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Giordano Bruno – Vita e pensiero

Vita

Se i primi umanisti erano ancora uomini che non avevano ripudiato la vita ecclesiastica e vedevano nel cristianesimo la religione razionale, nonostante si fosse ormai fatta strada l’idea che sussistesse una pluralità nelle visioni e interpretazioni sia relativamente alle sacre scritture, sia relativamente alla religione stessa, con Bruno ci si avviava ad una svolta decisiva.

Come tutti i letterati, anche Bruno iniziò i suoi studi all’interno di ambienti religiosi, ma, ben presto, sarà costretto a fuggire per non essere inquisito. Giordano (il suo nome di battesimo era Giovanni, poi cambiato in Giordano all’entrata nell’ordine domenicano) nasce a Nola nel 1548, entra a diciotto anni nell’ordine e nel 1576 è costretto a lasciare la città per non essere inquisito, perché sospettato di eresia. Incomincia una serie di viaggi che lo vedono protagonista di una serie di vicende fondamentali per comprendere la sua personalità, sempre volta al rifiuto dell’autorità costituita. A Ginevra si converte, per un breve periodo, al calvinismo. Ben presto entra in conflitto con la comunità e, dunque, è costretto a riparare a Parigi. Dalla città più importante di Francia si sposta in Inghilterra, a Oxford. Successivamente si reca in Germania e a Praga e, in fine, viene chiamato da un nobile veneziano per impartirgli lezioni sull’arte della memoria (memotecnica). Ma il nobile, forse perché scontento delle lezioni di Giordano, lo consegna alle mani dell’inquisizione, così Bruno viene condotto a Roma con l’accusa di eresia. A Roma viene imprigionato e torturato, fino a che Bruno accetta di ritrattare le sue posizioni filosofiche. Nonostante ciò, i misericordiosi aguzzini lo lasciano in prigione per otto anni, prima di portarlo alla piazza laddove verrà arso vivo nel 1600.

Tra i filosofi più importanti del periodo della prima modernità, Bruno è simbolo di quello spirito dominante tra i filosofi e gli intellettuali, che reclamavano maggiore libertà di pensiero e parola, spiriti che non potevano che entrare in diretto contrasto con gli interessi materiali e ideologici di un’istituzione la cui legittimità fondava direttamente sull’assunzione dogmatica di un corpus ideologico incoerente ma coerente nello stato di interesse generale. Bruno, infatti, cedette le armi solo di fronte alle torture reiterate, una resa che non vale molto perché estorta con mezzi inefficaci a distruggere le idee. Bruno fu, dunque, un uomo di grande personalità, simbolo dell’intellettuale che preferisce rubare il fuoco proibito, piuttosto che adeguarsi alle catene della dogmaticità.

Filosofia

Bruno fu il primo filosofo a cogliere le straordinarie potenzialità e implicazioni insite nella rivoluzione copernicana. Bruno parte dal cambiamento nel paradigma cosmologico, operata da Coperinico, per ripensare alle basi metafisiche e ontologiche della realtà. L’universo è rivoluzionato dalla nuova visione scientifica alla quale fa mediazione il neoplatonismo. La concezione dell’universo non è più finito e concluso in se stesso, come voleva una lunga tradizione che risaliva fino ad Aristotele, il cosmo è infinito e composto da pianeti a loro volta abitati da popoli. Per Bruno esistono infiniti mondi con infinite popolazioni, così che non esiste un centro univoco, né in base a questioni sociali, religiose o cosmologiche.

L’universo richiede un creatore, Dio, assolutamente infinito nella grandezza e nella potenza. L’infinito è onnicentrico, cioè non ha un centro unico ma ne ha infiniti, e si muove non perché esistano forze agenti esterne ma perché esistono forze interne alle cose, così che è annullata per intero la dottrina aristotelica delle quattro cause, fondamento non solo della visione peripatetica ma anche di quella scolastica. E’ in questo senso che si può capire il dissenso della Chiesa. Bruno, quindi, concepisce il mondo come derivato dall’Uno.

Oltre al rifiuto della fisica d’impostazione tomista, dunque, peripatetica, vi è anche il rigetto della logica aristotelica. Egli sostiene che la memoria sia la base del funzionamento dell’intelletto, così che è questa facoltà a dover essere maggiormente esercitata e sviluppata; in questo si ritrovano gli echi di Lullo e Cicerone.

In accordo con la sua visione neoplatonica e rinascimentale, che voleva l’uomo come colui che deve essere guidato dalla ragione e deve condurre la natura, egli sostiene l’importanza della magia e dell’astrologia come mezzi di controllo dell’uomo sul suo ambiente. Magia e astrologia, dunque, che sono visti come utili strumenti per gestire l’esistente, strumenti che, al tempo di Bruno, non solo erano coltivati attivamente ma pure sostenuti dagli intellettuali. La natura è estensione di una sostanza corporea e incorporea, tale che l’uomo a conoscenza di ciò può dotarsi degli strumenti idonei per cambiare il mondo.

In fine, anche Bruno concepisce una morale, o, più propriamente, una visione metafisica tale che la realtà, in quanto base naturale dell’uomo, influenzi l’azione degli esseri umani. Per quanto il pensatore sia stato inserito nella cultura rinascimentale, dove l’uomo è fondamentalmente propenso ad una vita attiva, egli privilegia la vita contemplativa sull’azione, perché solo la vita attiva consente un’ascesi verso la divinità. Il governo giusto sarà, quindi, uno specchio dell’ordine naturale che solo i filosofi possono cogliere così che è coerente con questa visione l’adozione di una religione che controlli i più, così da assoggettarli ad un maggior controllo. Si noti come per Bruno la religione sia uno strumento di potere, non come oggetto di riflessione per ragioni superiori, giacché la fede è subordinata alla ragione.


Bibliografia

Adorno, Gregory, Verra, Manuale di storia della filosofia ( voll. 2. ), Laterza, Roma-Bari, 1996.

Mori M., Storia della filosofia antica e medioevale, Laterza, Roma-Bari, 2005.

Severino E., Filosofia dai greci al nostro tempo. Filosofia antica e medioevale, Rizzoli, Milano, 2004.

Severino E., Antologia filosofica, Rizzoli, Milano, 1988.


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

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