Gustave Flaubert immagina che si dileguino il rotolio dei carri, il chiasso delle voci ed il latrato dei cani, dalla città, mentre la donna si slaccia il cappello, alla miniatura simbolistica per l’approdo in un’isola tranquilla. Ines ha posato per uno scatto al bianconero, con la risoluzione grafica che si percepisce sgranata. Lei passeggia sulla riva d’un fiume. Dall’outfit, interamente al bianco, emergerebbe un cappello logoro, in sostituzione d’uno pneumatico abbandonato, che sarebbe stato pescato utilizzando un ramo tagliato dalla pianta, e trattenuto con le mani. Uno sposalizio del fiume risplenderebbe di meno, se comparato allo sposalizio del mare, anche laddove l’acqua indicasse un percorso (simbolicamente di vita), contro la temuta perdita nel bosco. Qui Ines rimpiazzerebbe il cane a passeggio sull’argine, allenandolo a raccogliere il bastone lanciato per lui. Certamente l’uomo deve rispettare la natura, evitando d’inquinare.
...all we need is philosophy



