Per la Biennale di Venezia 2026, fino al 22 Novembre sono visitabili al Palazzo Mora le installazioni e le sculture di Carrie Able, durante la mostra in collettiva Personal Structures. Bisogna ricordare che lei fa anche la musicista. Esteticamente c’entra l’intersezione fra la tradizione delle belle arti e le tecnologie immersive dalla realtà estesa. Ma quanto dialetticamente ogni illuminazione si renderà addensante? E’ la fenomenologia già di Platone per il ricettacolo d’una materia appena informe, che il Demiurgo divinamente rimodellerà per un nuovo mondo. Al di là del surrealismo dentro la mitologia, l’astrazione al simbolismo della luce per Carrie Able non solo svelerà, ma anche genererà. Data la trasmissione del tempo, forse varrà la corrispondenza fra il limite iniziale del Big Bang ed il limite terminale d’un multiverso. La sonorità diventa importante, poiché essa è percepibile direttamente dall’udito (senza un “filtro regolante”, come per gli altri sensi). Carrie Able apprezza la sinestesia. Col multiverso, si vagheggia un’interazione fra persone in una realtà virtuale.
...all we need is philosophy

