Press "Enter" to skip to content

La nascita delle Pòlis

Iscriviti alla Newsletter!

Leggi la scheda su L’evoluzione delle pòlis e le guerre persiane


Non c’è dubbio che l’VIII secolo a.C. sia stato l’anno della svolta per quanto riguarda la storia greca e che sia stato l’anno in cui abbiamo di fronte a noi tutti gli elementi che segnano la definitiva nascita e consacrazione delle polis. Ripercorriamo brevemente gli elementi che hanno anticipato la loro nascita:

  1. comparsa della lingua scritta;
  2. sviluppo dei grandi santuari;
  3. fioritura dei culti eroici;
  4. aumento della popolazione;
  5. economia basata sull’agricoltura e sulla guerra;
  6. instaurazione di regimi politici pressoché stabili.

Tutta questa serie di presupposti storici, che comunque non si svilupparono nel breve termine, ma piuttosto di un secolo (il IX secolo a.C.) cioè di un lungo periodo storico. Si considera una data riconosciuta dalla storiografia come atto di nascita delle polis: il 776 a.C., vale a dire l’anno della prima Olimpiade che si tenne a Olimpia, una polis situata nell’Elide regione ionica, già famosa per i suoi templi (soprattutto quello in onore di Zeus) e meta di pellegrinaggio.

Generalmente nell’VIII secolo a.C. comunque si tende ad identificare il momento in cui i cittadini ricevono un vero e proprio inquadramento ufficiale all’interno di uno Stato che, per quanto in forma molto primitiva, possiede già un abbozzo delle funzione della città-stato, ovvero la polis.

La questione della “data ufficiale” è comunque incerta, anche e soprattutto perché non abbiamo delle attestazioni scritte certe che garantiscano una certa sicurezza riguardo alla data da considerare fondativa: eccetto l’Archeologia di Tucidide non abbiamo altre risposte soddisfacenti dalla storiografia greca. Tuttavia, il modello della città-stato non è sorto dal niente, e non è neanche da attribuire come “scarto storico” dell’Età del bronzo, sebbene il damos miceneo avesse una certa autonomia. Più probabili invece, sono gli influssi che i greci hanno ricevuto direttamente dall’Oriente grazie ai loro traffici mercantili: le comunità fenicie[1] erano di modeste dimensione e spesso godevano di una certa autonomia, anche se relativa al potere centrale. Esisteva all’interno di queste comunque un consiglio dei re (la prossima boulè), dei grandi santuari dove i fedeli si recavano in pellegrinaggio e avevano, chi più di loro, una politica di commercio e di colonizzazione di successo: nelle  polis greche ritroviamo rimarcate tutte queste caratteristiche, ed è per questo ragionevole attribuirgli il modello fenicio, più qualche sporadico e incerto influsso miceneo. Antonhy McElrea Snodgrass, eminente professore di Cambridge e archeologo specializzato nello studio della Grecia antica, afferma a più riprese nei suoi saggi che non si deve però dare tutto all’imitatio e all’emulatio la nascita delle polis: infatti, qualcosa di più grande, che neanche Omero è riuscito a tramandarci attraverso i suoi poemi, si era sviluppato nel “periodo buio”, qualcosa che ha cambiato le mentalità nei villaggi dell’Antica Grecia. Chi faceva allora parte delle prime città-stato? Se l’aristocrazia sembra avere un regresso nell’VIII secolo, ciò non significa che non fosse essa la classe dominante. Infatti, la polis democratica come noi la conosciamo è solamente un punto d’arrivo, attraversato da vari sviluppi storici precedenti intermendi.

Nell’VIII secolo dunque la maggior parte dei cittadini (il nostro esempio di riferimento è la polis per eccellenza, Atene) erano aristoi (i “migliori”). Questi incarnavano una classe sociale composta da contadini-soldati che godevano senz’altro di una libertà incondizionata data dal basileus, ovvero da una figura arcaica (questa sì) che gestiva tutte le terre; più in basso senz’altro stazionavano i contadini, come ci attesta Esiodo ne Le opere e i giorni, sfruttati e scontenti della loro condizione sociale. E infine al livello più basso della piramide sociale c’erano gli schiavi. Questa piramide spiega facilmente il motivo dei frequenti disordini sociali e tensioni che si traducono quindi negli scontri fra grandi e piccoli possidenti. Senz’altro i contadini “semplici” erano quelli che costituivano la massa più grande della popolazione della nascente polis ed erano la base dell’esercito oplitico, che essendo sempre in costante aumento, era anche sempre di più difficile gestione, ponendo i problemi che ritroviamo anche nell’Atene del periodo classico: i capi aristocratici, per tenere a bada l’esercito, erano costretti a dare concessioni sempre più grandi. Dopo tutto la guerra è una delle basi della città e della nozione stessa della cittadinanza.


Bibliografia

Mossè C., Storia dei Greci, Carocci Editore, Roma, 1997

Musti D., Storia Greca, Meridiani Mondadori, Milano, 1989

Lotze D., Storia Greca, il Mulino, Bologna, 1995

Cordano F. e Schirippa P., Le parole chiave della storia greca, Carocci Editore, Roma, 2008.

Pili G., Guerra e società nel mondo antico, www.scuolafilosofica.com, 2013.

Pili W., Il problema delle origini: gli albori della civiltà greca e le fonti archeologiche mediate dalle fonti linguistiche, www.scuolafilosofica.com, 2013.

Pili W., Introduzione alla storiografia di Erodoto, Tucidide, Polibio e le figure minori, www.scuolafilosofica.com, 2013.

Pili W., Civiltà micenea, www.scuolafilosofica.com, 2014.

Pili W., L’evoluzione verso le pòlis, www.scuolafilosofica.com, 2014.

 


[1] Spesso si tende a trascurare questa civiltà, la quale ha invece ricoperto un’importanza capitale nella storia antica.


Wolfgang Francesco Pili

Sono nato a Cagliari nell’aprile del 1991. Ho da sempre avuto nelle mie passioni, la vita all'aria aperta, al mare o in montagna. Non disdegno fare bei trekking e belle pagaiate in kayak. Nel 2010 mi diplomo in un liceo classico di Cagliari, per poi laurearmi in Lettere Moderne con indirizzo storico sardo all'Università degli studi di Cagliari con un'avvincente tesi sulle colonie penali in Sardegna. Nel bimestre Ottobre-Dicembre 2014 ho svolto un Master in TourismQuality Management presso la Uninform di Milano, che mi ha aperto le porte del lavoro nel mondo del turismo e dell'accoglienza. Ho lavorato in hotel di città, come Genova e Cagliari, e in villaggi turistici di montagna e di mare. Oggi la mia vita è decisamente cambiata: sono un piccolo imprenditore che cerca di portare lavoro in questo paese. Sono proprietario, fondatore e titolare della pizzeria l'Ancora di Carloforte. Spero di poter sviluppare un brand, con filiali in tutto il mondo, in stile Subway. Sono stato scout, giocatore di rugby, teatrante e sono sopratutto collaboratore e social media manager di questo blog dal 2009... non poca roba! Buona lettura

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *