Press "Enter" to skip to content

Tag: Appendix Vergiliana

La letteratura latina nell’età Giulio-Claudia: i generi minori

Con la dinastia Giulio-Claudia si intende quella serie di imperatori (nell’ordine Augusto, Tiberio, Claudio, Caligola e Nerone) che regnarono dal 14 a.C. fino al 68 d.C.. E’ difficile poter inquadrare in una sola immagine i caratteri della letteratura di questo periodo: infatti, se da un lato nascono figure letterarie celebri come Virgilio, Orazio, Ovidio e Seneca, dall’altro invece nascono generi letterari, considerati minori, con nuove figure di letterati che non riesco a imporsi come punti cardinali di riferimento letterario. Questo è dovuto probabilmente al fatto che tutti gli imperatori di questa dinastia svilupparono dei gusti letterari particolari e distinti l’uno dall’altro e anche al fatto che non stilarono un progetto culturale importante come quello che aveva ideato Augusto.

Virgilio – Vita e opere

VITA

Publio Virgilio Marone nacque il 15 Ottobre del 70 a.C. in una località vicino a Mantova, sebbene il luogo di origine rimanga controverso. La sua era una famiglia di piccoli proprietari terrieri, ma non per questo gli mancò una buona formazione letteraria: questa si dovrebbe essere svolta fra Roma e Napoli, i maggiori centri di cultura nella penisola italica, ricchi di circoli letterari e scuole importanti, spesso gestite da filosofi greci. In un frammento del Catalepton, Virgilio scrive di aver frequentato una scuola epicurea presso a Napoli, il cui maestro era Silone, un filosofo epicureo. Nelle Bucoliche, la prima opera di Virgilio, egli fa accenno ai fatti accaduti nel 41 a.C., quando nelle campagne del mantovano ci furono confische di terreni destinate a ricompensare i veterani della guerra di Filippi. Altre fonti ci dicono anche che Virgilio stesso avesse perso nelle confische il suo podere di famiglia e poi fosse riuscito a riacquistarlo, probabilmente anche grazie all’aiuto di Ottaviano, suo grande estimatore.