Al cinema con il filosofo è un saggio di Roberto Mordacci, edito da Mondadori nel 2015. Si tratta di una raccolta di analisi filosofiche su una serie di film girati recentemente. Va detto sin da subito che sebbene si tratti di un insieme di saggi, si tratta di un libro assai godibile e agile alla lettura, ma non per questo privo di spessore filosofico.
Intanto, un lettore potrebbe giustamente domandarsi in che modo la filosofia entri nel cinema, se questa “intrusione” abbia un senso e se non sia solamente un esercizio di stile. L’Autore, preside della facoltà di filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, in quanto filosofo, non si sottrae da questa serie di problemi e ci enuncia con estrema chiarezza la legittimità dell’intrusione filosofica nel mondo del cinema. Egli distingue diversi sensi e direzioni in cui il cinema può essere correttamente investigato dalla filosofia e, da questa investigazione, riuscirne anche arricchito:





The following analysis is based on some recent wars cases, such as the Iraq or the Afghanistan ones, in which United States deployed special corps with clear intelligence-oriented tasks. First, we will consider what Special Forces (Spec-Forces) usually do or what people think they are doing. Second, we will show what their role in the intelligence cycle is, and how they act within a specific tactical process. Third, we will address some benefits and problems with respect to the recruitment of military Spec-Forces personnel for intelligence activities.
