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Cosa è ScuolaFilosofica?

ScuolaFilosofica

è un progetto che ha come Ideali:

  • Diffondere la Cultura e la Ragione in ogni forma.
  • Dare spazio a tutti coloro che hanno voglia e facoltà.
  • Fornire risposte per ogni segnalazione ricevuta.
  • Creare un buon portale di filosofia analitica.

Il Nostro ideale è quello di proporre una libera diffusione di materiali scelti e di fornire un punto di contatto tra persone interessate alla discussione delle proprie idee e opinioni, in piena libertà e in linea con la responsabilità che ogni intervento richiede. Il nostro Ideale impone tale responsabilità, ed è sostenuta nella convinzione che Conoscenza e Democrazia debbano passare anche attraverso portali liberi da Istituzioni e da qualunque barriera che non favorisca il libero accesso ai contenuti della Ragione.

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Uscita volume “Il bambino di Platone. Psicologia e filosofia a confronto sull’origine e lo sviluppo della cognizione morale”

Se scrivere un libro è cosa che richiede impegno, a chi più a chi meno, farlo leggere è cosa ben più complessa.

Ma iniziamo da dove tutto è partito, col segnalare qui, ai cari lettori di Scuola Filosofica, l’uscita de “Il bambino di Platone”, la cui natura divulgativa si intuisce già dal titolo. Il libro è il quarto della collana di libri di Scuola Filosofica, edita da Le Due Torri, e tratta di come oggi il metodo scientifico utilizzato nello studio della cognizione morale del bambino piccolo possa aiutare ad affrontare domande su cui la filosofia da tempo si interroga. Fra tutte: siamo predisposti a sviluppare sin da piccolini un senso morale, attraverso una minima esposizione sociale e indipendentemente da educazione e cultura, oppure apprendiamo a distinguere il bene dal male solamente grazie all’insegnamento altrui?

Vi hanno contribuito, con interventi di spessore, professori con molti anni di studio sulle spalle (Dario Bacchini, Simona Caravita e Luca Surian) e giovani ricercatori con una solida competenza nel loro campo di specializzazione (Sonia Cosio, Grazia De Angelis e Carla Sabatti). Il libro è stato da me curato e fortemente voluto: che io sappia, non esiste nel panorama editoriale italiano un’introduzione agile ma rigorosa sul tema di come nell’uomo si sviluppano i concetti morali.

Mosso da spinte biologiche e vincolato da norme sociali stabilite culturalmente, l’essere umano rappresenta un oggetto di studio affascinante e complesso. Oggi, lo sforzo collaborativo di molti ricercatori impegnati nello studio della psicologia umana permette di affrontare con rigore scientifico un ambito di conoscenza, temi e questioni di profonda rilevanza filosofica, favorendo così un proficuo dialogo tra discipline. Siamo naturalmente predisposti a comprendere le nozioni di autorità, giustizia, equità, bene e male, nozioni su cui ruota l’organizzazione delle nostre società? Come possiamo spiegare il comportamento aggressivo e immorale? Quali sono le basi psicologiche della religione? Il libro offre un’introduzione che intende essere di facile fruizione e stimolare nel lettore la curiosità per i temi trattati e la volontà di approfondirli.

Ma perché, riprendendo il titolo, il bambino è di Platone? Il lettore è invitato a scoprirlo!

Uscita volume “L’ottimo medico è anche filosofo? Il proficuo scambio tra medicina e filosofia attraverso i secoli e le culture”

Segnaliamo l’uscita del secondo volume della collana di Scuola Filosofica, L’ottimo medico è anche filosofo? Il proficuo scambio tra medicina e filosofia attraverso i secoli e le culture. Edito dall’editore bolognese Le Due Torri con la curatela della dott.sa Sonia Cosio e la prefazione del dott. Alfredo Anzani, il volume contiene saggi ad ampio spettro su un tema che speriamo susciti l’interesse del lettore.

Algebraic Quantum Theory Of Consciousness: Intervista a Elio Conte

Abbiamo intervistato il Prof. Elio Conte in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Algebraic Quantum Theory of Consciousness” (Aracne Editrice, 2018). Elio Conte si propone un obiettivo ambizioso: sviluppare un modello fisico-matematico della coscienza. Il libro aspetta di essere letto e discusso da chi ne abbia la competenza. Qui diamo possibilità al Prof. Conte di esporne sinteticamente la tesi centrale.

Via alla possibilità di recensire il libro “La guerra fredda”

Vuoi recensire il libro La guerra fredda? Conosci qualcuno che vuole recensirlo? Questo è il tuo momento! Regaliamo il libro a te e all’amico che lo vuole recensire spedendolo direttamente a casa. Le condizioni sono le seguenti:

– La recensione deve essere pubblicata in un portale online o offline riconosciuto e pubblico.

– La recensione verrà segnalata su www.scuolafilosofica.com e segnaleremo chi ci ha fatto incontrare il recensore.

– Per richiedere il libro, mandaci la candidatura chiedendo info su facebook oppure scrivendo a scuolafilosofica_AT_gmail.com


Incoerenze tra agenti educativi: possibili conseguenze

ABSTRACT

La conflittualità tra agenti educativi, genitori, famiglia allargata, ma anche tra famiglia e scuola, genera situazioni che potrebbero definirsi anomiche. Climi di questo genere tendono a minare lo sviluppo armonico del minore per l’assenza di punti di riferimento stabili e univoci. L’apice delle incongruenze educative può essere raggiunto quando è presente la Parental Alienation Sindrome perchè, sebbene non possa essere ancora provato che è una patologia, è certamente una forma di squalifica e di incoerenza grave rispetto alle linee educative da seguire. Incoerenze gravi  possono generare scarsa integrazione, abbandono scolastico, possibili disturbi di personalità.  E’ importante quindi che gli agenti educativi, i genitori e la famiglia allargata sanciscano un patto pedagogico coerente e caratterizzato da chiare regole fin dalla prima infanzia.

Obbedire per paura o per rispetto? Prove di una precoce comprensione dell’autorità nei bambini. SEGNALAZIONE COPERTURA GIORNALISTICA.

Desidero segnalare ai cari lettori di ScuolaFilosofica una selezione di articoli e interviste di appronfondimento sulla pubblicazione che presenta le mie ricerche sul concetto di autorità nella prima infanzia.

Un’intervista rilasciata a Le Scienze (di Folco Claudi): La differenza tra bullo e leader s’intuisce a due anni

Un’intervista rilasciata ad Abba News (di Amanda Coccetti): Obbedire per paura o per rispetto? La naturale inclinazione del bambino

Un pezzo su Galileo: Bambini a due anni già distinguono i leader dai bulli

Il Sole 24 Ore (di Mila Campisi Agosti): Obbedire per paura o per rispetto? Quando i bulli si considerano leader

L’Adigetto, giornale locale trentino: Leader o bullo? Anche a due anni si riconosce la differenza

Un simpatico articolo su Big Think (inglese, di Scotty Hendricks): A new study finds infants can discern between leaders and bullies

Obbedire per paura o per rispetto? Prove di una precoce comprensione dell’autorità nei bambini

Ognuno di noi conosce bene la differenza tra un potere esercitato con la prevaricazione, la violenza e l’intimidazione, e un potere al quale, invece, ci sentiamo in dovere di obbedire perché giusto e legittimamente acquisito. È la differenza tra un potere basato sulla paura e un potere basato sul rispetto.

Se questa distinzione ci risulta familiare, ben poco sappiamo su quando emerga durante lo sviluppo la capacità di comprendere la differenza qualitativa che passa tra le varie forme del potere. Nel senso comune, e per lungo tempo in psicologia, si è pensato che un ruolo importante nell’acquisizione di questa conoscenza lo giocasse l’educazione, e che il bambino dovesse aspettare molti anni prima di poter intuire che all’autorità, quando legittima, si deve obbedienza.

Con una serie di esperimenti, raccolti in uno studio recentemente pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, insieme al Prof. Luca Surian dell’Università di Trento e alla Prof.ssa Renée Baillargeon dell’Università dell’Illinois, ho per la prima volta riscontrato la presenza, già nella prima infanzia, di una comprensione intuitiva della differenza tra una forma di potere basata sull’aggressività e una basata sul rispetto reciproco e sull’autorevolezza di chi è al comando.

Capire la “Risposta alla domanda – Che cos’è l’illuminismo” di Immanuel Kant

L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro. Colpevole è questa minorità, se la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi di essa senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! Questo dunque è il motto dell’illuminismo.

Immanuel Kant