a necessary tool for decision-makers, it is unclear who or what will perform this function in the future. Though the solution cannot be only technological, the current trajectory tells a different story whereby the human analysts are removed from their central position to make way for Artificial Intelligence.

Capire l’individuo premoderno del mondo moderno – Dove stava Nietzsche?

Di Gustav-Adolf Schultze (d. 1897) – Nietzsche by Walter Kaufmann, Princeton Paperbacks, Fourth Edition. ISBN 0-691-01983-5, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=95963

Introduzione

In una recente conversazione siamo finiti a parlare dei movimenti di estrema destra attivi in Italia nel XX secolo. Essi erano costituiti da una compagine relativamente eterogenea di persone sparse in diverse organizzazioni più o meno ufficiali. La conversazione verteva sulla mia personale difficoltà a comprendere la natura concettuale e politica di questi movimenti e persone.

Capire “La società aperta e i suoi nemici” di Karl Popper

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“La società aperta e i suoi nemici” una introduzione

In questo testo presentiamo al lettore il capolavoro della filosofia politica di Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici, che, insieme a L’origine delle specie e Moby Dick, tutti dicono di aver letto e capito ma in realtà ben pochi lo hanno letto, figurarsi capito. Attacchi da ogni parte arrivano alla visione di Popper, che nonostante tutto lo sforzo, continua ad essere un faro di intelligenza e speranza per un mondo in cui, vien da dire, i veri vincitori ideologici della guerra fredda sono stati i vinti, realizzando così una condizione di rovesciamento simile a quella considerata da Philip Dick ne La svastica sul sole.