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Tag: Buster Keaton analisi personaggi

Il cinema di Buster Keaton

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Pili G., (2019), Anche Kant amava Arancia Meccanica – La filosofia di Stanley Kubrick, Pistoia: Petite Plasiance

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Lui non lo arruoliamo. Può servire il sud meglio come macchinista!

Buster Keaton – The General

Riassumere in poche parole la carriera di un regista, sceneggiatore e attore come Buster Keaton (1895-1966) è sostanzialmente impossibile e, soprattutto, non renderebbe giustizia a colui che fu definito “una faccia di bottiglia”. Ci accontenteremo di tracciare qualche riflessione sulla base di alcuni suoi mediometraggi e lungometraggi.

Intanto, va notato che Buster Keaton era uno dei primi registi e attori del cinema muto, già figlio del montaggio, inventato dall’altro americano David W. Griffith (La nascita di una nazione (1915)). Inoltre, c’erano già grandi registi, compreso il fondamentale Sergej Esenstein (1898-1848) e Frederich Murnau (1888-1931). In realtà, il cinema del periodo di Buster Keaton aveva già superato una certa en passe rispetto al problema di trovare dei contenuti validi da esprimere mediante il cinema. Murnau, Eisenstein, Dreyer e poi Lang stavano formando il cinema, imponendo nuovi standard per quanto riguarda sia la forma che i contenuti della rappresentazione cinematografica. Soprattutto, il cinema stava rapidamente affermandosi sia come strumento di intrattenimento per le masse, ma poi anche per le altre classi sociali (in particolare, la borghesia). Rimane comunque che il cinema è proprio l’emblema della cultura di massa nascente nel periodo dell’età degli imperi, giacché la società di massa interconnessa e fondata sui grandi numeri demografici, con i relativi divertimenti, angosce e inquietudini, nasce proprio in quegli anni e il cinema ne è ancora il più grande testimone.