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Tag: bacio

CAPIRE IL «DAODEJING» DI LAOZI

Figura 1: Scuola cinese della dinastia Ming: Laozi consegna il Daodejing, inchiostro su carta. Immagine di pubblico dominio.

Il  «Daodejing»

Il testo più antico del taoismo è il Daodejing (pinyin; Wade-Giles: Tao Te Ching), che viene tradotto come il Libro della Via (Dao) e della Virtù (De) ed è il più antico della Cina.

E’ un libretto diviso in 81 brevi capitoli, composto da aforismi da meditare come asserzioni o nozioni, un testo noto anche come Wuqianzi wen, scritto in 5000 caratteri.

La data di composizione è incertamente collocabile durante il periodo della dinastia Dong Zhou (Zhou Orientali: 770-256 p.e.v.) e meglio ancora nella seconda metà del VI secolo con la versione attribuita a Laozi. Fu trovata nel 1993 in una tomba nella versione scritta su listelle di bambù, seguita poi da una seconda versione su seta stilati a cavallo fra il III e il II secolo p.e.v. e da una terza versione dal textus receptus.

Comprendere il Daodejing è stato sempre il problema che ha reso la vita difficile agli studiosi fin dai tempi in cui furono diffusi i primi testi. Naturalmente è stato ancora più arduo lo studio dell’approccio ai testi, per il fatto di dover leggere le varie traduzioni che a volte sono differenti fra loro. Di qui le interpretazioni erano decisamente differenti fra loro, sia a causa della lingua cinese, oltre alla complessità dell’argomento[1].

Dire, fare e baciare dalla terra madre alla ruggine spettrale

Alla Biennale di Venezia 2024, si può visitare il Padiglione Nazionale di Timor Est, con l’installazione in site-specific dell’artista Maria Madeira, la quale s’intitola Kiss and don’t tell. La curatela è di Natalie King, una professoressa australiana, e presso lo Spazio “Ravà”. Timor Est divenne indipendente dall’Indonesia nel 1999. Tornatavi, Maria Madeira dormiva in una stanza piena di segni colorati, lungo le pareti, all’altezza delle ginocchia. Lei era fuggita da bambina, con l’evacuazione durante l’invasione indonesiana. A Timor Est, le donne rimaste subivano l’umiliazione di mettersi il rossetto, in ginocchio, per poi baciare i muri.