Press "Enter" to skip to content

Tag: triangolo delle opposizioni

Mysterium Iniquitatis. Il mistero del male

Anonimo, Minotauro nel labirinto, mosaico romano, Conìmbriga, Portogallo. Creative Commons License
  1. Il mistero del male e la logica

Il mysterium iniquitatis, il mistero del male, locuzione coniata da San Paolo nella Seconda lettera ai Tessalonicesi (2,7), è forse quello che più atterrisce e affascina gli esseri umani. Esso è stato affrontato dalla filosofia da diverse prospettive. Chi o che cosa è il male? Quali sono la sua origine e la sua natura? Come sconfiggerlo? Sono queste le domande con cui gli esseri umani più si sono tormentati.

Ma per quanto possa apparire insolito, il problema del male si può incontrare anche sul cammino della logica classica, da Aristotele a Gottlob Frege, benché di rado si sia tentato di affrontarlo da questa direzione. In particolare, non lo si è mai affrontato partendo dal meccanismo profondo che aziona il ragionamento. Il mondo interiore, della mente, sembra corrispondere a quello esterno, della natura e dell’universo. Entrambi sembrano rispondere a regole di funzionamento sorprendentemente simili, incardinate sull’opposizione binaria.

Già Platone, nel Sofista, aveva intuito che il pensiero procede per divisioni (“diairesis”), separando e distinguendo (218d-221c e 253d-e); e nel Parmenide aveva mostrato come l’Uno e i Molti, l’essere e il non-essere, non possano essere pensati separatamente (137c-155e e 160b-166c). Tale corrispondenza tra la mente e la realtà, come vedremo, può consentire di definire il male, di capirne le cause, di presumerne gli effetti sulla vita degli esseri viventi, e di valutare se esista un modo per combatterlo.