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Mese: Luglio 2020

Un’intervista sull’Open Source Intelligence con il professionista e ricercatore Efren Torres

L’intervista che vi apprestate a leggere con Efren Torres continua il solco delle recenti interviste su intelligence, filosofia e pensiero critico a cura del Team di Scuola Filosofica. Questa volta la materia è l’Open Source Intelligence spiegata in modo magistrale da un analista e studioso esperto di analisi dell’intelligence, Open Source Intelligence (OSINT) nello specifico e intelligence in generale. Ho avuto il piacere di incontrare Efren diverse volte alle conferenze ISA e IAFIE. Devo confessare che il suo panel ISA 2019 è stato uno dei migliori che abbia mai sentito per rigore, qualità e varietà – e dire che la competizione è piuttosto alta! In effetti, gli studi sull’intelligence sono ancora principalmente interessati a fondare e comprendere l’intelligence pubblica, in particolare l’intelligenza come istituzione statale. Efren Torres è il primo che ha iniziato a portare avanti la ricerca nell’esperienza del settore privato anche in contesti accademici. Efren è una persona in grado di indossare più cappelli contemporaneamente con eleganza e qualità. Questa intervista esplora diversi argomenti importanti dalla natura di OSINT ad alcune questioni aperte nell’ambito dell’educazione all’intelligence. Cos’altro posso aggiungere? Senza ulteriori indugi, è con mio distinto piacere pubblicare l’intervista su Scuola Filosofica. Nel nome del team di Scuola Filosofica, dei nostri lettori e di me stesso, Efren: grazie!

Sicurezza e Intelligence – Stefano Bonino – A review for the international reader –

Bonino, Stefano; (2020), Sicurezza e Intelligence nel Regno Unito del novecento, Soveria Mannelli: Rubbettino


Sicurezza e Intelligence nel Regno unito del Novecento is a recent book published by Rubbettino, the leading Italian publisher in the field of intelligence studies and security. Stefano Bonino is an accomplished author nationally and internationally, and he proved all his scholarly ability in this fascinating book. The topic has been explored in the international intelligence studies literature, especially looking at Christopher Andrews, Richard J. Aldrich, Rory Cormac, and Michael Goodman’s work – just to name a few. However, this is the first time that the topic is fully covered by an Italian author for the Italian public. Even though this is the most important aspect of the book, which is already a remarkable achievement worthy of being underlined, it would be a good reading also for the international scholar and reader as I will argue.

Studiare filosofia all’Università?

Cari lettori di ScuolaFilosofica,

ma soprattutto cari giovani in cerca di orientamento e guida nella scelta del percorso di studi universitari,

ecco un documento che potrebbe tornarvi utile!

Si tratta di una breve guida alla scelta del percorso universitario, con un focus specifico su filosofia e materie cosiddette umanistiche. Oltre a informazioni utili di tipo pratico (quali passi seguire per individuare il percorso più adatto, come iscriversi etc.), trovate interviste interessanti, da quella al Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, a quelle a studenti di filosofia o ‘scienze umanistiche’ più in generale, dottorandi e ricercatori nell’ambito.

A pagina 24 trovate l’intervista, un poco sopra le righe, che ho rilasciato alla gentilissima e sempre professionale Dr.ssa Amanda Coccetti. Spiego cosa mi ha portato a scegliere filosofia e, mi auguro senza risultare pedante, svolgo qualche ragionamento (ad esempio sul legame tra filosofia all’università e mondo del lavoro) che forse potrà fungere da stimolo a una scelta consapevole.

Questo interessante progetto delle guide è stato ideato e realizzato da Corriere dell’Università e Italia Education.

Ecco qui il link al pdf della guida con le interviste (sul sito del Corriere dell’Università trovate anche altre guide, ognuna dedicata a un settore disciplinare diverso):

Guida alle Scienze Umanistiche – CorriereUniv.it

Buona lettura!

An interview on Open Source Intelligence with Efren Torres, scholar and intelligence practitioner

Provided by the Author

I am simply excited to publish this interview with Efren Torres, an intelligence practitioner and scholar, expert on intelligence analysis, open source intelligence (OSINT), and intelligence broadly understood. I had the pleasure to meet Efren several times at ISA and IAFIE conferences. I must confess that his ISA 2019 panel was one of the best I ever heard – and the competition is quite high! Indeed, the intelligence studies is still mainly interested in grounding and understanding public intelligence, namely intelligence as a state institution(s). Efren Torres is the first who started to push the experience of the private sector forward also in academic contexts. Efren is a person able to wear several hats at the same time with elegance and quality. Indeed, he is an intelligence practitioner, scholar, trainer, and educator. This interview explores several hot topics from the nature of OSINT to some open issues inside intelligence education. What else can I add to this fantastic premises? Then, it is with my distinct pleasure to publish the interview on Scuola Filosofica – for those who don’t know it yet, is one of the leading philosophical blogs in Italy. In the name of Scuola Filosofica Team, our readers, and myself, Efren: thank you!

Lo “stream of consciousness” che s’aggrappa alla tautologia

A partire dal 1960, Goodman s’allontana dai principi teorici del positivismo. Egli dunque abbraccerà il nominalismo ed il relativismo. La conoscenza né rispecchierà la realtà rielaborerà dei “dati dall’immediato”. L’uomo interagisce col suo mondo tramite i sistemi (parametri) simbolici. Questi ci permetteranno d’imbastire solo certe “descrizioni”, senza una verità assoluta. Goodman sostiene (seguendo la Gestalt di Arnheim e Gombrich) che la percezione non è passiva, bensì un’attività. Si può citare ad esempio la visione. L’occhio non sarà mai “innocente”[1]. Sia il modo in cui vediamo sia semplicemente ciò che vediamo cambia, in rapporto alla nostra situazione d’esperienza visiva (così per un interesse, una predisposizione, un’inclinazione ecc…). Oltre al “mito” del dato assoluto, cade pure il “mito” dell’arte solamente imitativa. Goodman ha un approccio estetico che risentirà del funzionalismo e dell’anti-essenzialismo. A lui interessa unicamente il modo in cui l’arte accade, in qualsivoglia epoca. Di certo, un oggetto per diventare estetico dovrà espletare una funzione di tipo simbolico[2]. Si consideri un determinato periodo. Là, qualcosa potrà funzionare come arte… Ma non è detto che ciò valga anche per il periodo immediatamente successivo. Dunque rimarrà soltanto lo storicismo? Forse, bisogna intervallare il modo tramite cui l’arte accade, rispetto al suo simbolismo. Tale percezione aiuterebbe a percepire meglio le variazioni dell’estetica, sotto i corsi e ricorsi cari allo storicismo.

Sviluppare il pensiero critico con Alexandra Luce

https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Fichier:Athene_noctua_(portrait).jpg

Sono estremamente contento di pubblicare la traduzione dell’intervista con Dr Alexandra Luce, fondatrice di Acuity Development, esperta di critical thiking (pensiero critico) e creative thinking (pensiero creativo). Il pensiero critico e creativo sono parole chiave nel mercato del lavoro e nell’attività quotidiana di impresa. Eppure, in realtà, poche persone comprendono pienamente di cosa si tratta, la loro importanza, e come si insegnano. Io stesso sono un follower della newsletter di Acuity Development, che è sempre interessante e perspicace, con molti stimolanti suggerimenti. Qui offriamo anche una guida per imparare ad applicare il pensiero critico alle ipotesi, cortesemente fornitaci direttamente da Alex “Guida alle ipotesi“. Così, è un mio personale piacere pubblicare questa traduzione su Scuola Filosofica. Nel nome del team di SF, dei nostri lettori e di me stesso: Dr Luce, grazie!


1. Come ti vorresti presentare ai lettori italiani e a Scuola Filosofica?

Alexandra Luce ha una grande passione nell’insegnare alle persone come portare al livello successivo il loro pensiero critico e creativo. E’ la fondatrice di Acuity Development Inc.. Alex lavora continuamente per studiare e sviluppare strumenti pratici che possano aiutare le persone ad ottenere il meglio dal loro pensiero. Alex ha sviluppato corsi di livello magistrale per istituti in Nord America, tra cui la Royal Military College del Canada. Ha una laurea maturata all’Università di Toronto, mentre la sua specialistica (MPhil) e dottorato (PhD) all’Università di Cambridge. Vive a Montreal, insegna online, e ama viaggiare.

11. La ragione e i suoi limiti e scopi

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…la filosofia dal suo autentico scopo, che consiste nel mettere in chiaro le illusioni di una ragione ignara dei propri limiti, e nel ricondurre con un’adeguata chiarificazione dei nostri concetti, la superbia della speculazione a una modesta ma consistente conoscenza di sé.

Immanuel Kant

Pur essendo la prima critica una “critica della ragione” (epistemologica), per il momento la ragione non fa la sua comparsa da nessuna parte. Questo è motivato dalla peculiare natura della conoscenza umana, almeno secondo Kant. La conoscenza, espressa sottoforma di giudizio, è molto più legata alle nozioni di spazio-tempo e intelletto di quanto non lo sia alla ragione. Anzi, come abbiamo cercato di mostrare, la conoscenza è materia dell’intelletto in combinazione con i sensi e le relative intuizioni fornite dal senso interno (tempo) ed esterno (spazio). Per conoscere i fatti, per ottenere la conoscenza nei termini della contemporanea filosofia analitica, non c’è bisogno d’altro che di sensi, intelletto e dati di senso. Senza entrare nel merito, come ho cercato di mostrare in altro loco, l’epistemologia kantiana può essere divisa in due progetti: il progetto normativo e il progetto descrittivo. Il primo è il tentativo di fornire una serie di principi attraverso cui fondare il giudizio e pervenire a conoscenza. Il secondo, invece, è l’operazione di ricostruzione razionale di come la conoscenza sia possibile. Questo secondo progetto è investigato nella prima critica e, a mio giudizio, è compatibile con alcune versioni di affidabilismo o, almeno, di esternismo ovvero l’idea generale che le condizioni di conoscenza non sono tutte interne al soggetto e che esse dipendano dalla relazione che il soggetto intrattiene con il mondo. In questo senso, allora, la ragione sembra essere superflua, tanto che anche nelle attuali teorie epistemologiche esterniste essa è ridotta esclusivamente al ‘ragionamento inferenziale’, così detto. Ma la ragione gioca un ruolo di primo piano nella teoria kantiana.

Understanding Critical Thinking with Alexandra Luce – Founder of Acuity Development

Provided by the Author

I am simply excited to publish this interview with Dr. Alexandra Luce, founder of Acuity Development, an expert on critical and creative thinking. Critical and creative thinking are today catchwords. However, the reality is that few people really understand what they are, their importance, and how to teach them. I am personally a follower of the Acuity Development newsletter, which is always insightful and which is always insightful and full of thought-provoking suggestions. And it is with my distinct pleasure to publish the interview on Scuola Filosofica – for those who don’t know it yet, is one of the leading philosophical blogs in Italy. In the name of Scuola Filosofica Team, our readers, and myself, Dr. Luce: thank you!

1. How would you like to present yourself to the Italian readers and to Philosophical School (Scuola Filosofica)?

Alexandra Luce is passionate about teaching people how to take their critical and creative thinking to the next level. Founder of Acuity Development Inc., she’s always learning and developing practical tools that help people get more from their thinking. Alex has developed graduate courses for institutions across North America, including the Royal Military College of Canada. She earned her BA at the University of Toronto, and her MPhil and PhD at the University of Cambridge. She lives in Montreal, teaches online, and loves to travel.


Ontology as Systematic Classification System

Personal observations and understanding of realist applied ontology


Abstract

The paper is about my observations and notes on applied ontology as systematic classification systems. The post explores what an ontology is, what is aimed for, how it shaped, what is its philosophical foundation, why this foundation is compatible with multiple philosophical positions. Inside the document, digression and further specifications and arguments are drawn to arrive at a deeper understanding of several multiple facets of the complex universe called ‘applied ontology.’ This is the second step toward the elaboration of a consistent ontology for my family enterprise, which will ultimately be used to ground its expansion in the market. Even though practically oriented, the observations can turn to be useful for all the researchers and scholars who are struggling to understand what an ontology is. That is to say to those who are not driven by a philosophical perspective (only). This is a working progress, and I will be ready to reply to any inquiring, comments, and questions from the interested reader.

Edifici intelligenti, Smart Cities nell’ambiente Post-Covid – Intervista con James Carlini

Prima di una serie di interviste con James Carlini,  visionario autore e consulente strategico su Edifici intelligenti e infrastrutture. Carlini è stato il Keynote Speaker su Intelligent Infrastructure & Cybersecurity in un recente forum della Continental Automated Buildings Association (CABA) Edifici intelligenti e Digital Homes Forum a San Diego, California, Keynote speaker al Bronzeville International Summit di Chicago, Illinois e ha da allora è apparso in diverse interviste televisive che discutono delle nuove tendenze in infrastrutture intelligenti. È autore di numerosi white paper sulla sicurezza informatica. Ha sviluppato e insegnato corsi di gestione strategica delle tecnologie presso la Northwestern University per due decenni sia nei corsi universitari che in quelli Executive Master in Sistemi di comunicazione.

Il suo libro, LOCATION LOCATION CONNECTIVITY, è un libro incentrato sulla convergenza di beni immobili, infrastrutture, tecnologia e il loro impatto combinato sullo sviluppo economico regionale. Discute di progetti all’avanguardia in cui è stato coinvolto, compresa la pianificazione e la progettazione del Chicago 911 Center. Ha anche concetti concreti, come la Platform for Commerce (la sua definizione di Infrastruttura che è stata adottata e citata sia dal Dipartimento di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti che dal Corpo degli Ingegneri dell’esercito americano). Il libro include anche preziose intuizioni pragmatiche che ha imparato durante la sua carriera. È stato definito DaVinci of Intelligent Building Concepts e Intelligent Infrastructure (reti mission-critical). Nel nome del team della Scuola Filosofica , dei nostri lettori e di me stesso, James Carlini: grazie!