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Tag: invecchiamento

Longevità – Perché invecchiamo e perché non dovremmo farlo – David Sinclair

Sinclair, D., (2019), Lifespan, London: Harper Collins


Longevità è un saggio introduttivo ai principi chimico-biologici della durata nell’esistenza, per dirla filosoficamente. Sinclair si prefigge come obiettivo quello di spiegare le ultime ricerche sulla longevità (ovvero, sulla prolungazione della vita indefinitamente). Egli enuncia cause ed effetti di quella che lui ha chiamato “teoria informazionale della longevità”. Inoltre, Sinclair cerca di trarre utili conseguenze dai dati ricavati per avere immediatamente un impatto sulla propria (e altrui) qualità e quantità della vita. Probabilmente futuro premio Nobel, Sinclair delinea le principali tesi che possono riassumersi in poco, ovvero nello spazio di questa recensione.

Prima di tutto le cause. La vecchiaia, secondo Sinclair, dovrebbe essere equiparabile ad una malattia. Non esiste un limite fissato ex ante per la morte, o la vecchiaia stessa. Per quanto ne sappiamo sulla codifica del genoma umano, non esiste una combinazione meccanica di geni che porti alla morte. La vecchiaia, secondo Sinclair, è causata essenzialmente dalla moltiplicazione di errori nella codifica del DNA, e altri processi cellulari, a seguito di cause esterne.

Vecchiaia e giudizio morale: Chi è stato negligente?

Sempre più evidenze indicano che con la vecchiaia il giudizio morale vada incontro a importanti cambiamenti. Un nuovo studio, da me condotto in collaborazione con J. Geipel dell’Università di Chicago, C. Hadijcristidis e L. Surian dell’Università di Trento, suggerisce che nell’anziano aumenti la propensione ad attribuire negligenza alle azioni altrui. Questa propensione sarebbe particolarmente utile a spiegare come mai l’anziano sia più severo nel condannare chi, pur non avendone avuto l’intenzione, per errore provoca un danno agli altri (danno accidentale).

Invecchiamento e pensiero morale

Il nostro modo di giudicare la moralità di azioni e individui subisce delle trasformazioni quando invecchiamo? Se sì, quali, e perché le subisce? Ad affrontare queste domande è un’indagine sperimentale condotta da me, Janet Geipel (Università di Chicago), Constantinos Hadjichristidis e Luca Surian (Università di Trento), recentemente pubblicata sulla rivista Experimental Psychology.

Lo studio riporta che, rispetto agli adulti più giovani, gli anziani, nel giudicare la scorrettezza di alcune azioni connotate moralmente, danno maggiore peso alle conseguenze dannose dell’azione e minore peso alle intenzioni, buone o cattive, possedute da chi agisce. L’analisi morale dell’anziano è così focalizzata su quello che di fatto avviene, e non su quello che era nelle intenzioni di chi agiva.