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Mese: Maggio 2023

Alcune riflessioni sul talento e la speranza – Sull’imprenditoria giovanile in Italia

https://pixabay.com/ – Ref. the Author

Abstract

In un mondo in cui le certezze e le speranze sul futuro sono messe gravemente in discussione, si nota l’emergere di situazioni sia individuali che sociali drammatiche, che attanagliano, in particolare, le nuove generazioni. La risposta è una rivoluzione dei concetti di utilità e di soddisfazione personale, attualizzandoli ad una maggiore presa di coscienza di quella che è la nostra identità. Nella mancanza di prospettive certe, inseguire il proprio talento non è positivo solo per l’individuo ma ha anche un valore sociale. A 26 anni dirigo due società molto diverse fra loro, con una preparazione accademica molto distante dai temi di cui mi occupo e senza aver mai avuto altre esperienze imprenditoriali. Eppure, sento che molti altri vorrebbero crearsi il proprio percorso a dispetto di superati opportunismi e ingannevoli comodità.


Ho ventisei anni, mi chiamo Cosimo e sono nato in un comune a cavallo fra le province di Pisa e di Firenze. Non ho alcuna presunzione di fornire risposte esaustive e dare asserzioni conclusive ma come tanti miei coetanei, ogni mattina, mi domando come sarà il mio futuro.

VENERE IN CORNICE – Le bollicine viola sulla pelle d’un atomo che fa danzare la sera / The violet bubbles on the skin of an atom which allows the evening to dance

Per Liza Marklund, non ci sarà mai più l’ideale d’una rivoluzione, giacché l’umanità nel frattempo l’avrebbe barattato: con la Coca-Cola e la televisione via cavo.…

Spinoza – La felicità come beatitudine dell’uomo razionale

Casa di Spinoza dove ha completato l’Etica – L’Aia – Foto dell’autore

La filosofia di Spinoza è una delle più profonde espressioni del razionalismo del XVII secolo, frutto di una lunga ricerca culminata in una delle opere più straordinarie della filosofia, ovvero l’Etica. Ed è proprio nell’Etica che Spinoza parla dei modi attraverso cui l’uomo può diventare felice. La parte V dell’opera infatti è interamente devoluta alla spiegazione di come l’uomo può vivere nella felicità, di contro a quanto egli aveva considerato nella parte IV, in cui invece considerava tutta la drammaticità della condizione umana (non a caso, il titolo della parte IV è eloquentemente “La schiavitù umana, ovvero la forza degli affetti”). La teoria di Spinoza sulla felicità umana è ancora capace di ispirare grandi intelletti. Einstein stesso non solo sosteneva che Dio non gioca a dadi, affermazione pienamente in sintonia con il filosofo olandese, ma si spinse sino al punto di dire che: “Io credo nel Dio di Spinoza, che rivela se stesso nell’armonia regolata del mondo, non in Dio che si interessa personalmente del fato e di ciò che fa l’umanità”[1] Notevoli, nella loro vividezza, le parole di Bertrand Russell:

Ma quando passiamo all’etica di Spinoza [dalla sua metafisica], sentiamo (o almeno io sento) che qualcosa, anche se non tutto, può essere accettato, pur respingendone le fondamenta metafisiche. Spinoza si preoccupa di mostrare come sia possibile vivere nobilmente, pur riconoscendo i limiti dell’umano potere. (Russell, Storia della filosofia occidentale, vol. III, p. 756).

Sulla cartilagine dei calanchi, l’epidermide della dolomia fluttua come una cuspide

(una prolusione d’estetica di Paolo Meneghetti, Venerdì 21 Aprile al Palazzo Baronale di Scanzano Jonico, in occasione della Prima Residenza Artistica Lucana, organizzata dall’Associazione “Basilicata Wow” — www.basilicatawow.it)

La Basilicata costituisce la regione che spezza la penisola italiana, fra il Salento e la Calabria. Ciò determina la percezione d’un isolamento, se non si capisce qual sia la direzione migliore da prendere: ad est oppure ad ovest. Coerentemente, l’inflessione dialettica può diventare meticciata, fra Napoli e la Puglia. C’è poi il paradosso delle Dolomiti Lucane: al caldo mare del Sud, ma senza gli atolli dei tropici (come accadde anticamente in Triveneto). La Basilicata si sedimentò tramite le correnti di torbida. Tale processo non sembra mai concluso, percependo il “falso ondeggiamento” dei calanchi argillosi, oggi. Alfonso Gatto (nativo di Salerno, ma ispirato anche dalla Lucania) ha scritto: