Press "Enter" to skip to content

Tag: Sardegna

Caccia grossa – Giulio Bechi

Storia autobiografica del tenente dei carabinieri Giulio Bechi, toscano di origine, spedito in Sardegna per motivi non precisati. La storia si apre con Giulio che racconta dei propri sentimenti al principio del suo “viaggio” nel centro Sardegna, agli inizi del 1900. In cerca di una donna, che, comunque, non ricambia il suo affetto, Giulio Bechi lascerà il continente per giungere in una terra difficile, la cui civiltà è arcaica, i cui sistemi di comunicazione socialmente riconosciuti non lasciano molto spazio alla galanteria. Ma, soprattutto, sono la povertà, l’indigenza e il banditismo a costituire l’essenziale di quella vita che si stenta credere appartenga ad un paese che fa parte della più civile Europa. Il “viaggio” e il soggiorno di Bechi si trasformano nell’occasione di una riflessione sistematica sugli usi e costumi del centro Sardegna dell’epoca, pensieri e riflessioni di un uomo acculturato, avvezzo ad un livello di sofisticazione sociale diverso da quello dei paeselli del Supramonte.

La malaria nella Sardegna medioevale.

Che profumi tra i canneti, nella macchia popolata di lepri e di pernici, quando tornava il sole a risuscitare i ceppi morti e abbandonati dei bassi vigneti. Il guaio era che il paradiso in Baronia durava tre mesi: dopo il sole diventava cattivo, si metteva a pentirsi della gioia che aveva portato tra gli uomini, impazziva anche lui, in una settimana portava il deserto.

Salvatore Satta[1]

Preliminare discussione delle fonti

… chiara dimostrazione di come la società abbia bisogno degli storici, i quali assolvono il compito professionale di ricordare ai loro concittadini ciò che questi desiderano dimenticare.

Eric J. Hobsbawm[2]

 

… sempre che ci sia dato “ricordare”…

Il silenzio è la prima parola che viene in mente pensando alle fonti della storia della Sardegna nel medioevo e non solo. Silenzio delle fonti scritte, silenzio delle tradizioni orali, per quel possono mantenersi nel tempo. E, per quanto riguarda la storia della malaria, silenzio anche degli stessi storici di professione e dilettanti.

Prima che passi la notte – Enrico Pili

Notte di san Lorenzo: mentre si allestiscono i grandi fuochi, il corpo ancora caldo del sindaco giace disteso in una pozza di sangue all’ interno del palazzo comunale di Hinterland Tre. Suo malgrado Silvio Diaz si ritrova ad esser il maggiore indiziato, il tutto solo per avere osato recuperare la sua cara amica, la pipa, proprio nel posto sbagliato, al momento sbagliato. La storia prosegue quindi seguendo il filo conduttore dei pensieri del malcapitato, in cerca del vero colpevole.

Tensione. Anselmetti G.

A cura di Wolfgang F. Pili                               www.scuolafilosofica.com

In un’isola del Mediterraneo, un’isola piccola, molto piccola, sono posti gli ex stabilimenti della tonnara, vicino ai più noti, stabilimenti della tonnara di La punta di Carloforte, il paese dell’isola di San Pietro.

Un marchese scienziato, inquietanti e misteriosi oggetti, un villaggio turistico sorto proprio sugli ex capannoni della tonnara, un omicidio, personaggi snob, gente locale con strane caratteristiche, poliziotti paciocconi.  Potrebbe sembrare la location di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, e, invece, è la location del romanzo di Gim Anselmetti intitolato Tensione, autore anche de Il ritratto di madama.

Hinterland Sei – Enrico Pili

Sullo sfondo una Sardegna sfuggita a tutte le cartoline, in primo piano una comunità scossa dal conflitto tra memoria storica, aspirazione al progresso e predazione del futuro. Una cittadina uguale ormai a tante altre si prepara alle elezioni amministrative tra inciuci e battaglie invisibili, ma a pochi giorni dal voto, confuso nel Carnevale, per le strade di Hinterland Sei impazza qualcosa di inatteso.

La quinta S. Pili E.

Si tratta di un romanzo autobiografico, esplicitamente autobiografico. Si legge nella premessa:

“Le vicende narrate in questo romanzo sono opera di fantasia e nessuna caratterizzazione ha come riferimento uomini e donne realmente esistenti. Qualsivoglia coincidenza con episodi o persone della vita reale è da considerarsi puramente accidentale, frutto dell’ironia del caso”.[1]