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Cosa è ScuolaFilosofica?

ScuolaFilosofica (SF)

è un progetto che ha come Ideali:

  • Diffondere la Cultura e la Ragione in ogni forma.
  • Dare spazio a tutti coloro che hanno voglia e facoltà.
  • Fornire risposte per ogni segnalazione ricevuta.
  • Creare un buon portale di filosofia analitica.
  • Sostenere le iniziative dell’associazione culturale Azione Filosofica. 

Il Nostro ideale è quello di proporre una libera diffusione di materiali scelti e di fornire un punto di contatto tra persone interessate alla discussione delle proprie idee e opinioni, in piena libertà e in linea con la responsabilità che ogni intervento richiede. Il nostro Ideale impone tale responsabilità, ed è sostenuta nella convinzione che Conoscenza e Democrazia debbano passare anche attraverso portali liberi da Istituzioni e da qualunque barriera che non favorisca il libero accesso ai contenuti della Ragione.

Perché collaborare? Perché sì!

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Azione Filosofica è aperta alle iscrizioni!

Cari lettori di Scuola Filosofica,

E’ con mio infinito piacere invitarti a far parte del Scuola Filosofica World! Da oggi potete fare domanda per iscrivervi alla nostra associazione culturale, Azione Filosofica. Scriveteci alla email: scuolafilosofica_at_gmail.com per avere il modulo di richiesta di iscrizione e della privacy. Vi daremo l’IBAN su cui potrete fare il versamento: 40 euro annuali per lavoratori mentre 20 per studenti e inoccupati. Se invece volete aderire immediatamente per tre anni sono 100 annuali per lavoratori e 50 per studenti e inoccupati!

E’ importante, per noi, che l’adesione sia consapevole e partecipe così che invitiamo gli iscritti a leggere il nostro statuto: Azione Filosofica – Statuto! Partecipare ad Azione Filosofica è un modo per sostenere Scuola Filosofica in modo attivo e positivo al fine di realizzare gli ideali di ragione, cultura e democrazia fondati sui valori di eguaglianza e libertà degli individui. L’associazione ha così come scopo la diffusione dei valori costitutivi di Scuola Filosofica al di là degli eterei steccati del Web che, pure, rientrano all’interno dei modi di sostenere AF e SF. E’ nostro scopo quello di rivendicare uno spazio legittimo all’interno del mondo culturale italiano in modo positivo e costruttivo. Se sei interessata/o iscriviti ad Azione Filosofica, partecipa alle nostre iniziative, segui i libri della collana e le attività di SF e AF sui nostri principali canali social!

Se credi nella ragione, nella libertà e nell’eguaglianza questo può essere un modo per cercare di realizzare qualcosa che non sia un pensiero personale e puramente privato. Azione Filosofica nasce con l’esigenza di oltrepassare i limiti del web per creare un progetto comune. L’alternativa è sempre rimanere in seconda fila ad aspettare che il mondo cambi da solo. Il mondo non cambierà, ma noi nel frattempo possiamo fare qualcosa per esso! Noi siamo qui e ci crediamo perché quel che dipende da noi sarà messo in pratica con fiducia e speranza.

Giangiuseppe Pili

Azione Filosofica – Statuto

Motto dell’associazione

Abbiamo il coraggio di usare tutta la nostra intelligenza

Statuto

Cariche Sociali all’atto della fondazione

CoordinatoreCoordinatore = Giangiuseppe Pili

Presidente = Giacomo Carrus

Segretario e revisore dei conti = Wolfgang F. Pili

Consigliere = Riccardo Scasseddu

Consigliera = Laura Baire

1. Denominazione e sede legale

La costituente associazione “Azione Filosofica” è ufficialmente abbreviata con le sole lettere (AF) ed è fondata sulla base del blog “Scuola Filosofica” da cui riprende ideali, pratiche e aspirazioni. La sede legale dell’associazione è a Cagliari. Al momento della fondazione l’associazione non gode di una propria sede sociale. Tutte le iniziative non hanno fini di lucro.

2. Mission – Valori e Ideali dell’associazione

2.1 Ideali e Valori Costitutivi L’associazione culturale (AF) ha come ideali la ragione, la cultura e la democrazia che implicano il pieno riconoscimento dei valori costitutivi di libertà e fraternità tra esseri umani.

AF nasce con l’intento di promuovere la cultura in ogni sua forma senza barriere istituzionali, etniche, razziali o di qualsiasi genere e tipo che possano in qualunque modo recare detrimento ai valori costitutivi dell’associazione.

Capire “Capitalismo e libertà” di Milton Friedman

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Friedman, M., (1962), Capitalism and Freedom, Chicago: Chicago University Press.

Friedman M., Capitalismo e libertà, IBL, 2010.


The heart of the liberal philosophy is a belief in the dignity of the individual, in his freedom to make the most of his capcities and opportunities according to his own lights, subject only to the proviso that he not interfere with the freedom of other individuals to do the same. This implies a belief in the equality of men in one sense; in their inequality in another. Each man has an equal right to freedom. This is an important and fundamental right precisely because men are different, because one man will want to do different things with his freedom than another, and in the process can contribute more than another to the general culture of the society in which many men live.

Il cuore della filosofia liberale risiede nella credenza nella libertà dell’individuo, nella sua libertà di seguire la gran parte delle sue capacità e opportunità in accordo con il suo lume naturale, soggetto soltanto al limite della non-interferenza con la libertà di altri individui nel fare lo stesso. Questo implica la credenza nell’eguaglianza degli uomini in un senso preciso: nella loro non eguaglianza in un altro senso. Ogni uomo ha un eguale diritto alla libertà. Questo diritto è importante e fondamentale esattamente perché gli uomini sono differenti perché un uomo vorrà ottenere cose diverse dalla propria libertà rispetto ad un altro, e nel processo potrà contribuire più di un altro alla cultura generale della società in cui molti uomini vivono.

Milton Friedman

8. Le forme a priori dell’esperienza: il tempo

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3.3.2 Il tempo

In Kant, il tempo è una forma dell’esperienza. Esso non è qualcosa di esterno al soggetto. Al contrario, il tempo è qualcosa che fa parte del soggetto e contribuisce alla formazione dell’esperienza insieme allo spazio. Esso è una componente di tutta l’esperienza: “Il tempo è una rappresentazione necessaria, che si trova a fondamento di tutte le intuizioni. Rispetto ai fenomeni in generale, non è possibile sopprimere il tempo come tale, mentre è possibilissimo toglier via tutti i fenomeni dal tempo. Il tempo è un dato a priori” (enfasi aggiunta).[1] Tuttavia, lo spazio è un’intuizione esterna perché esso mostra qualcosa che non è parte del soggetto in quanto tale. Il tempo, invece, è interamente parte del soggetto e, per questo, è chiamato anche “senso interno”: “Il tempo non è un concetto discorsivo, universale, ma una forma pura dell’intuizione sensibile”.[2] In altre parole, tutto si dà nel tempo perché il soggetto stesso proietta il suo tempo ai fenomeni che concepisce e che ordina secondo le sue categorie. Ovvero ogni singola esperienza esiste nel tempo in quanto non potrebbe essere altrimenti: possiamo togliere tutto dal tempo ma non il tempo dal soggetto e, dunque, non dalle sue esperienze.

La vittoria non è un accidente – Parte 2

“Nessun vento è buono per chi non sa dove andare”

Seneca

Tra la fine del XIV secolo e la fine del XV, in Europa occidentale avvengono una serie di fenomeni economici e, conseguentemente, sociali, che modificano radicalmente la storia del continente europeo. Emerge il fenomeno definito dagli studiosi “economia- mondo”, ovverossia lo sviluppo di un mercato internazionale.

[Preview] Sorites paradox and the problems for the ontology of war

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Would you like to help the scientific research in the field? Are you interested in war and ontology? Please, write to the author (scuolafilosofica_at_gmail.com) and ask him for the first draft of the paper!


1 gunshot is not a war, 2 gunshots are not a war… are 1 million gunshots a war? There is no such thing so investigated as war and, at the same time, still so outcasted theoretically. Ambiguity, vagueness and logical conundrums lay unsolved in the very hardcore of the several theories that considered war from a general perspective and, then, philosophically committed explicitly or implicitly. It is not the experience and observational data we lack but the general ability to generalize and expand our knowledge beyond what we can directly observe empirically and historically. Sorites arguments are everywhere in war theories: vagueness and ambiguities of many shapes inform the literature. Only a philosophical account of war can solve some of those issues: an ontology of war is needed to bring light into the heart of darkness.


La vittoria non è un accidente (parte 1)

“Vincere non è un episodio sporadico, è una cosa di sempre. Non vinci una volta ogni tanto, non fai bene le cose una volta ogni tanto, le fai bene sempre. Vincere è un’abitudine. Sfortunatamente lo è anche perdere.”

Vince Lombardi

In termini Clausewitziani la vittoria in campo politico militare è il prevalere della volontà di un contendente su quella dell’altro, una definizione molto semplice, che, come tutte le cose semplici, cela una grande complessità. Come si consegue una vittoria?

“ASMR. La rivoluzione dei sussurri”. Marco Mozzoni on the Brain’s Potential

Riporto di seguito il testo (in inglese e italiano) della recensione del libro ASMR di Marco Mozzoni, recensione pubblicata su La Voce di New York. Buona lettura!

As probably many of you, I too have sporadically come across people on YouTube that produce particular sound stimuli by whispering into the microphone or tapping on a diverse range of objects. They are trying to trigger in the viewer or listener an ‘Autonomous Sensory Meridian Response’ (ASMR), which is a sort of pleasant tingling sensation that starts from the head and descends to the neck, the arms, and along the body. The general aim of this is to favor relaxation.

7. Le forme a priori dell’esperienza: lo spazio

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Spazio e tempo sono forme a priori dell’esperienza, ovvero, l’esperienza è un prodotto dello spazio e del tempo, per come li concepiamo noi. In altre parole, il soggetto stesso colloca l’esperienza all’interno di uno spazio in un certo tempo. Per questo l’esperienza stessa non può esistere se non in uno spazio e in un certo tempo: “Conseguentemente, la rappresentazione dello spazio non può derivare, mediante l’esperienza, dai rapporti del fenomeno esterno; al contrario, l’esperienza esterna è possibile solo in virtù di detta rappresentazione”.[1] Per tale ragione, dunque, per Kant, lo spazio in sé non è il risultato di una costruzione geometrica (ad esempio, una definizione  di spazio come piano infinito costituito da infinite rette etc.) ma la costruzione geometrica è essa stessa possibile in quanto noi intuiamo lo spazio indipendentemente da ogni possibile costruzione di esso: “Lo spazio non è affatto un concetto discorsivo [non si ottiene per costruzione] – o, come si dice, universale – dei rapporti delle cose in generale, ma un’intuizione pura”.[2] Insomma, il fenomeno che chiamiamo ‘tavolo’ definisce uno spazio perché noi intuiamo la sua forma in questo modo. Dato il fatto che lo spazio è concepito a noi esterno, a differenza del tempo, esso è, per Kant, il senso esterno che determina la percezione di ciò che non sta in noi. Il fenomeno del tavolo, nella sua dimensione spaziale, è indipendente da noi proprio perché esso si intuisce a noi esterno. Tutto questo è spiegato da Kant in questi termini: