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Tag: Andrea Corona

Intervista a Francesco Margoni, curatore del volume “Il bambino di Platone”

Salve Dottor Margoni e grazie per la sua disponibilità a questa intervista. Lei è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento, e ha curato il libro “Il bambino di Platone. Psicologia e filosofia a confronto sull’origine e lo sviluppo della cognizione morale”. Quali difficoltà presenta un lavoro di questo tipo, basato appunto sul confronto di due discipline differenti?

La copertina del volume

Una prima difficoltà è legata alla natura collettanea del lavoro. Dare coerenza a un discorso sviluppato a più voci non è semplice. I contributi che ho raccolto e che sono poi confluiti nel volume sono firmati da docenti affermati e competenti (Luca Surian, Dario Bacchini, Simona Caravita) e da giovani ricercatori in psicologia (Grazia De Angelis, Carla Sabatti) e in filosofia (Sonia Cosio). Io stesso vi ho contribuito con due capitoli. Una pluralità di voci e vedute unite però da almeno due elementi: una particolare attenzione ai dati empirici, alle ricerche scientifiche recenti oltreché a quelle classiche e, dunque, un approccio alla conoscenza serio e rigoroso; un interesse rivolto alla prima infanzia come luogo d’elezione in cui trovare la chiave per comprendere la nostra cognizione morale, dunque un’attenta considerazione delle componenti innate del pensiero. Giudicherà il lettore se il tentativo di rendere coerenti i vari contributi sia riuscito appieno o solo parzialmente. Per parte mia, posso ritenermi soddisfatto. Anche se, naturalmente, non nascondo che avrei potuto fare meglio. Se, invece, si tratta di giudicare la difficoltà insita nel confrontare psicologia e filosofia, posso dire che non ve n’è alcuna, poiché queste due discipline hanno tali e tante affinità da tenersi strette come sorelle gemelle. Nel libro, tuttavia, il lettore non troverà un confronto serrato tra le discipline. Un tale confronto avrebbe richiesto competenze che nessuno di noi possiede (pur avendo molti di noi una laurea in filosofia). Invece, può essere interessante, per chi voglia riflettere filosoficamente sulla natura (morale) dell’uomo, considerare con attenzione la ricerca in psicologia cognitiva. Soprattutto negli ultimi anni, questa disciplina sta fornendo indizi decisivi per risolvere alcune questioni che a lungo sono state al centro del dibattito in filosofia.

Geografie a confronto: determinismo e possibilismo geografico

Karl Ritter (Quendlinburg 1779 – Berlino 1859) è il primo dei geografi moderni il cui pensiero è inquadrabile in un’ottica di stampo determinista. Nelle sue opere (ricordiamo l’Erdekunde) cerca di analizzare spazi anche lontani rilevandone le caratteristiche fisiche presenti e quelle dei popoli che li abitano, cercando principi di causalità (A avviene perché B) e di estensione dei fenomeni osservati. Ma cosa fa di Ritter un geografo determinista?

Egli ritiene che i popoli sono condizionati dalla conformazione degli spazi che abitano, che poi sarebbero le regioni, i cui caratteri distintivi e peculiari sono quindi frutto di un’influenza ambientale. Il determinismo di Ritter, però, non ha i caratteri di un determinismo meccanicista, in quanto esso è espressione di una teleologia, che vorrebbe gli ambienti capaci di determinare gli aspetti dell’uomo che li abita; guidata da un intento divino e volta al perfezionamento dell’uomo. Inoltre, secondo il tedesco, questa fase di “formazione”, volta alla forgiatura dell’uomo perfetto, sia attestabile solo nelle popolazioni il cui sviluppo sia ancora a uno stadio primitivo, non permettendo quindi, a contrario di quanto avviene nelle società dell’Europa moderna, di liberarsi dal gioco costrittivo della Natura.

Pseudoscienze. 5813

Di Corona A. www.scuolafilosofica.com

Pag. 23: La scoperta del petrolio sintetico.

  Strap.

Pag.24: Il Condotto di Scarico Extra-atmosferico.

  Strap.

Destino bizzarro di pagina 24, finire anzitempo all’interno del meccanismo che essa stessa descrive così accuratamente. Destino bizzarro, sparire in quel …tunnel sotterraneo in cui qualsiasi rifiuto viene disgregato tramite l’azione di enzimi sintetici, per essere in seguito utilizzato come materia seconda nei centri d’assemblaggio. La materia di scarto, per ora inevitabile, viene espulsa a velocità supersonica al di fuori dell’atmosfera terrestre, tramite uno dei C.S.E. propriamente detti. La tecnologia che permette la funzione dell’impianto è assai modern… e via di seguito, uno sproloquio in linguaggio tecnico scritto a piccoli caratteri neri.

Professor XXX. Ovvero la storia di chi accettò.

Di Andrea Corona.                      www.scuolafilosofica.com

L’ufficio era polveroso e chiaramente trascurato, cosicché la prima cosa che fece fu riempire due grandi scatoloni di vecchi effetti appartenuti al precedente titolare della cattedra, nonché dare una ripulita generale ma meticolosa. La seconda fase comprendeva la colonizzazione della scrivania e delle pareti tramite foto in numero di tre, (3) delle quali una raffigurante il conseguimento della laurea, una della mamma e un’altra che lo ritraeva insieme al presidente della XXX farmaceutici, nonché di due (2) portapenne ricolmi di cartoleria  promozionale in numero di matite tre (3) e penne dieci (10) in quattro colori con in evidenza il logo XXX, il quale risultava bene in vista nella parete a fronte della porta, di fianco alla foto del presidente del consiglio e a quella della facoltà, che si stagliava come un miraggio davanti al blasone dell’università.

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Notte di san Lorenzo: mentre si allestiscono i grandi fuochi, il corpo ancora caldo del sindaco giace disteso in una pozza di sangue all’ interno del palazzo comunale di Hinterland Tre. Suo malgrado Silvio Diaz si ritrova ad esser il maggiore indiziato, il tutto solo per avere osato recuperare la sua cara amica, la pipa, proprio nel posto sbagliato, al momento sbagliato. La storia prosegue quindi seguendo il filo conduttore dei pensieri del malcapitato, in cerca del vero colpevole.