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Tag: Infinito

Giordano Bruno – Vita e pensiero

Vita

Se i primi umanisti erano ancora uomini che non avevano ripudiato la vita ecclesiastica e vedevano nel cristianesimo la religione razionale, nonostante si fosse ormai fatta strada l’idea che sussistesse una pluralità nelle visioni e interpretazioni sia relativamente alle sacre scritture, sia relativamente alla religione stessa, con Bruno ci si avviava ad una svolta decisiva.

Come tutti i letterati, anche Bruno iniziò i suoi studi all’interno di ambienti religiosi, ma, ben presto, sarà costretto a fuggire per non essere inquisito. Giordano (il suo nome di battesimo era Giovanni, poi cambiato in Giordano all’entrata nell’ordine domenicano) nasce a Nola nel 1548, entra a diciotto anni nell’ordine e nel 1576 è costretto a lasciare la città per non essere inquisito, perché sospettato di eresia. Incomincia una serie di viaggi che lo vedono protagonista di una serie di vicende fondamentali per comprendere la sua personalità, sempre volta al rifiuto dell’autorità costituita. A Ginevra si converte, per un breve periodo, al calvinismo. Ben presto entra in conflitto con la comunità e, dunque, è costretto a riparare a Parigi. Dalla città più importante di Francia si sposta in Inghilterra, a Oxford. Successivamente si reca in Germania e a Praga e, in fine, viene chiamato da un nobile veneziano per impartirgli lezioni sull’arte della memoria (memotecnica). Ma il nobile, forse perché scontento delle lezioni di Giordano, lo consegna alle mani dell’inquisizione, così Bruno viene condotto a Roma con l’accusa di eresia. A Roma viene imprigionato e torturato, fino a che Bruno accetta di ritrattare le sue posizioni filosofiche. Nonostante ciò, i misericordiosi aguzzini lo lasciano in prigione per otto anni, prima di portarlo alla piazza laddove verrà arso vivo nel 1600.

Zenone di Elea – Vita e opere

Vita

Se di qualche presocratico si ha qualche cenno biografico, così non è per Zenone di Elea del quale si sa solo che fu amico e discepolo di Parmenide, rispetto al quale era di venticinque anni più giovane. In base a ciò la sua vita si può datare tra il V secolo a.C., si può supporre che nacque attorno al 490-480, date sino ad un certo punto indicative.

Scrisse un’opera di cui abbiamo cinque frammenti e questa, a differenza che il trattato di Parmenide, era in prosa.

La causalità deduttiva di Spinoza – Analisi e storia di un concetto

Iniziamo la nostra analisi a partire dagli assiomi fondamentali della causalità per Spinoza.

3) Da una data causa determinata segue necessariamente un effetto e , al contrario, se non si dà alcuna causa determinata è impossibile che segua un effetto.

4) La conoscenza dell’effetto dipende dalla conoscenza della causa e la implica.

5) Le cose che non hanno tra loro nulla in comune non possono neppure essere comprese l’una per mezzo dell’altra, ossia il concetto dell’una non implica il concetto dell’altra.

Si tenga conto dell’ultima proposizione della prima parte dell’etica, la proposizione 36:

  1. Nulla esiste dalla cui natura non segua un effetto.

Il terzo assioma stabilisce che dato un qualunque evento, definito come causa, non può non seguire un secondo evento, detto effetto. Per qualunque azione in natura esiste una causa precedente ed un effetto susseguente. La catena di eventi non s’interrompe in un punto qualunque, al contrario non esiste alcun evento che non sia inserito nel mezzo tra le sue cause e i suoi effetti.

La questione dell’infinito: uno spunto di riflessione ad amplissimo raggio.

Di Pili G., www.scuolafilosofica.com

Vale la pena di riflettere un attimo sulla delicata questione dell’infinito: cosa è infinito?

L’infinito ammette diverse definizioni, al variare della definizione varia anche la sua stessa concezione. Innanzi tutto bisogna notare come dell’infinito noi non abbiamo mai esperienza diretta. Di fatti si tratta sempre di una supposizione quella dell’esistenza dell’infinito: che lo spazio cosmico sia infinito è tutto da dimostrare ( tanto che si dice che l’universo non sia infinito ma in continua espansione… -dove si espanda una cosa in continua espansione non mi è chiaro- ) e anche che la retta o i numeri siano infiniti è una questione di parole, soprattutto. Che io sappia, ancora non sono riuscito ad arrivare ad un termine ultimo per dire: di questo so per certo che è infinito.