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Mese: Marzo 2012

Una questione di completezza – Scacchi, sistemi linguistici e sistemi formali

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Uno scorpione voleva attraversare un fiume e chiese ad una rana di portarlo. “No”, disse la rana “no grazie. Se ti portassi sul dorso tu potresti pungermi e la puntura di uno scorpione è mortale”. “Ma, non è logico” disse lo scorpione, gli scorpioni cercano sempre di essere logici “se io ti pungessi, tu moriresti e io affogherei.” La rana si convinse e lasciò che lo scorpione gli salisse sul dorso. Ma proprio nel bel mezzo del fiume la rana sentì un dolore terribile. Si rese subito conto che lo scorpione l’aveva punta. “E la logica?” chiese la rana nel mentre che incominciava a discendere verso il letto del fiume insieme allo scorpione “Non è logico quello che hai fatto”.“Lo so” disse lo scorpione “ma non posso farci nulla. E’ il mio carattere.”[1]

Orson Welles


Vuoi leggere un libro sulla filosofia degli scacchi? Un mistero in bianco e nero – La filosofia degli scacchi!


Ho sentito e letto critiche ai danni di quei pochi, ma importanti, “sistemi scacchistici”, critiche che si sviluppano attorno a due nuclei argomentativi distinti. Uno è lo scetticismo sulla qualifica delle mosse (definite in termini di “buone” o “cattive”), l’altro è l’osservazione che qualunque sistema di scacchi si sia dimostrato incompleto o, ancora peggio, incoerente.

Manifestare il dissenso con gli atti linguistici

Made By SF

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Mussolini marcia su Roma e vuole prendere il potere. Un’immensa folla lo segue. Prima domanda: la folla che segue Mussolini sta compiendo un atto linguistico favorevole alla presa del potere da parte del Duce oppure no? Invece, coloro che guardano Mussolini sfilare senza dire una parola, stanno sostenendo il Duce o no?

Entropy in a World of Causes

 Abstract

In this short paper will present ideas taken from some recent crossings between philosophy of causation, philosophy of time and speculative physics[G1]  (especially Albert 2000, Loewer 2007, Frisch 2007, Kutasch 2007) investigating on a way to reconcile counterfactual asymmetry and thermodynamic asymmetric features such as entropy. I will consider those proposals from their theoretical point of view and then present criticism taken from the authors above and some personal thoughts.

Language between Evolutionism and the Code Model. A criticalanalisys of Ferretti’s work: “Perché non siamo speciali” (2007).

 Abstract.

Providing an hypothetical synthesis between contemporary evolutionary theories and the main chomskian paradigm, and starting from a comparison among a Code Model of Language (tailored around an integration of Fodor’s L.O.T. view) and an ongoing original prospective about human language, Ferretti (2007) introduces many theoretical concepts. In this paper I will propose acritics of thosesolutions, underlining some uneasy consequences of his theoretical assumptions (with special regards over the notion of “intelligence”) trying, in the end, to sketch a personal proposal.

1.Introduction

Human Language is not totally social driven and conventional, rather its basis is structured beyond a strictly generative process that take part from given set of principles and parameters. With this simple[G1]  idea in mind, Noam Chomsky (1959) wiped away most of the behaviorist approach ambitions[1], changing the rules concerning not only research programs in linguistics but also giving an important impetus to cognitive science in its childhood.

Storia Romana (III) – L’impero romano: da Augusto a Costantino


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Nel 31 a.C. Ottaviano, grazie alla vittoria conseguita ad Azio a discapito di Antonio, si trovò ad essere padrone assoluto dello Stato Romano. La conclusione delle guerre civili, però, lasciva dubbio il futuro: a chi deve andare il potere? E come? I romani pur continuando a credere nei valori repubblicani e continuando a percepire la monarchia assoluta come una negazione delle proprie libertà, erano disposti ad affidare il potere ad una persona sola, confidando nel fatto che avrebbe potuto mantenere quella pace duratura interna che, ormai, mancava da quasi un secolo. In questo particolare momento, Ottaviano capì bene che per arrivare ad avere il potere assoluto doveva mantenere e rispettare le istituzioni politiche, almeno a livello formale: convenzionalmente con il 31 a.C. si fa iniziare il Principato, ovvero il regime istituzionale incentrato sulla figura di un reggitore unico chiamato princeps.