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Tag: scheler

Oltreuomo – Dopouomo

Il saggio che presento è un abbozzo delle mie idee sull’argomento di quale sarà il gradino evolutivo successivo all’uomo, che spero di sviluppare nel futuro, anche magari grazie ai commenti di casuali lettori – e parlo con Te, nello specifico!

Finalmente abbiamo un’immagine dell’Oltreuomo (o del Dopouomo, come ho deciso di chiamarlo, usando un termine maggiormente neutro, ovvero non indicante per forza di cose un superamento, ma solamente una gerarchia temporale tra l’uomo e quello che verrà appunto ‘dopo’), che non è la narcisistica proiezione dei nostri Difetti in una Bestiaccia Celeste già pronta a cadere ai piedi della nostra meschinità, ma ch’è proprio derivata da una certa analisi (ipotetica) dell’evoluzione della vita, per quanto possibile elaborata a prescindere dal nostro capriccio e dalle nostre preferenze valoriali o poetiche o religiose o, in generale, personali.

La posizione dell’uomo nel cosmo (1928) – l’antropologia filosofica di Max Scheler

Il testo di Scheler (principale fonte d’informazione sulla sua antropologia filosofica) risponde alle domande che cos’è l’uomo e qual è la sua posizione nell’essere.

La mancanza d’un’idea unitaria dell’uomo è determinata in buona misura dall’incuranza reciproca tra antropologia teologica, filosofica e scientifica; ovvero, manca una concezione unificante. L’uomo appare a se stesso ancora come un enigma. Questi fatti giustificano il tentativo intrapreso da Scheler di sviluppare un’antropologia filosofica, basandosi su conoscenze provenienti da diversi campi del sapere, in particolare di integrare scienza e filosofia.

Per capire qual è la particolare posizione metafisica dell’uomo, dobbiamo chiarire il termine e il concetto di ‘uomo’. Il concetto di uomo è ambiguo. Di fronte ad un termine designante qualcosa di appartenente al (vertice del) genere animale, abbiamo un termine designante qualcosa che si oppone all’animale. Se l’uomo abbia una posizione particolare del tutto differente da qualsiasi altro essere vivente nel mondo, è la questione, risolta la quale avremo il concetto di ‘uomo’.

Ragione ed emozione nella filosofia morale (parte 3 di 3 – la filosofia moderna)

3. la filosofia moderna

Con l’epoca moderna abbiamo i primi segni dell’incrinatura del dominio del paradigma razionalista[1]. Si può già vedere, in pensatori come Pascal e Nicole, i quali riprendono diverse direzioni del pensiero di Agostino, una sorta di recupero del sentimento contro la ragione, o per lo meno il superamento temporaneo della tradizionale contrapposizione tra sentimento e ragione. Non sono d’accordo con questa interpretazione. Penso piuttosto che queste filosofie possano essere tranquillamente catalogate come filosofie della retta ragione, per cui è sempre all’istanza della ragione che è demandato il compito di guidare l’azione. Per quanto riguarda l’amore di cui molto parlano queste filosofie credo basti quanto già osservato a proposito di Agostino; l’amore per il dio non va confuso con l’amore terreno. Che poi la ragione sia inerme senza la grazia del Dio, è una questione del tutto irrilevante per i nostri particolari interessi.