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Un tappeto volante alla stireria del respiro, se il ventaglio rinfresca di sciami

A Venezia, dal 10 Maggio al 23 Novembre, presso il Salone Verde – Art & Social Club erano visitabili le mostre dal titolo Flight into shadow (col micelio architettonico, candidato da tre istituti in Germania) e Heat is a psychological problem (con tappeti o coperte raccolti da Antje Schiffers). Esteticamente, interessa che la creatività consenta sia una resistenza sia un adattamento ai cambiamenti climatici. In particolare, esiste il pericolo del surriscaldamento urbano. In Occidente agogniamo che la tecnologia ci dia un conforto; ma il condizionatore si rende controproducente a causa del consumo energetico, il quale aumenta. Oppure si dovrebbero valorizzare i “rimedi indigeni”, dai Paesi che non sono nemmeno industrializzati. Per noi il ventaglio risponde al bisogno psicologico di “boccheggiare”, quantunque tecnicamente ci preoccupa il suo malfunzionamento. Nei Paesi sottosviluppati alcune popolazioni al contrario potrebbero aver preso l’abitudine con la canicola. Menzioniamo le tradizionali torri del vento, supportate dalle vasche sotterranee. Addirittura lo stile estetico si renderà adattato ad un bisogno materialistico. In Occidente, al contrario, si rischia di scordare che l’ambiente vanta una sua priorità, per il benessere sociale. Occorrerà sensibilizzarsi verso la sostenibilità. Per la mostra di Venezia, è stato caldeggiato in architettura l’utilizzo del micelio. Lo si coltiva coinvolgendo un substrato naturale dalla paglia, dalla segatura, dai fondi di caffè ecc…, che poi si svilupperà in mattoni o pannelli isolanti. I costi di produzione s’abbassano, limitandosi all’acqua rispetto ad un’energia che non dà emissioni nocive. Infine, è garantita la rinnovabilità oltre la biodegradabilità.

Il surrealismo d’una battaglia navale per l’oblò dell’occhio

Durante la Biennale di Venezia 2024, si può visitare alla sezione dell’Arsenale il suggestivo Padiglione Nazionale di Malta, con le installazioni dell’artista Matthew Attard. In particolare, la sua mostra s’intitola I will follow the ship, sotto la curatela di Elyse Tonna e Sara Dolfi Agostini. Esteticamente, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale si conferisce una rotta all’occhio umano. Fenomenologicamente, l’impressione è fluttuante. Questa inizia a stabilizzarsi tramite la memoria da esplorare. Il bulbo oculare non è retrattile nel volto, ma si scuoterebbe come un timone passando dall’attrazione al desiderio, in chiave psicanalitica. La navigazione avviene in seguito, quando addirittura si trasforma l’appagamento, sul realismo. Il desiderio è razionalizzato dall’utilità. Matthew Attard ricorre alla tecnologia digitalizzata dell’eye-tracker per consentire ai graffiti navali di salpare, virtualmente. Il desiderio dell’archeologo è risvegliato dalla contestualizzazione storica. Tramite questa, si poteva accettare la dura vita del pescatore, per esempio. Il graffito navale in chiesa fungeva quasi da amuleto, materializzando un occhio come specchio dell’anima con l’impressionismo della fede. Si scongiuravano le brutte tempeste! Specialmente, all’artista interessa la “rotta” dell’ex voto (col ricordo funzionale ad una stabilizzazione). La moderna meteorologia ha migliorato l’affidabilità delle proprie previsioni. Ma resta emozionante immaginare che la lente del vecchio cannocchiale (senza il radar digitalizzato) perda improvvisamente l’orientamento della costa. Un uomo in mare va sempre salvato. In genere, s’ammette che la nave goda dell’immunità politica, perdendo il proprio Stato fra le acque internazionali. Al massimo, quella sarà seguita dalla capitaneria di porto. Per il futuro, il cambiamento climatico comporta l’innalzamento delle acque. La lungimiranza della politica richiederebbe che s’esplorassero nuovi posizionamenti: ad esempio tramite le isole artificiali. Molte di queste sono tracciate riproducendo figure comuni (astratte o viventi), quantunque cedendo al marketing. Nella contemporaneità la digitalizzazione lancia continuamente il suo “amo” in un “oceano” dell’informazione. Pure ispirandosi a questo, l’artista ha scelto di disegnare attraverso un tracciamento oculare.