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Scuolafilosofica Posts

L’ontologia de Il signore degli anelli

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1.1 Un mondo di fatti morali

Il mondo de Il signore degli Anelli è un mondo di fatti morali. Per comprendere la base metafisica di sfondo a tutta l’opera è imprescindibile fare mente locale su questa peculiare caratteristica dell’opera di Tolkien. Definiamo con ‘fatto morale’ una qualunque entità fisica alla quale corrisponde una proprietà che lo contraddistingue moralmente, come ‘buono’ o ‘cattivo’. Sicché ogni entità definita come parte del dominio degli oggetti presenti nell’universo tolkeniano, intesi sia come cose che persone, ha una chiara definizione morale. Si può dedurre che nessuna entità non è né buona né cattiva, ma è o buona o cattiva, o, al più, entrambe. La maggior parte delle cose dell’universo tolkeniano sono definitivamente buone o cattive, ma possono essere sia buone che cattive, in alcuni casi limitati. Le sfumature del buono o cattivo a livello di fatti sono, in realtà, assai poche ma importanti.

L’educazione sentimentale – Gustav Flaubert

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Consigliamo Madame Bovary di Flaubert


L’educazione sentimentale è un romanzo scritto da Gustave Flaubert. Esso narra le vicende private del signor Frédéric Moreau, giovane della piccola aristocrazia francese. L’educazione sentimentale inizia con il giovane Moreau e con l’amico Deslauries che si rincontrano, dopo anni di separazione. Entrambi lasceranno la provincia per andare a vivere nella capitale, sebbene Moreau e Deslauriers avranno un diverso destino, perché diversi nei desideri. Moreau va alla ricerca del grande amore, mentre Deslauriers va in cerca del potere. Moreau troverà subito l’oggetto dei suoi desideri incarnata nella figura della donna-madre, la signora Arnoux, che fa la sua comparsa sin dalle prime pagine del romanzo e rimarrà avvinghiata alla vita di Moreau (e alla immaginazione del lettore) per tutte le pagine de L’educazione sentimentale.

La guerra e la storia tra Nietzsche e Tucidide

Sul significato e l’origine dell’aforisma § 180 di Aurora. Nietzsche scrive:

«La guerra – Le grandi guerre del presente sono gli effetti dello studio della storia.»

Se è vero che Nietzsche teneva in altissima considerazione lo spirito dello storico Tucidide – ed è vero, poiché testimoniato dallo stesso Nietzsche nelle pagine del Crepuscolo degli idoli dedicate a “Quel che devo agli antichi” – allora crediamo di poter rintracciare la possibile origine di questo suo pensiero sulla guerra.

Stalin e il cinema: pratiche e memorie dello stalinismo nella cinematografia sovietica e post sovietica, attraverso l’analisi dei film La caduta di Berlino (1949) e Quando volano le cicogne (1957).

Per poter affrontare una sincera analisi di questi due film targati URSS, è prima doveroso e necessario fare una scheda accurata di entrambi per poi trovarne somiglianze e divergenze critiche, accennando ai due registi che hanno firmato queste importanti pellicole cinematografiche che ci tramandano quale fosse la visione, distorta dalla propaganda dittatoriale nel primo film, oppure contorta e rivisitata dalla visione chrusceviana nel secondo film, dello stalinismo stretto e delle vicende che caratterizzarono la seconda guerra mondiale, con le sue atroci sofferenze, vissute specialmente dalle donne, come avremo modo di analizzare nelle schede dei due film.

Capitolo 22. Agni

Prarthana1830590, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

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Consigliamo – Di Francesco Margoni I veda – Capitolo 1


Agni, il Fuoco, è, per noi, che crediamo sentire come sentirono gli antichi, una delle metafore o delle figure più interessanti e affascinanti del pensiero vedico. In questo scritto, oltre a dire qualcosa per fissare la figura di Agni, proverò a spiegare alcuni motivi della nostra fascinazione per essa. L’inno di riferimento è I,145 dal Rg-veda.

Elettori e classe dirigente politica

Come spiegare i risultati delle ultime votazioni nazionali in Italia? Come spiegare la disattesa delle aspettative di netta vittoria del centrosinistra e netta perdita del centrodestra? Può la scienza suggerire qualche via esplicativa di questi fatti o almeno dare qualche elemento su cui ragionare? Sembrerebbe che gli elettori del centrodestra siano più influenzabili di quelli del centrosinistra.

Religione e neuroscienze, dialogo possibile?

Fede e neuroscienze. Questo il tema del contributo del cardinale Angelo Scola al volume collettaneo “Neuroetica. La nuova sfida delle neuroscienze”. Edito da Laterza e curato da Vittorio Sironi e Michele Di Francesco, il libro fa il punto sullo stato dell’arte della neuroetica, così come è emerso dall’omonimo convegno tenutosi nell’Aula Magna della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca nel giugno del 2009.

Capitolo 21. Il Signore – l’Essere Supremo vedico

Prarthana1830590, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

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Consigliamo – Di Francesco Margoni I veda – Capitolo 1


La sezione che ora affronteremo con un serie di pubblicazioni, la quarta del primo capitolo (titolato “Aurora e nascita”), posteriore a il preludio alla nascita dell’essere, la parola e gli elementi, è dedicata alla chiarificazione della figura del Signore per la concezione vedica. “Chi è il Signore per i Veda?” è la domanda a cui cercheremo di fornire una risposta. Con il termine ‘Signore’ s’intende indicare, genericamente, un qualunque potere (divino) superiore al e indipendente dal singolo uomo, ovvero, non un dio particolare ma il concetto stesso di dio considerato nel modo più ampio possibile. I vari dèi vedici rappresentano il Signore, anche se ognuno è come lo vedesse da un angolatura differente: ogni dio racchiude in un simbolo un aspetto di quel potere superiore ed estraneo che è la divinità stessa. Ogni dio è insieme Dio e un aspetto di esso.

Perché non ero su facebook

I. Ass.Assumo che la vita privata di un individuo attiene solo all’individuo.
II. Def.: Vita privata: tutto ciò che riguarda le condizioni interiori di un individuo, dalle opinioni ai sentimenti. Tutto ciò che riguarda le condizioni interiori di un individuo riguarda ciò che egli è in quanto essere umano, e non come persona.
II.I. Def. Persona: entità definita in base a un ruolo sociale, passibile di diritti e doveri di natura sociale e legale.
II.II. Ass. Dignità individuale: ogni essere umano gode della dignità di esistere e la dignità prescrive dei doveri etici.
II.III. Ass. Violazione della dignità: posto (II.II) nessun essere umano può privare o limitare la dignità dell’altro senza privare o limitare la propria.
NOTA: Sicché tutti coloro i quali violano la mia dignità sono passibili di ritorsione e sono eticamente condannabili.

Fattori irrilevanti e giudizio morale

L’ordine temporale di presentazione degli scenari morali è una variabile che influenza la valutazione morale degli stessi da parte del soggetto. A confermare questa osservazione arriva uno studio del tedesco Alexander Wiegmann dell’Università di Göttingen e colleghi, pubblicato recentemente su Philosophical Psychology col titolo “Order Effects in Moral Judgments”.