Cosa è ScuolaFilosofica?

ScuolaFilosofica

è un progetto che ha come Ideali:

  1. Diffondere la Cultura e la Ragione in ogni forma.
  2. Dare spazio a tutti coloro che hanno voglia e facoltà.
  3. Fornire risposte per ogni segnalazione ricevuta.
  4. Creare un buon portale di filosofia analitica.

Il Nostro ideale è quello di proporre una libera diffusione di materiali scelti e di fornire un punto di contatto tra persone interessate alla discussione delle proprie idee e opinioni, in piena libertà e in linea con la responsabilità che ogni intervento richiede. Il nostro Ideale impone tale responsabilità, ed è sostenuta nella convinzione che Conoscenza e Democrazia debbano passare anche attraverso portali liberi da Istituzioni e da qualunque barriera che non favorisca il libero accesso ai contenuti della Ragione.

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1000 giorni di questi! – SF supera le 1000 entrate al giorno!

Cari lettori di SF,

Non posso negare che ieri, all’apertura del contatore, sono stato colto da un’inusuale emozione. Erano giorni in cui le entrate si stavano assestando sulle 950 giornaliere e questo lasciava intendere che, prima o poi, avremmo superato le 1000 entrate. Sono sintomi ed era questione di tempo. Ma quando per la prima volta ho visto il numero definitivo, 1024 entrate, tanti ricordi mi sono ritornati alla mente. I primi passi di SF, quando 1000 entrate al giorno erano semplice utopia ed era tanto se entravano 4-5 visitatori unici al giorno. Poi i primi 100.000 e dopo i 150.000 visitatori annuali. Tutto il gruppo di SF ha sempre avuto una certa dose di ottimismo ma simili numeri erano al di là della nostra immaginazione. Tutta la nostra storia è stata segnata da un costante progresso nella fiducia dei lettori, che ci hanno ricambiato in tanti modi, per il nostro lavoro. Tuttavia, è inevitabile considerare la data di ieri un momento storico per Scuola Filosofica.

Voglio, dunque, qui ringraziare tutto il gruppo di lavoro, tutte le persone che ci hanno sostenuto direttamente, tutti i semplici visitatori che neppure sanno della loro importanza relativa, giacché sono i granelli a fare una bella spiaggia, insieme all’orografia del terreno che riesce a trattenerli.

Speriamo, dunque, di poter continuare a sperare in un futuro ancora migliore e di poter così continuare una strada di continuo progresso per poter diffondere la cultura, la ragione e la democrazia.

Giangiuseppe Pili

The Making of Friedrich Nietzsche – Daniel Blue

This biography of Friedrich Nietzsche is traditional in the sense that it provides a narrative account of his early years, beginning before he was born and chronicling his development up to the age of twenty-four. It also embeds that life within larger intellectual, social, and political contexts, showing how these shaped and sometimes obstructed his progress in ways of which he was not always aware. (…) What makes this book new is that it takes a distinctive and practically unnoticed ambition of the early Nietzsche and seeks to give it a prominence commensurate with the value he assigned it himself.

The Making of Nietzsche – Daniel Blue

 

The Making of Friedrich Nietzsche è un libro del ricercatore Daniel Blue, edito dalla prestigiosa Cambridge University Press nel 2016. Si tratta di un’opera incentrata sulla biografia del giovane Nietzsche, dalla nascita al compimento dei 24 anni. La cesura dell’opera riflette ragioni sia biografiche, sia filosofiche. La ragione biografica è che, a soli 24 anni, Friedrich Nietzsche viene chiamato all’università di Basilea per una cattedra. Nonostante l’entusiasmo di tutti i più stretti amici e parenti di Nietzsche (la madre, la sorella e l’amico di sempre), egli non è particolarmente contento: Continue reading

Kambo e Iboga – Intervista all’autore – Giovanni Lattanzi

L’autore di Kambo e Iboga,  Giovanni Lattanzi, ci ha rilasciato gentilmente un’intervista in cui ci racconta un po’ del suo libro e delle esperienze personali che hanno preceduto e reso possibile la stesura di questo lavoro assai affascinante. In particolare, il libro tenta di mostrare come esistano tutt’ora delle zone d’ombra nella “medicina Occidentale” che potrebbero essere affrontate in modo più efficace. Tuttavia non è solo un libro sulla medicina ma è un viaggio personale alla scoperta di nuove idee per eliminare vecchi pregiudizi. Per chiunque sia interessato, rimandiamo volentieri al sito: www.kambo.it


1. Come definiresti il tuo libro, Kambo e Iboga?

Difficile da definire in poche parole un libro così, l’argomento principale, il Kambo e l’Iboga, viene trattato da prospettive diverse: il loro uso sinergico; poi c’è una estesa parte sulla ricerca scientifica su questi due enteogeni e sull’Ayahuasca. Infine vi è una parte dedicata alle testimonianze. È un libro dalle cento sfaccettature, che ambiziosamente mette insieme scienza e spiritualità. È un libro multidimensionale. Continue reading

Rivista di Scacchi 56

Come sempre segnaliamo ai lettori l’uscita della Rivista di Scacchi 56 di Lucio Rosario Ragonese! A tutti una buona lettura!: Rivista Scacchi 56

The Making of Friedrich Nietzsche – An interview with author Daniel Blue

Prima di proporre una mia recensione sul pregevolissimo e sorprendente libro di Daniel Blue, The Making of Friederich Nietzsche, pubblicato per la Cambridge University Press, voglio ringraziare personalmente l’autore per avermi concesso di ripubblicare la sua intervista. The Making of Friederich Nietzsche è un’opera di grande rilievo per almeno tre ragioni diverse: (a) è una ricostruzione dettagliata della vita del giovane Nietzsche, (b) è un libro che offre un background estremamente nitido della vita e della società dell’epoca e (c) è un’opera colta, scritta in uno stile estremamente ricercato ma anche chiaro e godibile. Inoltre, Nietzsche, fino ai 24 anni, scriveva personalmente delle autobiografie per ricostruire la sua esistenza, capirla e poterla eventualmente modificare nella misura del possibile. Quest’ultima caratteristica, invero sorprendente, è oggetto di un intero capitolo (l’ultimo). Per questo Daniel Blue cerca di scrivere una biografia che potesse essere sottoscritta dallo stesso Nietzsche: il lettore è invitato a scoprire se la scommessa dell’autore è stata vinta. Il libro, uscito nel 2016, è ancora non tradotto in italiano, ma un lettore anche non eccezionale di inglese può comunque addentrarsi nella lettura senza perdere molto. Ringrazio dunque Daniel Blue e consiglio a tutti la lettura della sua intervista per la Cambridge University Press.


Your new book, The Making of Friedrich Nietzsche, covers the first twenty-four years of his life. Why do you focus on this period in particular?

I began the book in 2000 when the standard biography of Nietzsche in English was Ronald Hayman’s Nietzsche: A Critical Life. I thought Hayman’s book good, but it was published in 1980 and a great deal of information had been discovered since. I accordingly planned to rewrite Hayman, covering the entirety of Nietzsche’s life but bringing it up to date. However, as I studied Nietzsche’s early years, I found that whole dimensions of his personal and intellectual development had gone unexplored – not just by Hayman, but by everybody, whether in German or English. It became clear, for example, that previous versions of his life had followed the template laid down by his sister, who wrote two highly influential accounts. But during his adolescence and youth Nietzsche himself wrote a number of autobiographies, and these provided a more authentic and intellectually richer version of his life than anything written since. My move, then, was to put Nietzsche back into his biography and to tell his life from his own point of view — to consider not just what he did but what he intended to do and how he responded when his efforts succeeded or failed. This approach becomes more questionable after his 24th year, so it seemed best to end there. Continue reading

L’apprendimento probabilistico del giudizio morale

Come apprendiamo la capacità di ragionare sulle questioni morali? Come si sviluppa il nostro giudizio morale? Le macrocategorie all’interno delle quali si possono suddividere le risposte alla domanda sull’origine del giudizio morale sono principalmente due.

Da una parte, vi è la visione empirista, secondo la quale i meccanismi responsabili dell’apprendimento di un tratto psicologico o di una certa capacità sono generali per dominio. Con ‘generale per dominio’ si intende che i meccanismi attraverso i quali apprendiamo sono alla base dell’acquisizione di abilità, tratti o concetti molto diversi tra loro. Ad esempio, secondo una certa concezione dell’apprendimento, sarebbe sufficiente una storia di rinforzi positivi e negativi per apprendere abilità o facoltà molto diverse tra loro come il linguaggio, il senso morale, la cognizione numerica e così via (cfr. gli scritti di Skinner, padre del comportamentismo). L’esperienza che l’uomo fa del mondo sarebbe per tanto fonte di informazione sufficientemente ricca per i meccanismi di acquisizione generali per dominio. Continue reading

Le ricerche filosofiche e il secondo Wittgenstein

7. Whereof one cannot speak, thereof one must be silent.

Ludwig Wittgenstein – Tractatus Logico-Philosophicus

 

What we are supplying are really remarks on the natural history of human beings; we are not contributing curiosities however, but observations which no one has doubted, but which have escaped remark only because they are always before our eyes.

Ludwig Wittgenstein – Philosophical Investigations

 

  1. Introduzione: il primo e il secondo Wittgenstein

Il secondo Wittgenstein non è una descrizione definita costruita con un nome proprio per indicare una persona che sia diversa dal ‘primo Wittgenstein’ (ad esempio, Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane oppure Strauss padre e Strauss figlio, tutte diciture vagamente misleading che complicano la vita alle persone dotate di un’intelligenza che di natura non penetra nell’inutile gergo degli addetti ai lavori). Al contrario, la persona è sempre la stessa ma la dicitura vorrebbe indicare che proprio quella stessa ed unica persona ha “cambiato così tanto parere” che si può parlare di una seconda fase del suo pensiero. Quindi esiste un primo e un secondo Wittgenstein, le cui differenze risiedono proprio in qualche cosa che le Philosophical Investigations avrebbero posto in discussione: ‘in che senso usi la parola pensiero quando dici che il primo Wittgenstein ha un pensiero diverso dal secondo?’ [Se vuoi scaricare il file in pdf., vai qui] Continue reading

Dei delitti e delle pene – Cesare Beccaria

[Q]uando la norma del giusto o dell’ingiusto, che deve dirigere le azioni sì del cittadino filosofo, non è un affare di controversia, ma di fatto, allora i sudditi non sono soggetti alle piccole tirannie di molti, tanto più crudeli quanto è minore la distanza fra chi soffre e chi fa soffrire, più fatali che quelle di un solo perché il dispotismo di molti non è correggibile che dal dispotismo di un solo e la crudeltà di un dispotico è proporzionata non alla forza, ma agli ostacoli.

Qual esempio alla nazione sarebbe poi se si mancasse all’impunità promessa, e che per dotte cavillazioni si strascinasse al supplicio ad onta della fede pubblica chi ha corrisposto all’invito delle leggi! Non sono rari nelle nazioni tali esempi, e perciò rari non sono coloro che non hanno una nazione altra idea che di una macchina complicata, di cui il più destro e il più potente ne muovono a lor talento gli ordigni…

Cesare Beccaria – Dei delitti e delle pene


  1. Introduzione ai fondamenti del trattato

Dei delitti e delle pene (1764) è uno dei più importanti studi filosofici del secolo dei Lumi e rimane ancora oggi una pietra miliare della filosofia del diritto e della filosofia politica. L’autore, Cesare Beccaria, era un nobile facoltoso che, grazie all’educazione religiosa e rigida dell’epoca, unita ad un’intelligenza fuori dall’ordinario, era riuscito a vivere una vita irta di problemi: aveva preso le distanze (anche economiche, dettaglio diremmo indice dello spirito di Beccaria) dalla famiglia e sposato una donna, da alcuni definita “volubile”. Alle difficoltà della vita e di un carattere complesso, sicuramente inadatto a mantenersi nella società mondana, Beccaria studia i principali autori illuministi, tra cui Diderot e Hume. Di quest’ultimo senza dubbio deve aver letto il Trattato sulla natura umana, perché si trova continuamente traccia della nozione di idea come aggregato di percezioni sensibili e di come, di fatto, la stessa conoscenza umana sia esclusivamente un aggregato di percezioni e sentimenti correlati ad esse. Infine, dopo aver lavorato anche come maestro, Beccaria diventa infine un magistrato. [Se vuoi scaricare l’articolo in pdf.: vai qui] Continue reading

Educación científica consciente en la sociedad

Aunque estamos acostumbrados a considerar la ciencia como algo independiente y separado da la sociedad, esta influye y modifica el mundo y, al mismo tiempo, es condicionada por la sociedad y por su mentalidad y pensamiento. Es bueno tomar ventaja de esta peculiaridad y aprovecharla para que cada individuo emplee la educación científica. Así se desarrolla “un marco de análisis e interpretación de la realidad que le permita actuar para construir un mundo más justo socialmente y más sostenible ecológicamente.”(Alambique, número 32, 2002).

Pero ¿qué significa “educación científica”? ¿Por qué es tan importante?

Ha sido observado por los investigadores que la educación científica en los niños fomenta sus curiosidad y permite aprender conceptos útiles y habilidades prácticas. La educación científica en la escuela debe ser considerada desde la perspectiva de dar al alumnado competencias, conocimientos y capacidad para una adquisición de la autonomía consciente, con el objetivo de asegurar una formación que tenga valor cultural (“L’educazione scientifica nelle scuola dei piccoli”, Vol. 1, Lanciano, Iacona, Fedele). Continue reading

Il lago Mulargia – Percorso in Canoa

Il lago Mulargia è un lago artificiale posto nel centro della Sardegna e suddiviso territorialmente fra i paesi di Siurgus Donigala, Nurri, Goni e Orroli. L’unico lago non artificiale in Sardegna è il modesto lago Baratz, vicino ad Alghero, che con una profondità media di 5 metri e una grandezza più simile a quella di una laguna, non è assimilabile di certo all’importanza degli altri invasi sardi, come il Coghinas, l’Omodeo, il lago dell’alto Flumendosa e il suddetto lago Mulargia, tutti però non bacini naturali.

“In sintonia con le direttive europee e gli orientamenti internazionali, anche la Sardegna è doverosamente chiamata a proteggere e conservare l’acqua, risorsa unica, limitata e fragile, di alto valore ambientale, culturale ed economico, bene pubblico da utilizzare in maniera sostenibile e da tutelare in quanto bisogno fondamentale dell’umanità, chiave dello sviluppo e del benessere per le generazioni contemporanee e future.” Maria Luisa Di Felice, Dighe della Sardegna, Sassari, Poliedro, 2011. Continue reading