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Tag: Panezio

Marco Tullio Cicerone – Vita e opere

Marco Tullio Cicerone nacque nel 106 a.C. ad Arpino in un’agiata famiglia equestre. Compì ottimi studi di filosofia e retorica a Roma, dove frequentò Lucio Licinio Crasso, il grande oratore e impresario edile, e i due fratelli Scevola. Strinse una fraterna amicizia con Tito Pomponio Attico, amicizia attestata nelle numerose corrispondenze. Nel 81 a.C. ebbe inizio la sua grande carriera da oratore e divenne presto avvocato. Il 79 a.C. un momento importante per Cicerone: la partenza per due anni in Grecia e in Asia, durante la quale ebbe modo di approfondire notevolmente i suoi studi filosofici e gli studi di retorica da Molone di Rodi. Al suo ritorno si sposò con Terenzia e in questi anni inizia la carriera politica che lo porterà a rivestire le più alte cariche dello stato romano:

Oratoria e storiografia in epoca della Roma arcaica: Ennio, Catone e altre figure.

ORATORIA E STORIOGRAFIA IN EPOCA ARCAICA

Catone è sicuramente il più grande oratore del II secolo a.C., di cui è rimasta nota la fama. Fra i contemporanei di Catone spiccavano Scipione l’Africano Maggiore, Quinto Fabio Massimo detto il cunctator e Lucio Emilio Paolo. Su quest’ultimo non ci sono giunte molte informazioni.

A Catone, come vedremo più avanti più approfonditamente, oltre ad essere il maggiore oratore del suo tempo, viene attribuita l’istituzione storiografica in lingua latina, con la stesura delle Origines. I temi letterari all’epoca erano molto influenzati dall’opinione dell’élite senatoria e della classe dirigente.

In precedenza non v’era stata alcuna produzione storiografica in latino, piuttosto un’annalistica scritta in greco da componenti della classe dirigente: la scelta del greco era un chiaro segnale di rottura dagli schemi degli annales pontifices ed era motivata dalla necessità di raggiungere il pubblico non latino di ambito mediterraneo in una sorta di propaganda anti-cartaginese. Il primo di questi annalisti fu Fabio Pittore, appartenente ad una classe familiare piuttosto potente a Roma, la gens Fabia. La sua opera storica partiva dalla fondazione di Roma sino alla seconda guerra punica: era notevole infatti l’interesse verso le origini di Roma, sia per l’età regia che, per gl’inizi della Repubblica, da cui si facevano risalire molte delle tradizioni romane e dei loro usi e costumi, interpretazione tradizionale che verrà ripresa anche da Tito Livio.

La deformazione storica determinata dall’opposizione con Cartagine, secondo Polibio, faceva sì che il resoconto di Fabio Pittore risultasse del tutto inobbiettivo; stesso discorso valeva per il filo-cartaginese Filino. Un altro annalista, di cui invece Polibio e Dionigi di Alicarnasso riconosceranno obiettività, fu Lucio Cincio Alimento che non va confuso con un omonimo scrittore di antiquaria di epoca successiva. Altri annalisti che scrivessero in greco furono Gaio Acilio e Aulo Postumio Albino. Quest’ultimo fu canzonato e deriso da Catone, il quale criticò l’uso di un greco alquanto imperfetto.