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Tag: edizione critica

Il dit ‘Du Chevalier Tort’: una risistemazione della bibliografia e nuove prospettive d’indagine

Introduzione

La letteratura francese medievale presenta ancora oggi testi, in particolare esperimenti poetici brevi e dalla cifra stilistica tutt’altro che sublime, che hanno visto attenzione critica minima applicatagli, o che addirittura ancora difettano di una sistemazione critica e di un’edizione. Consapevole di questa realtà filologica, nel novembre 2024 presentai, a conclusione del percorso di laurea triennale in Lettere all’Università degli Studi di Milano, una tesi dal titolo Il dit Du Chevalier Tort: saggio di edizione critica. Il testo in questione, tràdito da quattro manoscritti e diviso in due redazioni, è un esperimento poetico in alessandrini monorimati, di una lunghezza che va dai quaranta ai sessanta versi, a seconda della redazione.

I quattro manoscritti testimoni sono:

  • Manoscritto Parigi, Bibliothèque Nationale de France, fr. 19152, ff. 70vc-71rb (siglato D);[1]
  • Manoscritto Parigi, Bibliothèque Nationale de France, fr. 2168, ff. 213vb-214rb (siglato H);
  • Manoscritto Parigi, Bibliothèque Nationale de France, fr. 25545, ff. 4va-vb (siglato I);
  • Manoscritto Oxford, Bodleian Library, Digby 86, ff. 190r-191r (siglato Z);

Des fames, des dez et de taverne (ms. Paris, BnF, fr. 25545, f. 4r) – Elementi per una nuova edizione critica

Des fames, des dez et de taverne (ms. Paris, BnF, fr. 25545, f. 4r)

Introduzione e status quaestionis:

Passando in rassegna i manoscritti di recueil della letteratura medievale oitanica si trovano, anche in codici di primario interesse critico, testi che non hanno goduto di attenzione filologica e linguistica, e lungo sarebbe discorrere se ciò sia a buon diritto o meno. Diversi sono i testi le cui edizioni critiche sono di vecchia data, ma ciò spesso perché insuperate, o completamente assenti.[1] Un caso interessante proviene dal ms. Paris, Bibliothèque Nationale de France, 25545 (siglato I),[2] codice membranaceo (217×145 mm.) della prima metà del XIV sec., vergato in gotica francese:[3] alla carta 4ra-rb si trova un testo in versi piuttosto peculiare. Il titolo, adottato anche dagli editori, è Des fames, des dez et de taverne (lett. “Sulle donne, sui dadi e sulla taverna”)[4] e conta 74 versi in quartine. I versi mischiano lingua antico-francese in apertura di verso e latino in chiusura di verso e in coda alle quartine. Questo carattere miscellaneo complica la definizione precisa della metrica del testo, che è di contro identificabile per i versi interamente latini.