Alla Biennale di Venezia 2026, sarà visitabile fino al 22 Novembre il Padiglione Nazionale dell’Estonia. Presso un’ex-chiesa, dove oggi funziona un centro sociale dei salesiani, Merike Estna ha installato i propri dipinti. La mostra, curata da Maria Arusoo, s’intitola The house of leaking sky. La sede è parecchio insolita, perché al soffitto affrescato nel Novecento corrisponde il pavimento piastrellato, in cui servono le linee per i due tabelloni della… pallacanestro! Merike Estna ha progettato di rimanere a Venezia per tutta la durata della Biennale, rivisitando le proprie pitture. Addirittura lei ad Agosto coinvolse gli studenti d’un master in arte contemporanea, dall’Estonia. Sull’ex-chiesa del padiglione non bazzicano mai i turisti. Anzi si conferma il tema estetico del pittore senza opera, se quest’ultima deve continuamente aggiornarsi in laboratorio, poiché è scarsamente noto il nome di chi lasciò l’affresco sul soffitto… Esteticamente, a Merike Estna interessa sintonizzarsi con la dimora. D’altronde sulla tela bianca i pigmenti si filtrano perché affiori una figura. Noi potremo immaginare, sintetizzando i due ambiti, che il quadro si svilupperà arieggiando sull’installazione. Con la dimora, bisogna familiarizzare. E’ l’unico ambiente in cui di notte non temiamo di perderci, in assenza d’una luce. Simmetricamente, la colorazione “prende fiducia” in uno svelamento per un eccessivo candore, dalla tela.
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