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Mese: Agosto 2021

Fabrizio Minniti | Tragedy in Afghanistan: Recent History and Developments | Intelligence & Interview N.38 | Giangiuseppe Pili


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I know few people who are better suited to cover the recent (tragic) events in Afghanistan than Fabrizio Minniti. Fabrizio is an expert in the region, and he stationed there for some time. I had the pleasure to listen to him talking about it, and I realized that he was the perfect person to address the new Afghan context, and helping us in understanding the unfolding events. All the people selected and interviewed for Intelligence and Interview are outstanding experts and researchers, and some of them I know personally. However, Fabrizio is uniquely positioned as he is my first co-author’s paper in an international journal: What Happened? After-Effects of the 2007 Reform Legislation of the Italian Intelligence Community! Thank to his deep knowledge of the intelligence realm, especially at the national level, we issued a paper on the history of Italian intelligence for the International Journal of Intelligence and CounterIntelligence, which is still substantially a unique piece of research considering the Italian case. It was a great honor and experience working with him on this project and, please, don’t ask: We will work on follow-ups very soon! Then, I invite you to follow Fabrizio and his work, starting from this interview. It is then with my distinct pleasure to publish the interview on Scuola Filosofica – for those who don’t know it yet; it is one of the leading cultural blogs in Italy. In the name of Scuola Filosofica Team, our readers, and myself, Giangiuseppe Pili, Fabrizio: thank you!


1# Fabrizio, let’s start from the basics. How would you like to present yourself to the international readers, and Philosophical School (Scuola Filosofica)?

I am Fabrizio Minniti, a former researcher at the Military Centre for Strategic Studies (Italian MoD), international security expert, analyst, consultant, and political advisor to international organizations. I am the author of numerous publications on terrorism, intelligence, and nuclear non-proliferation.

Band of Robots – La guerra all’epoca dei sistemi d’arma autonomi

https://pixabay.com/it/photos/robot-robotica-futuro-tecnologia-2658699/

Automatismi e Autonomia[1]

L’indispensabile processo di definizione, con la migliore precisione possibile, dell’oggetto dell’indagine è particolarmente difficile quando si debbano prendere in considerazione gli sviluppi della tecnologia che da sempre accompagnano, in forma pressocché simbiotica, l’evolversi della storia umana. Quando poi la tecnologia è quella militare, le cose si complicano ulteriormente perché le armi nascono dalla cultura tecnica generale di una società, nel contempo però la influenzano e la condizionano; sono strumenti per distruggere una realtà ritenuta inaccettabile e costruirne una nuova, e ciò facendo spargono sangue umano. Non vi è da stupirsi quindi che, dalle origini dell’uomo, all’attrezzo “arma” sia stata dedicata una attenzione particolare e che la loro evoluzione sia stata in molti casi più accelerata di quella dei manufatti non adatti ad uccidere.

Una guida alla pubblicazione internazionale “Peer-review” – Tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:In_Peer_Review_We_Trust.jpg

Abstract

In questo lavoro presentiamo Una guida alla pubblicazione internazionale. Questa analisi intende guidare il lettore alla comprensione del meccanismo di pubblicazione della ricerca internazionale nelle principali riviste di settore che costituiscono il benchmark universale della ricerca scientifica.


Introduzione

Scrivo questo articolo in lingua italiana, perché so molto bene che un testo simile può avere uno scopo principalmente per persone come me, ovvero che hanno iniziato a studiare in Italia completamente all’oscuro di come funziona il sistema editoriale scientifico che è alla base di ogni carriera universitaria e simil-universitaria (think tank etc.) all’estero, dove con ‘estero’ intendo un limitato numero di stati che fanno capo principalmente (ma non esclusivamente) al sistema anglo-americano (USA, UK etc.) o europeo-continentale (Germania, Olanda, Polonia etc.). Infatti, un preciso percorso meritocratico, ovvero fondato principalmente su fatti misurabili, è appannaggio di pochi Paesi. Non starò qui a sostenere in quale contesto l’Italia si situi e lascio decidere al lettore da che parte stare. Ma quale che sia la sua parte, sarà potenzialmente interessato a scoprire come funziona il meccanismo scientifico di pubblicazione, che è fatto di regole precise e misurabili.

La Costituzione estetica al genitivo impolitico d’un Potremmo

Da Heidegger, il Destino della Metafisica Occidentale non sembra tanto l’aver “ridotto” l’Essere ad un ente particolare. Questo identificherà l’idea di Platone, il motore immobile di Aristotele, la res cogitans di Cartesio ecc… Piuttosto, il Destino della Metafisica Occidentale si compirebbe avendo “esagerato” l’Essere. Servirà “caricarvi” il potere d’un ente particolare, ed essenzialmente per lo strutturalismo in politica. Heidegger menziona il “mistero” d’un cammino verso il linguaggio. Forse egli ci chiede di rimpiazzare la politica, e mediante l’estetologia. Solo quest’ultima è percepibile mettendo la creatività prima della libertà. Precisamente, l’estetologia vale nella sua formatività. La creatività presuppone il potremmo, per cui uno si limita da solo, verso un servizio agli Altri, senza la necessità dell’autogiustificazione (mediante la “banalità” d’un potere).

Da Heidegger, ci ricordiamo la dialettica fra il Welt e la Erde. Il primo identificherà il Mondo (per il concettualismo del potere); la seconda rinvierà alla Terra (da un “lirismo” del potremmo)[1]. Forse, l’ontologismo di Heidegger va filtrato tramite il vitalismo di Deleuze. Se la filosofia è creazione di concettualismi “muscolari”, alla “misteriosa” e “lirica” Erde s’allaccia una “non più meccanica” de-territorializzazione[2]. Il cammino verso il linguaggio di Heidegger diventa la perdita del presupposto plato-hobbesiano per cui l’uomo deve governarsi solo tramite la politica. Qualcosa da percepire in chiave estet-ontologica. Se i concetti per Deleuze sono agonistici, giacché quelli “s’allargano” gli uni sugli altri, allora bisognerebbe “svelare” un Destino della Generazione Metafisica, tramite dei “parti” concettuali(stici).