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Mese: Febbraio 2020

9. L’intelletto e le sue categorie

Image by Pete Linforth from Pixabay

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Fino a qui abbiamo visto che l’esperienza è il risultato della combinazione di dati immessi dallo spazio e dal tempo all’interno della nostra mente. Kant non avrebbe parlato di mente, ma fa capire l’idea. La domanda successiva, che è una delle direttive principali di tutto il pensiero kantiano applicato alla conoscenza, è relativa all’unità di questi dati di senso. Ovvero, la nostra esperienza ordinaria non è disgiunta per istante in entità individuali separate, come avrebbe voluto, o meglio, ritenuto la filosofia della mente elaborata da David Hume. Per Hume noi abbiamo solo dati di senso esperiti per ciascun istante. L’unità delle idee è dovuta a principi di aggregazione come somiglianza e continuità. Ma, obietterebbe Kant, che pure considerò Hume il filosofo che lo “svegliò dai dogmi della metafisica”, come è possibile allora che noi non abbiamo singole collezioni di dati di senso ma vere e proprie unità? La parola che usa Kant per indicare questa unità di dati di senso è “fenomeno”. Un fenomeno è qualsiasi cosa l’intelletto – la mente – riunisca in un’unità a partire dai dati di senso. Una palla è un fenomeno in questo senso: essa è una un’unità di dati di senso dove l’unità è data infatti non dai dati ma dalla mente – intelletto.

Filosofia della carezza – Come amare nel rispetto della libertà dell’altro


Molte volte facciamo coincidere con l’Amore un sentimento di proprietà e di appartenenza, saltando il livello della libertà che rappresenta il luogo stesso dove l’Amore vive e ha bisogno di vivere. L’eros vive al suo interno una condizione di continua ambiguità equivocando, all’interno della relazione etica come metafisica, tra l’immanenza e la trascendenza, passando dall’altruismo all’egoismo e rischiando continuamente di trasformare il desiderio metafisico, dell’invisibile, mistero in cui si racchiude l’enigma della femminilità, in bisogno fisico del visibile che si esprime nella voluttà e nel godimento. La partita dell’eros come relazione che mantiene la metafisicità, rischiando continuamente di perderla, viene giocata tutta nel desiderio dell’intimità erotica attraverso la ricerca della nudità senza profanazione.