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Tag: Sisifo

Chissà quanto ai bruchi per le stalagmiti si concede di rifarsi una vita

A Venezia, per la Biennale d’Arte 2026, è visitabile il Padiglione Nazionale di El Salvador, avente le sculture di José Oscar Molina, e presso il Palazzo Mora. Esteticamente, gli interessa uno snodo per la mente oltre ogni tensione del corpo. La mostra, che s’intitola Cartographies of the displaced, è stata curata da Alejandra Cabezas. La società contemporanea si trasforma grazie alle migrazioni. Questo comporta una dissoluzione dei confini politici. El Salvador rientra in un corridoio geografico, fra le due Americhe. L’uomo odierno appare costantemente “sradicato” all’incertezza degli spostamenti. C’è lo stress per quei progetti di vita che faticano a realizzarsi. Allora si reagirà per flessibilità, con la riqualificazione dell’ambizione? Le sculture di Molina hanno teste che “spuntano come spore di funghi”, in cima a colonne di “bruchi per stalagmiti”. E’ arduo mappare una grotta: più diramazioni potrebbero restringersi. La farfalla libra casualmente, senza avere una meta fissa. In una grotta, il campo elettromagnetico per la telefonia salta: le antenne si faranno “sballottare”, fra le rocce. La stalagmite è di snodo per il ristagno. La preoccupazione per il disorientamento si previene dal filo di Arianna: e non solo mitologicamente! Ma quanto al “bruco” sarà concesso di potersi rifare una vita, in un simbolismo per la politica?

Il disamore richiede più l’inventario che la sola dimenticanza

(recensione d’estetica per il libro di poesie Il coltello sul vassoio, di Veronica Chiossi)

Per Veronica Chiossi, esteticamente il disamore richiede più l’inventario che la sola dimenticanza. La rielaborazione del lutto maturerà tramite gli scaffali per le sliding doors. Classicamente sorgerà una domanda: è meglio vivere di rimorsi o di rimpianti (innanzi all’opportunità importante, benché rischiosa)? Veronica Chiossi descrive pure l’ambiente della natia Venezia, dove il ristagno lagunare s’incespica alla meta per l’orizzonte del mare. Né l’uomo sensibile potrà nascondersi, come l’uccello sul canneto od il pesce sul fondale, mentre il turismo di massa falsamente cementifica l’accoglienza. L’isola sommersa di Metamauco diventerà una bolla arrugginita (pag. 19). Dalla carnalità del fango, con la psicanalisi, si bramerà la complicità favorevole d’un oracolo. Però bisogna barcamenarsi con l’invasività dei gabbiani (pag. 95), ove le cosce durante il jogging siano state rimpiazzate dalle barene. Simbolicamente, si rischia d’accettare l’utilitarismo del tipo < se già lo fanno gli altri, tanto vale che lo faccia pure io >. I versi di Veronica Chiossi si percepiranno da una sorta di spleen per la caricatura sociologica. Su questa è stata impaginata una sezione del libro.