Ho il piacere di segnalarvi che il trio jazz in cui suono avrà occasione di tenere un concerto venerdì sera a Milano, all’Osteria dell’Utopia (libreria dell’usato/caffè), zona…
...all we need is philosophy
Ho il piacere di segnalarvi che il trio jazz in cui suono avrà occasione di tenere un concerto venerdì sera a Milano, all’Osteria dell’Utopia (libreria dell’usato/caffè), zona…
Quando ho ricevuto la copia di Vivere al ritmo della radicalità nella storia del fondatore della casa editrice Bibliosofica, Giovanni Feliciani, mi sono subito incuriosito. Infatti, si tratta di un libro di filosofia non diretto principalmente ad un pubblico di specialisti. L’iperspecializzazione ha colpito da tempo anche la filosofia, la cui unità si sostanzia, ormai, esclusivamente sulla parola “filosofia”. Se ancora fino a filosofi come Russell, Wittgenstein o Heidegger si poteva pensare ad una storia della filosofia unitaria, ormai la dissoluzione della filosofia in infiniti sottoambiti sembra determinare l’estinzione di un pensiero filosofico più generale e non necessariamente connesso con lo specialismo. La potenziale frammentazione della filosofia era un problema già noto in antichità, quando anche Aristotele puntava il dito sul rischio di una dissoluzione della filosofia in qualcosa di essenzialmente diverso e puntiforme.
Quanto, invece, ho trovato leggendo il libro Vivere di Giovanni Feliciani è un tentativo, a suo modo eroico in senso romantico, di mantenere invariato uno sguardo sulla totalità. Inoltre, uno degli sforzi del libro è proprio quello di mantenere un approccio che possa essere indirizzato verso un individuo che voglia “migliorare sé stesso”, attraverso una auto-riflessione sulla liceità di essere liberi da ogni forma coercitiva dovuta, principalmente, ai preconcetti perlopiù indotti da una società sostanzialmente omologata. La chiave di lettura del testo sembra emergere sin dal titolo, cioè Vivere al ritmo della radicalità nella storia, che l’autore ci avvisa essere stata la sua massima guida nella vita e nel pensiero.
A call for *3 three-year PhD positions* is available for the PhD Program in *Cognitive Neuroscience and Philosophy of MInd* promoted by a consortium between the Institute for Advanced Study (IUSS) in Pavia and Vita-Salute San Raffaele University in Milan, and directed by prof. Andrea Moro.
Deadline for application is: *June 15, 2016* (13.00h, local time).
Please pass on to potential PhD students.
The PhD Program in Cognitive Neurosciences and Philosophy of Mind is divided into three main areas:
(a) Theoretical syntax and neurolinguistics;
(b) Cognitive sciences and neurosciences;
(c) Philosophy.
È recentemente uscito su Frontiers in Psychology un contributo teorico che si propone di conciliare due insiemi di risultati empirici, inerenti alla descrizione dell’acquisizione della capacità di ragionamento morale, che portano a conclusioni tra loro in apparente contrasto. La pubblicazione è firmata da Francesco Margoni e Luca Surian, ricercatori al Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento, ed è sia una rassegna di lavori sperimentali sia un lavoro di organizzazione concettuale e riflessione interpretativa sulle conclusioni di alcuni studi sperimentali in psicologia dello sviluppo morale.

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Consigliamo Re Lear di William Shakespeare
Giulio Cesare è una tragedia di William Shakespeare, ispirata alla morte di Cesare alle idi di marzo. Il ritratto storico ricalca l’edizione delle Vite di Plutarco, dimostrando il fatto che il bardo di Avon si curava di ricostruire le sue vicende anche da un punto di vista storico.
Il Giulio Cesare è una tragedia dal sapore propriamente politico, quindi distante sia dall’Enrico IV, dall’Amleto, dal Re Lear e dal Macbeth che, come abbiamo cercato di mostrare in altro loco, sono opere intimistiche e ben poco politiche, pur essendo ambientate in un contesto in cui vive il potere e la ragion di Stato. Nel Giulio Cesare, invece, è la figura di Bruto a dominare la scena, il quale prende la ferale decisione di uccidere il futuro tiranno in nome della libertà. Come in Macbeth, anche nel Giulio Cesare la causa scatenante e ultima è indotta da un personaggio intrigante, Caio Cassio. Bruto è un personaggio sulla linea di Amleto-Macbeth, nel senso che è combattuto, non sa decidersi e soltanto l’intervento esterno lo induce all’azione: come nel caso di Amleto, Bruto vedrà un fantasma e, come nel caso di Macbeth, avrà un cattivo consigliere ad informarlo.
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Consigliamo La grande strategia dell’impero bizantino di Edward Luttwak
Strategy The Logic of War and Peace è un saggio di Edward Luttwak, noto analista politico e militare, autore di innumerevoli lavori, tra cui alcuni capolavori come The Grand Strategy of the Bizantine Empire o celeberrimi come La grande strategia dell’impero romano. A differenza di questi due ultimi volumi, Strategy non è principalmente un’opera storica o, piuttosto, non lo è proprio, nonostante parti intere del volume dedicate all’analisi e all’applicazione della strategia nei contesti storici più diversi (da questo punto di vista Luttwak dimostra la sua competenza in materia di storia militare). Il volume in questione tenta di fornire una teoria esplicativa grazie alla quale poter rendere possibili previsioni sul comportamento futuro di decisori politici in contesti di guerra.
La strategia, per Luttwak, non può essere in alcun modo ridotta o, anzi, confusa con un particolare tipo di ingegneria, ovvero al settore ricerca-sviluppo della difesa. Al contrario, la strategia è ed ha senso proprio perché non è in alcun modo un’ingegneria. Infatti, essa nasce in condizioni di conflitto che non escludono ma incorporano l’attività militare e l’uso della violenza. Quando si è in contesti strategici, il sangue sta già scorrendo, per usare una dicitura dell’autore in una sua intervista (citata a memoria).

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Consigliamo L’importanza delle variazioni nella musica classica
La musica classica è un mare magnum in cui è facile perdersi. Inoltre, come spesso accade, essa è un’etichetta che contiene una sottocategorie di grandezza non trascurabile: la musica da camera, la musica lirica, la musica sinfonica etc.. All’interno della musica da camera esiste la musica per più strumenti (sonate per due strumenti, per lo più violino e pianoforte, trii, quartetti, quintetti, sestetti fino ad ottetti) e musica per strumenti singoli (pianoforte, violino, violoncello, organo…). Tra i vari strumenti solisti la musica per gli strumenti a tastiera è sterminata. Sin da quando esistono il clavicembalo e l’organo, i più grandi compositori hanno riservato ad essi grande attenzione, un’attenzione unica. Se l’organo è uno strumento che funziona ad aria, il clavicembalo è il principale e fondamentale strumento a corda pizzicata, la base di partenza per l’evoluzione moderna di tale tipologia di strumenti che arriverà al pianoforte.
Il pianoforte è stata prima di tutto un’impresa tecnico-tecnologica che ha visto l’intervento di grandi compositori, tra cui Johan Sebastian Bach (1685-1750) e Muzio Clementi (1752-1832) su tutti. Oltre all’impresa tecnica, il pianoforte è probabilmente lo strumento più rappresentativo dell’intera musica classica, anche per via del fatto che attraverso opportuni arrangiamenti, quasi tutta la musica può essere ridotta a pezzi per pianoforte (per questo si veda l’articolo: L’importanza delle variazioni nella musica classica). In questo senso, il pianoforte consente quella che in matematica è un’operazione nota nella teoria degli insiemi: parti della teoria possono rappresentare parti di se stessa. E infatti la musica classica è un modello infinitamente reinterpretabile. Questo significa che, in generale, la musica per pianoforte è tra le componenti dominanti, tra le linee fondamentali della storia musicale.
alle ore 21.00
presso la Fondazione “Delfino”,
sita in Corso Nizza n°2
a CUNEO
Il critico d’estetica contemporanea Paolo Meneghetti terrà una conferenza a voce (di 60 minuti), incentrata sulla fenomenologia della mano. In particolare egli citerà il saggista Henri Focillon, allacciandolo alle poesie di Fernando Pessoa e Paul Celan. Durante la sua conferenza, Paolo Meneghetti manderà in videoproiezione le immagini di più opere d’arte (sia moderne sia contemporanee), in cui si rappresenta la mano.