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Tag: Artico

A Nauru noi usiamo il sestante estrattivo per l’Eden che pencola

A Venezia, per la Biennale d’arte 2026, si può visitare per la prima volta il Padiglione di Nauru, con opere in collettiva tramite autori nati in Paesi diversi: Kauw Tsitsi, CPS (Khaled Ramadan ed Alfredo Cramerotti), Patricia Jacomella Bonola, Tedo Rekhviashvili, Sylvia Grace Borda, Ron Laboray, Dorian Batycka, Khaled Hafez, Iv Toshain, Stefano Cagol. La sede si trova allo Spazio Castello 3683. Il titolo della mostra è Aim inundated: imagining life after land. Uno degli artisti, Khaled Ramadan, ha fatto la curatela. Innanzitutto bisogna ricordare che Nauru è il più piccolo fra gli Stati insulari del mondo. Così gli sconvolgimenti climatici dell’era contemporanea toccherebbero davvero la “sensibilità” dei residenti (mancando l’approssimazione “difensivista” per sottovalutazione del tipo < Perché mai dovrebbe succedere proprio a me? >, che in Occidente blocca per “miopia” i governi, in tante ma inutili riunioni). Nauru ha conosciuto una storia di “pressioni” interne, sull’estrazione del fosfato da velocizzare. Ma non si temette il pericolo dell’esaurimento. Oggi la dialettica tra il consumismo e l’ambientalismo rimane. C’è l’innalzamento ineluttabile degli oceani, mentre l’industria estrattiva progetta di riqualificarsi dai fosfati al manganese, sui fondali che hanno una biodiversità meritevole di preservazione. Venezia vive un simile paradosso, fra le paratoie del MOSE ed il Canale dei Petroli. La bandiera di Nauru indica la posizione dell’isola rispetto alla linea dell’equatore. Tuttavia non si può colonizzare una stella. L’umanità dovrà ripulire la Terra dall’inquinamento. La storia ci attesta che nemmeno l’esotismo ha evitato il colonialismo, purtroppo. A Nauru la percentuale d’immigrati è alta; loro virtualmente “solleveranno” il falso atollo, in quanto (r)accolti, alla morbidezza per una calamita. L’isolamento progredisce tramite la coralità. Ricordiamo il motto a chiasmo di Alexandre Dumas che caldeggia il < tutti per uno, uno per tutti >. Nauru non ha l’arcipelago. Dunque diventa più spontaneo l’appoggio ad un organismo sovranazionale, per correggere le criticità appartenenti a tutti. Ad esempio il consumo della plastica mondiale si concentra in un falso continente, il quale galleggia sull’Oceano Pacifico. Il fosfato è utilizzato per detergere, anche se a Nauru la natura lascia le spiagge bianchissime; il manganese è utilizzato per le batterie, con l’isolamento di Nauru che necessita d’un minimo di connessioni, come dal turismo.