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Autore: Giorgio Della Rocca

Sono nato il 10 agosto 1964 a Pontinia (comune dell’Agro Pontino, in provincia di Latina), e vi risiedo. Mi sono diplomato al Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina, e laureato in matematica all’Università degli Studi La Sapienza di Roma. Negli anni Novanta, oltre a insegnare matematica in Istituti di Scuola Secondaria Superiore, ho svolto attività di collaborazione, in ambito matematico e didattico matematico, con l’Università La Sapienza; attualmente, insegno matematica in un Istituto di Istruzione Superiore del Comune di Latina. M’interesso in modo particolare anche di altre scienze, di certa filosofia, di certa teologia, di certa musica, di certa pittura, di certa narrativa.

Il Teorema sugli Scacchi

 

Un proverbio indiano recita: Il gioco degli Scacchi è un mare dove il moscerino può bere e l’elefante fare il bagno. A mio avviso, vuole esprimere il fatto che gli Scacchi sono un gioco praticabile e godibile da una vastissima cerchia di persone, ciascuna secondo i propri gusti.

Un gioco non dovrebbe essere sopravvalutato. Ma nemmeno sottovalutato! Nel libro Homo Ludens. Proeve eener bepaling van het spel-element der cultuur, pubblicato nel 1938, lo storico olandese Johan Huizinga – il quale, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu imprigionato dai Nazisti e morì nel carcere di Arnhem il 1° febbraio 1945 – descrisse il gioco (in generale) come un elemento creativo per gli esseri umani, fondamentale ai fini della loro evoluzione culturale e spirituale.

Johan Huizinga

Matematica e Scacchi: un confronto

 

Godfrey H. Hardy è stato un illustre matematico inglese, nato a Cranleigh nel 1877 e morto a Cambridge nel 1947. Ha apportato contributi notevoli a più di un settore della sua scienza, e ha fatto da mentore all’originale matematico indiano Srinivasa Ramanujan. A Hardy e al medico tedesco Wilhelm Weinberg si deve una legge, nell’ambito della Teoria dell’Evoluzione, inerente alla stabilità genetica di una popolazione (date certe condizioni), che i due formularono indipendentemente l’uno dall’altro.

Nel saggio Apologia di un matematico, pubblicato nel 1940 (io mi riferisco all’edizione Garzanti 1989, contenente la Prefazione del fisico e scrittore inglese Charles P. Snow all’edizione uscita nel 1967 e la Presentazione del matematico Edoardo Vesentini), egli ha esaltato la dimensione scientifica, culturale ed estetica della Matematica, prima di quella utilitaria. Ha inoltre istituito un interessante confronto fra la Matematica e il gioco degli Scacchi nonché, nel contesto di quest’ultimo, fra i problemi e il gioco vivo.

La risurrezione: spunti di riflessione

[Il Cristo risorto appare a Santa Maria Maddalena, vetrata della St Collen’s Parish Church, Llangollen (Galles)]

Giuseppe Baldacchini, un fisico che per diverso tempo ha ricoperto il ruolo di dirigente al Centro di Ricerca ENEA di Frascati, è autore dello studio Religioni, Cristianesimo e Sindone (www.sindone.info/BALDAKI1.PDF, Marzo 2012). In tale studio egli, dopo aver tratteggiato il panorama delle religioni nel mondo riservando la sua preferenza, con adeguata motivazione, al Cristianesimo, affronta in modo approfondito, mostrandone l’infondatezza, la tesi (sostenuta da alcuni studiosi) secondo la quale la Sindone custodita nel Duomo di Torino rappresenterebbe un falso medioevale, risalente a un periodo compreso fra il secolo XIII e il secolo XIV. L’autore riferisce che altri studiosi non mettono sostanzialmente in dubbio, dal punto di vista tecnico, le misure effettuate con il metodo del carbonio-14 (le quali suffragherebbero, secondo i primi, la tesi del falso), ma sostengono che esse non consentirebbero di stabilire la datazione effettiva della Sindone, in quanto il campione utilizzato non rappresenterebbe idoneamente la stessa e/o sarebbe stato contaminato da un fattore fisico estraneo, che avrebbe aumentato la quantità di carbonio-14 presente inizialmente nel lenzuolo di lino, rendendo fallace la datazione effettuata. L’autore esamina successivamente l’ipotesi dell’annichilazione materia-antimateria, precisando che essa costituisce una variante dell’ipotesi dell’esplosione di energia radiante – ritenuta attualmente la più attendibile –, e permette di risolverne alcuni problemi altrimenti non superabili.

Questioni (non solo) linguistiche

 

GIANNI e PINOTTO sono i protagonisti immaginari del libro La matematica in cucina [edizione Bollati Boringhieri 2004, ristampa 2013] scritto da Enrico Giusti, fisico di formazione e matematico di professione (laureato in fisica, è stato docente universitario di Analisi matematica e Storia delle matematiche, e ha collaborato con matematici del calibro di Ennio De Giorgi ed Enrico Bombieri). I nomi dei protagonisti del libro sono ispirati a quelli di un famoso duo comico statunitense venuto alla ribalta nel secolo scorso.

Dio e gli alieni

 

Guy Consolmagno S.I. e Paul Mueller S.I. sono gesuiti statunitensi, autori del libro Battezzeresti un extraterrestre? (… e altre domande tra scienza e fede poste all’Osservatorio astronomico vaticano) [2014, io utilizzo l’edizione Rizzoli del 2018]. Il primo è un astronomo e geologo planetario, attuale direttore della Specola Vaticana; anche il secondo è un astronomo della Specola Vaticana, fisico ed esperto di storia e filosofia della scienza.

Fisicità e Spiritualità

 

Anselm Grün e Michael Grün sono fratelli, tedeschi: il primo è un monaco benedettino, istruttore di spiritualità; il secondo è un fisico, ex docente di fisica e matematica nella scuola. Insieme hanno scritto il libro Qualche nota su Dio e sulla fisica quantistica (Due facce della stessa medaglia) [2015, io mi riferisco alla prima edizione TEA 2019], costituito dalla Prefazione di Michael, dalla trascrizione di una conferenza di Michael intitolata Fisica e religione, dalle Note di Anselm sul tema della conferenza stessa, dalla Postfazione di Michael.

Le peculiarità dell’astrofisica

[Nota dell’Autore: L’articolo è stato rielaborato il 24 aprile 2020.]

L’astrofisica è una scienza particolare, per vari motivi. Nel libro L’universo e io (Una filosofia dell’astrofisica) [2017, io mi riferisco all’edizione Solferino 2018 (I libri del Corriere della Sera)] l’astrofisica tedesca Sibylle Anderl (classe 1981) scrive, a tal proposito: «L’astrofisica ha infinite peculiarità! In fin dei conti, è una delle poche scienze che non può mai interagire con i propri oggetti di ricerca. L’universo è troppo grande, e quasi tutto ciò che interessa a noi astrofisici è semplicemente troppo lontano. Le condizioni nell’universo, d’altro canto, sono assai più estreme di quelle che possiamo ricreare nei nostri laboratori terrestri, e le scale temporali in cui i processi si svolgono nell’universo sono sempre troppo lunghe in confronto alle nostre brevi esistenze umane» (Prologo II, p. 11-12).

Contro certi ismi…

 

Nel paragrafo Perché Dio?, del capitolo La conoscenza e il significato della vita umana, del libro Perché ancora la filosofia (Editori Laterza 2008), il filosofo Carlo Cellucci, che nutre anche un interesse particolare per la logica e la matematica, scrive: «Dopo tutto, prima di Russell anche Spinoza aveva affermato che lo scopo e il significato ultimo della vita umana “è la conoscenza dell’unione che la mente ha con tutta la natura”. La vita umana ha effettivamente un significato, nel senso che ciascuno di noi bene o male ne dà uno alla propria, ma non vi è alcuna prova che Dio esista, né che esista un disegno di Dio a cui la vita umana è chiamata a contribuire. Perciò, che la vita umana abbia un significato, non significa che essa abbia uno scopo e un significato ultimo» (p. 479).