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Scuolafilosofica Posts

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Cosa è ScuolaFilosofica?

ScuolaFilosofica (SF)

è un progetto che ha come Ideali:

  • Diffondere la Cultura e la Ragione in ogni forma.
  • Dare spazio a tutti coloro che hanno voglia e facoltà.
  • Fornire risposte per ogni segnalazione ricevuta.
  • Creare un buon portale di filosofia analitica.
  • Sostenere le iniziative dell’associazione culturale Azione Filosofica. 

Il Nostro ideale è quello di proporre una libera diffusione di materiali scelti e di fornire un punto di contatto tra persone interessate alla discussione delle proprie idee e opinioni, in piena libertà e in linea con la responsabilità che ogni intervento richiede. Il nostro Ideale impone tale responsabilità, ed è sostenuta nella convinzione che Conoscenza e Democrazia debbano passare anche attraverso portali liberi da Istituzioni e da qualunque barriera che non favorisca il libero accesso ai contenuti della Ragione.

Perché collaborare? Perché sì!

Vai a vedere come!

Vuoi vedere un video di presentazione?

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Intervista a Claudio Selleri, editore con la casa LE DUE TORRI di Bologna

Cari lettori e lettrici di Scuola Filosofica, oggi vi proponiamo una nuova intervista condotta dal Team Cultural Promoting a Claudio Selleri, editore con la casa LE DUE TORRI di Bologna. LE DUE TORRI è nata negli anni ’90 nel campo dell’editoria specializzata nell’ambito dei giochi diventando in breve tempo l’editore di scacchi più tradotto all’estero. Nel corso della sua attività ha inoltre inaugurato la collana ‘Spiritualità’, in ambito di ricerca del sé, psicologia ed esoterismo, e la collana ‘Filosofia’, nata con il contributo di Scuola Filosofica. Vi auguriamo una buona lettura!

Benvenuto su Scuola Filosofica a Claudio Selleri che ringraziamo per la sua gentile disponibilità a questa intervista.

Cercasi partecipanti per ricerca scientifica online – in palio 50 euro

Caro lettore,

cliccando su questo link https://run.pavlovia.org/elena/fastx/html potrai parteciperai a una ricerca scientifica on-line, della durata di circa 25 minuti.

Partecipando avrai la possibilità di ricevere uno dei tre premi di 50 euro messi in palio. Ti chiederemo di indicarci la tua e-mail; questo dato è opzionale, ma necessario per partecipare all’estrazione.

Prima di iniziare spegni il cellulare e ogni fonte di distrazione sul pc. Inoltre, nella schermata iniziale in cui ti comparirà la voce “Partecipante” inserisci solo le tue iniziali seguite dalla tua data di nascita. Infine, ricorda che una volta concluso l’esperimento è necessario attendere e poi premere il tasto ‘OK’ nella schermata finale, cosicché le tue risposte vengano registrate dal sistema.

La ricerca è condotta dall’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con l’Università di Trento e la London School of Economics. Per domande o segnalazioni scrivi a francesco.margoni@unitn.it o elena.nava@unimib.it

Grazie ancora per la tua preziosa partecipazione!!

Chess, the mirror of geopolitics – Chess as cultural space of world competition

StarFlames (pixabay.com)

Download the article here!


Chess and geopolitics, chess as a mirror of geopolitics! In this short post chess is presented as the representation of the current geopolitical competition. Chess has traveled the history of humanity from East to West. And now probably chess is returning to the (far) East. The strongest players in the world statistically are already non-Westerners: Chinese, Russian and other nations. During the last world championship (2018), two Western players from NATO block countries competed: USA – Caruana, grown in Italy, a long-time NATO country that also hosts the American atomic warheads and has 12,000 American soldiers, thirds or quarters by number exceeded only by Germany, Japan and South Korea; and Magnus Carlsen from Norway, a NATO country and among the closest to the UK-US influence at least since the Arctic ice has stirred the joint interest of Russia, China and the United States for the control over the new routes of maritime trade, which moves 90% of all world commercial traffic.

Intervista al Dott. Giulio Giovanni Sulis, otorinolaringoiatra e specialista in Neuroauricoloterapia

Cari lettori e lettrici di Scuola Filosofica, oggi vi proponiamo un’intervista condotta dal Team Cultural Promoting al Dott. Giulio Giovanni Sulis, Otorinolaringoiatra, specializzato in Neuroauricoloterapia nonché appassionato di violino e viola, strumento che studia con grande passione. Vi auguriamo una buona lettura!

Benvenuto su Scuola Filosofica al Dott. Sulis che ringraziamo per la sua gentile disponibilità a questa intervista.

La disciplina nella quale è specializzato, la Neuroauricoloterapia, ha suscitato in noi un grande interesse e una forte curiosità. Avendone lei studiato anche la storia, da cosa è nata l’intuizione che ne è alla base? C’è stato qualche scoperta o studio scientifico che in quel determinato momento ha portato a sviluppare la teoria base della disciplina?

Lettera da un amico – Ai tempi del Covid-19

Io che vivo in un’isola pressoché deserta del Pacifico, ai confini della civiltà, e osservo ogni giorno le onde infrangersi sulle scogliere, ascoltando le grida degli uccelli e il rumore del vento, io che insomma me la spasso tutto il giorno, nudo, al sole… ho ricevuto da un caro amico della terraferma un messaggio recante notizie allarmanti ma anche qualche buona riflessione.

È tutto vero?

Carissimo amico,

spero tanto che questo messaggio ti trovi in buona salute. Hai saputo? Qui la situazione non è felice. Un virus si sta rapidamente propagando, e i nostri governi hanno imposto misure restrittive al fine di contenere l’epidemia. Le persone non escono dalle proprie abitazioni, la circolazione è fortemente ridotta, le scuole e i negozi sono chiusi e chi può farlo lavora da casa.

La libertà individuale è dunque limitata. Come diceva quel tale “Ogni anima o persona sia sottomessa ai poteri superiori, alle autorità costituite” (Rm 13, 1). E i poteri superiori, in questo frangente, ordinano di rimanere in casa. La limitazione della libertà di ognuno sembra essere l’unico mezzo per giungere al fine da molti desiderato, ovvero ridurre il contagio e il numero delle vittime.

Chiarimenti sul liberalismo – Parte 2

Per capire meglio la natura del pensiero liberale a seguito dei due articoli sull’efficienza morale e sulla valutazione morale delle istituzioni pubbliche


Queste note sono nate da una bella conversazione con un nostro interessato lettore, che ha posto molte obiezioni pertinenti e classiche al pensiero liberale. Vivendo in un periodo che dice di essere liberale ma invece è illiberale alla radice, tali obiezioni sono interessanti per qualunque lettore di SF. Riporto solo le mie risposte.

Liberalismo, causalità e determinismo – Una difesa
Tre osservazioni. (a) Il liberalismo è compatibile con il determinismo forte – come lei suggerisce. Per il liberale ciò che conta è la possibilità d’azione in conformità con l’elaborazione dei valori a seconda di quanto uno crede o pensa. Questo l’ho esposto con molta chiarezza essendo io stesso un causalista (cioè ritiene che il libero arbitrio è un’idea filosofica errata). Questo è stato esplicitamente scritto dall’articolo “Efficienza come precondizione e valore morale“. Lì la posizione va proprio in linea con quelle evidenze empiriche che sembrano mostrare che il libero arbitrio non è in linea con le ultime ricerche scientifiche. (b) Le evidenze empiriche non eliminano la validità di alternative in questo senso. Primo, il libero arbitrio – come sosteneva Kant che era in parte causalista anche lui – è una condizione a priori e quindi non validabile empiricamente tanto è che Kant stesso lo pone come principio morale ma come indimostrabile – né sconfiggibile (come antinomia della ragione). Secondo, le evidenze scientifiche non dimostrano niente perché non sono appunto relative alle scienze dimostrative ma empiriche e, in quanto tali, suscettibili di revisione empirica. Ma in ogni caso, una tesi metafisica come il libero arbitrio rimane valida (difendibile) anche in presenza di limiti. Inoltre, il fatto solo di dire che siamo animali sociali – e quindi limitati nell’azione da elementi esterni – non significa niente se non che esistono limiti esterni. Nessun liberale direbbe il contrario. (c) Siamo passati da una analisi del liberalismo ad una analisi della libertà. Tornando al liberalismo, di nuovo, non c’è scritto da nessuna parte che il soggetto razionale è un solipsista morale. Inoltre, ma una visione alternativa in cui tutti è riposto nei fattori esterni non aiuta neppure le visioni contrarie. Sostenendo quanto sostiene, semplicemente qualsiasi visione politica diventa priva di responsabilità individuale che ricade nel paradosso che allora davvero nulla dipendendo dall’individuo tutto dipende da un non conclamato gruppo. In poche parole, una persona non risponde a me come libero cittadino razionale. Costui non esiste. Costui è un’istanza di un gruppo che si “materializza” (vallo a capire in che modo) e che mi scrive senza alcuna razionalità personale per mezzo di restrizioni naturali e sociali. Come dovrei prendere un’entità siffatta? Dal mio punto di vista, dovrei dire che non piacendo rispondere ad una macchina preimpostata non dovrei neanche rispondere. Invece, io credo che costui ha un suo punto di vista, che probabilmente non condivido ma che ha tutta la libertà e liceità di affermarlo e io ho la scelta di replicare o no. Siccome credo nel libero mercato delle idee e nel fatto che bisogna discutere per migliorare io e il lettore, rispondo supponendo che chi mi scrive sia un individuo le cui azioni sono sue in senso nitido – causalista o non causalista – e che costui è responsabile di esse. La sua storia personale, la sua appartenenza sociale (le varie, dalla famiglia, al rione alla città etc.) non mi interessano perché esse non eliminano la sua individualità e il fatto che costui è libero di causare il mondo in tal modo che io devo leggere e scrivere per dire il mio punto di vista.

Sorites goes to war – For an ontology of war

Metropolitan Museum of Art / CC0

Pili G., (2020), “The wild bunch is enrolled to the army – Sorites paradox and the problems for the ontology of war”, Areté – International Journal of Philosophy, Human & Social Sciences, VOL. 5, 231-249.

It is with my great pleasure to announce the publication of my last peer-review paper! You can find it here! Don’t wait to download and quote it!


Table of contents: 1. Introduction; 2. The wild bunch is enrolled into the army; 3. Toward an
ontology of war thinking through the Sorites paradox; 4. Conclusions


Abstract1 gunshot is not a war, 2 gunshots are not a war… are 1 million gunshots a war? There is no such thing so investigated as war and, at the same time, still so outcasted theoretically. Ambiguity, vagueness and logical conundrums lay unsolved in the very hardcore of the several theories that considered war from a general perspective and, then, philosophically committed explicitly or implicitly. It is not the experience and observational data we lack but the general
ability to generalize and expand our knowledge beyond what we can directly observe empirically and historically. Sorites arguments are everywhere in war theories: vagueness and ambiguities of many shapes inform the literature. Only a philosophical account of war can solve some of those issues: an ontology of war is needed to bring light into the heart of darkness. 

Intervista a Domizio Cipriani Gran Priore Magistrale dell’Ordre des Templiers de Jerusalem

Cari lettori di Scuola Filosofica, vi proponiamo oggi un’intervista a Domizio Cipriani, autore del libro Templari e Rosacroce. L’Ordine d’Oriente edito da BastogiLibri nel 2019, e Gran Priore dell’Ordre des Templiers de Jerusalem che si è gentilmente messo a nostra disposizione per l’occasione.


Benvenuto su Scuola Filosofica a Domizio Cipriani, Presidente e Gran Priore Magistrale dell’Ordre des Templiers de Jerusalem del Principato di Monaco nonché autore del libro Templari e Rosacroce. L’Ordine d’Oriente. La ringraziamo per essersi messo a disposizione per questa intervista.

Buongiorno a tutti e grazie dell’opportunità per poter condividere con voi le mie esperienze e le nostre conoscenze.

Chiarimenti sul liberalismo – Parte 1

Per capire meglio la natura del pensiero liberale a seguito dei due articoli sull’efficienza morale e sulla valutazione morale delle istituzioni pubbliche


Queste note sono nate da una bella conversazione con un nostro interessato lettore, che ha posto molte obiezioni pertinenti e classiche al pensiero liberale. Vivendo in un periodo che dice di essere liberale ma invece è illiberale alla radice, tali obiezioni sono interessanti per qualunque lettore di SF. Riporto solo le mie risposte.

Military virtues – An individual perspective – 3

By Ssolbergj – The vexilloid of the Roman Empire

Always keeping in mind the importance of the classical period of Roman history, Vegetius suggests that the best soldiers are peasants in peace: they are more accustomed to the harsh reality of hard work for surviving, to the difficulties of a merciless and uncomfortable life. They are also well-motivated people not to die because they have a lot to lose. Even if it was not the subject of (fairly recent) studies, it was already clear in the past that humans considers the fear of loosing more relevant for making decision than betting to get something more. One strives for the defense of what already owns, rather than the love of risk for something better. According to the studies of neuroeconomics, this is true for a ratio of 2/1, so that peasants already have several virtues useful from a military point of view.