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Tag: potere

Obbedire per paura o per rispetto? Prove di una precoce comprensione dell’autorità nei bambini

Ognuno di noi conosce bene la differenza tra un potere esercitato con la prevaricazione, la violenza e l’intimidazione, e un potere al quale, invece, ci sentiamo in dovere di obbedire perché giusto e legittimamente acquisito. È la differenza tra un potere basato sulla paura e un potere basato sul rispetto.

Se questa distinzione ci risulta familiare, ben poco sappiamo su quando emerga durante lo sviluppo la capacità di comprendere la differenza qualitativa che passa tra le varie forme del potere. Nel senso comune, e per lungo tempo in psicologia, si è pensato che un ruolo importante nell’acquisizione di questa conoscenza lo giocasse l’educazione, e che il bambino dovesse aspettare molti anni prima di poter intuire che all’autorità, quando legittima, si deve obbedienza.

Con una serie di esperimenti, raccolti in uno studio recentemente pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, insieme al Prof. Luca Surian dell’Università di Trento e alla Prof.ssa Renée Baillargeon dell’Università dell’Illinois, ho per la prima volta riscontrato la presenza, già nella prima infanzia, di una comprensione intuitiva della differenza tra una forma di potere basata sull’aggressività e una basata sul rispetto reciproco e sull’autorevolezza di chi è al comando.

Le energie degli uomini – W. James

Riporto e discuto la tesi sostenuta dallo psicologo e filosofo americano W. James nel saggio intitolato, in italiano, Le energie degli uomini – James, W. (1907). The Energies of Men. The Philosophical Review, Vol. 16, No. 1; pp. 1-20.

La tesi di James è che l’uomo vive, per cattiva abitudine, molto dentro i propri confini energetici, ovvero che l’uomo non adopera l’energia, che pure possiede, al suo massimo, e, così, agisce al di sotto del suo ottimo. Espressa in modo tanto vago la tesi sembra senz’altro vera. Dobbiamo però notare che essa racchiude in sé due tesi: una di tipo descrittivo, e una di tipo normativo. La tesi descrittiva è che l’uomo abitualmente non esprime tutta l’energia che possiede. La tesi normativa è che l’uomo dovrebbe esprimersi al massimo e che l’abitudine di vivere molto dentro i propri confini è cattiva.

Pensiamo che entrambe le tesi presentino dei problemi. La prima tesi presenta problemi che discendono dal fatto di non aver definito con precisione i termini usati. La seconda tesi presenta problemi che discendono dal fatto di non aver sviluppato a fondo le sue implicazioni pratiche. Ma prima di venire alla critica, riassumo brevemente l’argomentazione di James.