A Venezia, per la Biennale d’Arte 2026, è visitabile il Padiglione Nazionale di El Salvador, avente le sculture di José Oscar Molina, e presso il Palazzo Mora. Esteticamente, gli interessa uno snodo per la mente oltre ogni tensione del corpo. La mostra, che s’intitola Cartographies of the displaced, è stata curata da Alejandra Cabezas. La società contemporanea si trasforma grazie alle migrazioni. Questo comporta una dissoluzione dei confini politici. El Salvador rientra in un corridoio geografico, fra le due Americhe. L’uomo odierno appare costantemente “sradicato” all’incertezza degli spostamenti. C’è lo stress per quei progetti di vita che faticano a realizzarsi. Allora si reagirà per flessibilità, con la riqualificazione dell’ambizione? Le sculture di Molina hanno teste che “spuntano come spore di funghi”, in cima a colonne di “bruchi per stalagmiti”. E’ arduo mappare una grotta: più diramazioni potrebbero restringersi. La farfalla libra casualmente, senza avere una meta fissa. In una grotta, il campo elettromagnetico per la telefonia salta: le antenne si faranno “sballottare”, fra le rocce. La stalagmite è di snodo per il ristagno. La preoccupazione per il disorientamento si previene dal filo di Arianna: e non solo mitologicamente! Ma quanto al “bruco” sarà concesso di potersi rifare una vita, in un simbolismo per la politica?
...all we need is philosophy


