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Mese: Settembre 2026

Una pallacanestro dal basso con la carena e dall’alto col matroneo

Alla Biennale di Venezia 2026, sarà visitabile fino al 22 Novembre il Padiglione Nazionale dell’Estonia. Presso un’ex-chiesa, dove oggi funziona un centro sociale dei salesiani, Merike Estna ha installato i propri dipinti. La mostra, curata da Maria Arusoo, s’intitola The house of leaking sky. La sede è parecchio insolita, perché al soffitto affrescato nel Novecento corrisponde il pavimento piastrellato, in cui servono le linee per i due tabelloni della… pallacanestro! Merike Estna ha progettato di rimanere a Venezia per tutta la durata della Biennale, rivisitando le proprie pitture. Addirittura lei ad Agosto coinvolse gli studenti d’un master in arte contemporanea, dall’Estonia. Sull’ex-chiesa del padiglione non bazzicano mai i turisti. Anzi si conferma il tema estetico del pittore senza opera, se quest’ultima deve continuamente aggiornarsi in laboratorio, poiché è scarsamente noto il nome di chi lasciò l’affresco sul soffitto… Esteticamente, a Merike Estna interessa sintonizzarsi con la dimora. D’altronde sulla tela bianca i pigmenti si filtrano perché affiori una figura. Noi potremo immaginare, sintetizzando i due ambiti, che il quadro si svilupperà arieggiando sull’installazione. Con la dimora, bisogna familiarizzare. E’ l’unico ambiente in cui di notte non temiamo di perderci, in assenza d’una luce. Simmetricamente, la colorazione “prende fiducia” in uno svelamento per un eccessivo candore, dalla tela.

VENERE IN CORNICE – Un corno s’intrufola nell’anello del film / A horn sneaks through a ring of the film

Per Verlaine, esteticamente la sfumatura sa accoppiare il sogno… col sogno (quando la realtà si dà solo alla dialettica con la virtualità), oppure il flauto al corno (prescindendo dalle scale di tonalità). Chiara è inquadrata al primo piano. Il volto pende leggermente, come se cercasse se non di sistemarsi almeno “d’intrufolarsi”: così ci si abitua al torpore. C’è un “corno” di capelli, che avrà una “scala” mediante più anelli sugli orecchini. Ma quanto le bretelle si faranno suonare, come un flauto, dai propri tasti? Ricordiamo che Chiara lavora nel cinema, fra i “binari” delle pellicole.

According to Verlaine, aesthetically the nuance is able to pair the dream… with the dream (when the reality happens only at the dialectics with the virtuality), or the flute with the horn (aside from the scales of tonality). Chiara was framed in the foreground. The face is slightly sloping, as if it looked for maybe not its arrangement but at least its “infiltration”: that’s the way to become accustomed to a torpor. There is a “horn” of hair, which will have a “scale” through many rings on the earrings. But how much will the straps allow their sound, like a flute, from the own keys? We remember that Chiara works in the cinema, between the “rails” of the celluloids.

Stratificazioni del senso – Cenni sui fondamenti dell’interpretazione –

Abstract :
Il senso è una realtà difficile e degna di una profonda riflessione, sfuggente e difficilmente definibile. Non è una cosa che sta lì, che va cercata in qualche luogo, che è data nei simboli, o nelle cose. Non è affatto un oggetto, e non è nemmeno qualcosa che si attribuisce alle parole. Come esprimerlo infatti se non è già nominato? Lo scopo dell’articolo è esporre alcune tra le diverse configurazioni esplicative del senso nel suo prodursi, considerandole non come teorie concorrenti, ma come livelli funzionalmente distinti di uno stesso fenomeno, ciascuno dei quali risponde a una specifica esigenza descrittiva. Con ciò si vuole delineare con dei cenni, il concetto di scientificità in quell’aspetto controverso delle scienze umane o scienze dello spirito, che è l’interpretazione, e le condizioni da cui tali discipline traggono rigore metodologico.